Contenitore di tutte le eccellenze di cui il Territorio piacentino dispone. Senza alcuna presunzione, vorrebbe creare dibattiti ed idee utili per dare uno slancio culturale ad una città ed una provincia con grandi potenzialità, solo minimamente sfruttate. questo blog non ha alcuna tendenza politica.
copia-incolla_281119
domenica 4 marzo 2012
"Ripensiamo Piacenza", ma non solo durante le elezioni...
facendola rivivere si darebbe un importante contributo alla buona riuscita del progetto EATALY ma, soprattutto, un vero impulso alla vita culturale della città.
Questa è solo un'idea, una proposta banalissima ma penso che meriterebbe di essere considerata.
Vedere idee e la partecipazione popolare alla vita cittadina non può che farmi felice. l'appunto che faccio,è che spero non siano solo le classiche promesse dei politici per strappare qualche voto. come città, abbiamo la fortuna/sfortuna di avere diverse "frecce al nostro arco", frecce, che non sono mai state scoccate nemmeno lontanamente... specialmente considerando le ampie aree militari che attendiamo ormai da anni.
A breve ci saranno le elezioni comunali e si deciderà chi sarà al comando di Piacenza. Attualmente, anche attraverso i Social Network dei candidati sindaco, si respira un'insolita partecipazione popolare. I piacentini, in base alla propria fede politica, sognano una città capace di essere competitiva e di migliorare la propria situazione. Tutto ciò, non può che rendermi felice ma, mi auguro, che tutte le proposte e le varie suggestioni scaturite dalla cittadinanza, vengano ascoltate, valutate nella loro fattibilità e nel caso realizzate. Mi spiacerebbe molto se fossero solo promesse, le classiche promesse che si fanno ad ogni elezione politica.
Chi vivrà vedrà...
Massimo Mazzoni
martedì 29 marzo 2011
Piazzetta Plebiscito - le mie idee e impressioni
Ieri sera, 28/02/11, si è tenuta un'assemblea molto partecipata fra comune, comitato a favore del mantenimento dei tigli e comuni cittadini.
Nell'arco della serata, è stato presentato il progetto del comune. Una rivisitazione dell'antico chiostro con una soluzione, a pare mio, molto insensata per il luogo storico in cui verrebbe attuata.
Nel progetto, si prevede l'abbattimento di 7 tigli sani, "colpevoli", a detta dell'amministrazione comunale, di offuscare la visibilità del chiostro trecentesco. La pavimentazione, dovrebbe richiamare e, completare idealmente, l'antico chiostro.
Una nuova illuminazione artistica, atta a valorizzare il complesso francescano e tutta l'area della piazza.
Progetto del comune tratto da: www.comune.piacenza.itInnanzitutto, trovo assurda la scelta di abbattere dei tigli sani e belli e che, per giunta, non danno assolutamente fastidio alla visibilità del chiostro. Sicuramente, sono molto più invasive le auto che, abitualmente, trovano parcheggio in quest'area. Mi piacerebbe, che la piazza fosse sempre dotata di panchine (magari più eleganti e ricercate delle attuali), che fosse impedito il libero bivacco, come avviene attualmente. Che fosse decorato da siepi rosate nei due lati mancanti del chiostro; Poi, ovviamente, una nuova illuminazione artistica ed una nuova pavimentazione.
Una prova, forse troppo ardita, ho immaginato un piccolo giardinetto con al centro una fontanella o un pozzo, proprio come negli antichi chiostri monastici.
Sono solo idee, probabilmente ingenue, ma credo che soluzioni che salvaguardino questo spazio, si possono e si devono trovare.
Massimo Mazzoni


domenica 20 marzo 2011
la protesta dei Tigli... non abbatteteci!!!
La presentazione del progetto riqualificativo, è stato presentato dal consiglio comunale cittadino e, presenta i tali interventi: Una nuova pavimentazione in pietra, una illuminazione artistica e l'abbattimento di diversi tigli presenti nell'area, in particolare sette che, coprirebbero la visuale sull'artistico chiostro di San Francesco.
La protesta dei tigli non si è fatta attendere e, in modo molto civile e composto, hanno attuato un vero sit-in pacifico, fatto da foglietti polemici contro l'amministrazione cittadina.
Io, da comune cittadino, mi accodo alla protesta dei tigli di non essere abbattuti. Sono sani, bellissimi e con tanta voglia di continuare la loro vita, silenziosa ma preziosa a tutta la cittadinanza.
Reggi, Brambati, etc, etc... date retta ai tigli e lasciateli in pace al loro posto!!!
SOLIDARIETA' MASSIMA AI TIGLI!
martedì 30 novembre 2010
Buona amministrazione (Tiziano Fermi)
In questi giorni ha preso il via nella nostra città la realizzazione di un parcheggio interrato alla Cavallerizza nell’ex caserma Cantore, che ha avuto come conseguenza la rimozione delle note transenne da via Scalabrini e il ribaltamento dell’assetto della viabilità nell’intero centro storico. Questo nuovo intervento nel tessuto cittadino richiama le altre numerose opere pubbliche che hanno riguardato in particolare il centro storico di Piacenza negli ultimi anni e suggerisce alcuni spunti di riflessione.
Il posteggio nella Cavallerizza ci mette di fronte a un lavoro che richiederà grande dispendio organizzativo (pensiamo appunto alla caotica rivoluzione del traffico scattata in questi giorni), è un ulteriore intervento presentato con l’abituale cassa di risonanza fornita dai media e nel giro di pochi giorni (senza possibilità di dibattito) messo in opera. Nuova operazione che si inserisce nella ottica del “fare” certo, un fare che diventa troppo spesso dimostrazione di autorità come campagna propagandistica su cui impattare l’opinione pubblica (le campagne pubblicitarie insistono con forza sull’attivismo contrapposto all’inerzia). Così è stato negli ultimi anni quando le amministrazioni comunali, non solo a Piacenza, hanno quasi completamente distrutto una concezione comunitaria, di uso collettivo delle città per favorirne una, che di volta in volta, favorisce qualche particolare categoria. Per fare un esempio, dell’ottica con cui si decide di intervenire, si può considerare come persino le piste ciclabili (anche questo è un difetto italiano, non solo piacentino) vengano asfaltate per “mostrare” agli elettori che i tratti di strada “rifatti” sono numerosi; non capita così in altri paesi europei dove le ciclabili “restano” in ghiaietta. Spaventano le parole di sindaci e assessori che in nome del criterio del “decisionismo” rivendicano a sé il merito di aver “rivoluzionato” le città: ma davvero sconvolgere equilibri fra le varie fasce della città creando sempre nuove aree edificabili (commerciali, industriali e residenziali, a scapito della superficie coltivabile), tenere in scarsa considerazione i criteri storico-artistici, aumentare la spesa corrente comunale annuale, affidare consulenze da migliaia di euro all’anno è ciò che viene chiesto a un saggio amministratore ? I nostri avi ci hanno insegnato, lasciandoci un impianto di città virtuoso tale da resistere centinaia di anni, che quando si struttura la “civitas” è necessario pensarla come un insieme di persone, una collettività prima che una determinazione di luoghi e vie. Chi ci governa dovrebbe ricordare che gli interventi di un’amministrazione hanno sempre un ruolo educativo o diseducativo; e allora perchè pensare e attuare un progetto come quello su via Scalabrini, dove qualsiasi parametro è stato contraddetto (tanti lo avevano scritto... peccato che i nostri pareri vengano ritenuti solo faziosi); così oggi troviamo sotto inchiesta i progettisti ed il Comune. Ora, a pochi passi dal Pubblico passeggio, in una zona piuttosto verde, viene proposta la creazione di una piazza-giardino (.. ? .., termine contraddittorio composto da due vocaboli che corrispondono a due luoghi diversi) e il conseguente spostamento del parcheggio sotto terra; era davvero necessario interrare un parcheggio, promuovendo un “project financing*” da 11 milioni di euro che per trenta anni determinerà la gestione di quel luogo (*i soggetti promotori che finanziano ed eseguono l’opera pubblica, disporranno per trent’anni di questo parcheggio in cambio degli utili che deriveranno dagli introiti). Sanno gli amministratori che oltretutto un parcheggio sotterraneo, seppur video-sorvegliato, alimenta insicurezza ? Prima di prendere decisioni così importanti sarebbe bene ricordare, per parlare solo dei casi più ecclatanti, i disastrosi lavori di Piazzale Marconi (stazione F.s.), tra cui la chiusura del sottopassaggio, che ora verrà riaperto, l’arredo della rotonda di Barriera Torino montato, per fortuna smontato e ora buttato in qualche magazzino. Come ho già avuto modo di dire in tante occasioni il denaro pubblico non è a disposizione di chi ci amministra, è il patrimonio di tutti che va speso secondo criteri di autentica necessità. Allo stesso modo alla critica agli amministratori che sono interpreti di una “responsabilità collettiva” deve corrispondere una auto-critica a noi cittadini soggetti ad una “responsabilità individuale” per cui non possiamo accontentarci di risolvere il problema del parcheggio auto sotto casa e poi dimostrare scarsissimo interesse su qualsiasi altro tema della vita cittadina. Se tutti incominciassimo a dire basta a una politica che ci propone il “fare qualcosa” (non il “fare bene” frutto di scelte economiche ponderate e equilibrate) come parametro di lettura di ogni valutazione qualcosa potrebbe cambiare, se continuassimo ad accontentarci di ricevere informazioni sui kilometri di asfalto “rinnovati” nelle nostra città non potremmo compiere molti passi avanti.
Autore: Tiziano Fermi
domenica 14 novembre 2010
Piacenza e i parcheggi da riempire...
Il 9 ottobre 2010, è stato inaugurato il parcheggio sotterraneo della "Cavallerizza", capace di contenere ben 721 posti e, pochi giorni dopo, hanno attivato, sempre sullo stradone Farnese, un altro parcheggio di circa 150 posti.
In progetto vi è anche l'edificazione di un terzo Parking sotterraneo, stavolta in Piazza Cittadella in modo da servire anche la zonq Nord della città.
Verrebbe da pensare, bene, abbiamo risolto i problemi di Piacenza, ora i piacentini, i turisti o, chiunque debba sostare in centro città non avrà problemi nel parcheggiare la propria auto.
Invece, dato che a Piacenza siamo dei "campioni" nel far "naufragare" tutto; ora, ci ritroviamo tantissimi parcheggi disponibili e una risposta assolutamente insufficiente da parte della cittadinanza.
I motivi di questa attuale latitanza della potenziale utenza potrebbero essere riassumibili in:
I Parcheggi sono nuovi e la gente ancora non li conosce.
I Cittadini si devono ancora abituare a questo nuovo modo di parcheggiare o forse, come mi verrebbe da pensare, la gente non vuole spendere troppi soldi per parcheggiare l'auto, per fare un giretto in centro, per fare qualche eventuale acquisto o, semplicemente, un giretto nelle vie del centro.
Forse sarò banale nelle mie proposte ma, non sarebbe sensato invogliare la gente ad usufruire di tali nuovi parcking, semplicemente diminuendo le tariffe di sosta o, nei casi di acquisti nei negozi del centro, offrendo il parcheggio gratuitamente?
Le tariffe, mi sembrano eccessive specialmente, se si pensa, che nei "gelidi" centri commerciali i parcheggi sono spesso gratuiti!
Si potrebbe, anzi, si dovrebbe cooperare tutti insieme (Comune, negozianti, associazione commercianti, etc) per ridare "vita" al nostro centro, attività che, purtroppo, non riesco mai a vedere nei piacentini.
venerdì 1 ottobre 2010
Festival Verdi - Parma, Reggio Emilia. e Piacenza??
Saranno gli scenari di Parma e delle terre verdiane (Busseto, Fidenza e Reggio Emilia???) ad ospitare quest'importantissimo avvenimento culturale. Che dire, ancora una volta "giù il cappello" ai ricchi cugini ducali e un'amarissima critica fatta a chi amministra Piacenza e la nostra provincia che avrebbe avuto il diritto ma, soprattutto, il dovere di partecipare ed essere la protagonista di quest'evento.
Giuseppe Verdi, nato a Roncole Verdi di Busseto nel 1813 (PR) da genitori piacentini originari di Villanova sull'Arda e Saliceto di Cadeo (PC). Nella nostra provincia, precisamente nel 1848, il maestro acquistò villa Sant'Agata a Villanova Sull'Arda (PC), dove si trasferisse e visse. Nella nostra provincia, nel 1888, Verdi divenne consigliere provinciale.
In una lettera a Barezzi, Verdi, lamenta il comportamento troppo pettegolo dei bussetani in merito alla sua discussa convivenza con la Stepponi, seconda moglie del maestro.
Per queste ragioni, Piacenza non solo dovrebbe rientrare di diritto nel festival Verdiano e recitare una parte da protagonista, invece, come sempre, il nostro territorio viene escluso e ignorato come se no esistesse. Intanto, noi piacentini, discutiamo e ci facciamo "seghe mentali" su proposte a parer mio ininfluenti alla nostra crescita culturale, come la diffusione delle arie Verdiane nel centro storico cittadino attraverso altoparlanti. Temo che fin che ragioneremo da città da serie C e da paesone non potremo mai sperare di crescere e di essere trattati diversamente.
Massimo Mazzoni
lunedì 2 agosto 2010
PIAZZA DUOMO - mercato si, mercato no?
Che io sappia, siamo forse l'unica città in cui si sposta e si ignorano tali manifestazioni, ma si sa, Piacenza è strana, in tutto e per tutto e questa non è una novità. Purtroppo...
lunedì 5 luglio 2010
Piazza Sant'Antonino - progetto definitivo?
La presentazione dello stesso, ha suscitato immediatamente le forti reazioni di Bruno Galvani, appartenente al gruppo misto e rappresentante provinciale di AMNIL che, ha ritenuto il progetto come antistorico ma, soprattutto, non rispettoso dei diversamente abili a causa dell'utilizzo dell'acciotolato nelle zone esclusivamente pedonali, fatta eccezione per i marciapiedi e per le zone attraversate dal traffico veicolare, le quali saranno lastricate con lastre di pietra di Luserna.
Una pavimentazione che, pur apprezzando esteticamente l'acciotolato, crea non pochi problemi a chi vi cammina, a chi la percorre su due ruote e ancor di più a chi è costretto su una sedia a rotelle. I trottatoi, invece, dovrebbero essere ricostruiti nelle loro parti mancanti fino a giungere al teatro municipale.
Tempo fa, molto prima della presentazione di questo progetto, Gregory, pubblicò su Flickr un suo rendering di come avrebbe voluto la piazza.
l'acciotolato, nel suo progetto, era presente nello spazio retrostante alla basilica; quello in cui fino a pochi anni fa era presente un parcheggio. La parte restante, pavimentata da lastroni pietra; direi simile alla pavimentazione presente in piazza Cavalli.


venerdì 18 giugno 2010
Piacenza eventi???
Leggo notizie delle città limitrofe e, nonostante il periodo di magra, la sola e "povera" Parma, sfoggia nomi come Bob Dylan, Paolo Conte, Lucio Dalla, Gloria Gaynor, Elisa etc etc.. il raffronto con Piacenza è raccapricciante, come ospite d'onore all'arena Daturi avremo Pierdavide Carone, uno dei protagonisti di AMICI. A rendere più succose le serate piacentine ci saranno pure ospiti come i Formula Tre, i Queen Mania, altri personaggi usciti stavolta da X-FACTOR, etc... comunque la linea è questa, Cover band e cantanti inventati dai reality.
Da piacentino, orgoglioso delle sue origini, è sconfortante vedere quanto siamo "indietro" di almeno vent'anni ad altre realtà provinciali. La musica, come l'arte, la cultura in tutte le sue forme, finchè si giocherà al risparmio, non sarà mai elevata e prestigiosa. Finchè la mentalità sarà questa, Piacenza continuerà purtroppo a fare la parte della comprimaria dalla mentalità campagnola.
lunedì 24 maggio 2010
Piazza Duomo - perchè non un "passo" in più
In particolare, stavolta tocco su una delle principali piazza cittadine, Piazza Duomo. Ritengo ottimi, anche se tardivi, gli interventi di manutenzione sulle due aiuole poste ai lati della piazza che, da anni, erano "abitate" da strane essenze, più adatte ad un orto che a un'aiuola di una città. Fortunatamente, estirpate salvia e rosmarino, ora le aiuole e, di conseguenza la piazza, ne ha guadagnato in maggior respiro ed eleganza.
Piazza Duomo, anche maggiormente di piazza Cavalli, è diventato un punto d'incontro per anziani, bimbi che giocano e famiglie. Le panchine, spesso poche per la gente che vi gravita, sono quasi sempre occupate e, tante persone, si devono sedere sopra le ringhiere poste attorno alle aiuole.
Come spesso accade, prendo spunto da Parma che ha dotato Piazza della Pace (Pilotta) di elegantissime panchine in granito. Troverei un'ottima soluzione circondare le nostre aiuole con panche circolari in granito, attuando una soluzione analoga a quella parmigiana. Avremmo un arredo urbano decoroso, daremmo decoro alla piazza della Cattedrale e daremmo la possibilità a tante persone di "vivere" la piazza. Anche le panchine esistenti, sono più adatte ad un giardinetto di periferia, non certamente a un centro storico. Un'altra questione, sarebbe quella dedicata ai portici che, da anni, non rispettano una colorazione coerente fra loro e la storia della Piazza.
Basterebbe poco a rendere più appetibile la nostra città!
domenica 14 febbraio 2010
PIAZZA CAVALLI - un anno dopo
Le pietre sostituite si sarebbero dovute uniformare alle originali, il tempo e gli agenti atmosferici avrebbero dovuto aiuare il processo di omogeneizzazione fra le lastre nuove e quelle originali.
I mesi passano ma, la differenza cromatica fra le pietre vecchi e quelle nuove appare sempre più evidente creando nella piazza un effetto davvero imbarazzante.
Ora, da piacentino innamorato della propria città, chiedo che qualcuno "paghi" par la propria presunzione e pressapochezza con la quale si è intervenuti sul cuore della città. Una piazza che ha resistito ai secoli e alle guerre ma non alla gestione di Brambati e Reggi.



domenica 15 novembre 2009
Piazza Cavalli - disco dancing???
Massimo
Nonostante riservi molta attenzione alla vita cittadina, non ho letto nessun articolo che riportasse dell'introduzione di una nuova illuminazione "artistica" nella piazza principale di Piacenza, Piazza Cavalli. Le nuove luci, scoperte casualmente durante una passeggiata in centro, mi hanno lasciato piuttosto perplesso. L'effetto attualmente reso è, a pare mio, piuttosto lugubre; le luci, molto soffuse e blu, si addicono maggiormente ad un locale notturno piuttosto che a quello che dovrebbe essere il salotto di Piacenza ma che, forse, i pubblici amministratori hanno deciso per rivitalizzare il centro di trasformare la piazza in un night-club. I miei pareri estetici, sono assolutamente critici e a favore delle precedente illuminazione, fra l'altro installata circa tre anni fa. La Piazza, ora si presenta molto buia, i cavalli del Mochi sono assolutamente al buio e lo stesso Palazzo Gotico non ha un'illuminazione che ne valorizzi la bellezza.
Speravo che il Comune avesse cambiato "rotta", che avesse una maggiore attenzione al patrimonio pubblico. Si parla di partecipazione, di scelte fatte nel rispetto della valorizzazione del nostro bene pubblico invece, puntualmente, trovo assurdi e bizzarri gli interventi artistici operati dal comune di Piacenza.

martedì 10 novembre 2009
Il ponte dei "Sospiri" sul po
Il ponte sul Po, crollato 30/04/09, ancora ad oggi non è ne terminato ne fruibile. ANAS, dal canto suo, ha più volte rimandato l'inaugurazione del viadotto facendola ogni volta slittare ad una data successiva da quella precedentemente promessa.
Appoggio pienamente la polemica di Reggi ad ANAS, c'è chi dice che è solo una forma auto-sponsorizzazione in seguito ad un suo calo di consensi popolare. Personalmente, posso criticare la forma usata, magari un po' forte ma, da piacentino, dico che è ora che la nostra popolazione inizi a farsi rispettare dalle istituzioni. Sei mesi di attesa sono inaccettabili, hanno provocato disagi alla cittadinanza ed un danno economico per tutte le realtà economiche che gravitano fra il piacentino ed il lodigiano. Il ponte che separa Piacenza e San Rocco, rappresenta forse il viadotto più importante della nazione, un raccordo fra le due realtà più industrializzate dell'Italia, la Lombardia e l'Emilia Romagna. Per uno stato come il nostro, ritengo inaccettabile delle attese tanto lunghe per un ponte di barche temporaneo.
In questo caso sono dalla parte di Reggi che, anche se con modi poco eleganti, sta facendo valere i diritti di noi piacentini
domenica 25 ottobre 2009
PIAZZA DUOMO - sarà la volta buona?
Piazza Duomo, è stata una delle protagoniste assoluta dei miei articoli, ho sempre criticato la presunta riqualificazione operata dal comune pochi anni fa. Un intervento che non ho mai capito, specialmente per il mantenimento delle due aiuole poste ai lati della piazza. Due aiuole su cui erano state piantumate dei melograni e delle essenze arboree (salvia e rosmarino) poco consone al prestigio della piazza della cattedrale. Queste aiuole, sono state x anni lasciate al loro destino su cui, raramente, è stata dedicata a loro la giusta cura, lasciando crescrere spesso a dismisura le essenze in questione e, di conseguenza, rendendo i due spazi un "terreno fertile" per chiunque volesse gettare le proprie cartacce. Inoltre, l'alta vegetazione, impediva spesso la visione completa della piazza. Ora, da pochi giorni a questa parte, sono state estirpate le essenze dalle aiuole e mantenute solo le piante di melograno. L'effetto attuale, nonostante debba crescere l'erba (spero erba!) seminata, è a parer mio decisamente migliore rispetto a quanto fosse solo pochi giorni fa. A questo proposito, dato che ho spesso contestato il degrado di Piazza Duomo, non posso che complimentarmi col Comune di Piacenza per quest'inattesa cura nei confronti di un luogo che merita la massima attenzione, data l'importanza culturale, civica e e religiosa che da sempre riveste.




martedì 20 ottobre 2009
Piazzale Libertà e la "cosa pubblica"
Tiziano Fermi
Presidente
Associazione “Piacenza Urbis T.c.m.”
lunedì 19 ottobre 2009
Pellegrini di passaggio nella Piacenza di metà ‘700.
Qualche anno fa, visitando una Pieve a Gemonio (Chiesa di San Pietro X-XI sec, Gemonio VA), comprai un libricino ad un banchetto della parrocchia. Questo libretto riportava alcune parti di due diari di pellegrinaggi a Roma, uno compiuto da un parroco di Gemonio nella seconda metà del 700 e, l’altro, da una confraternita comasca. Il loro viaggio fino a Roma, passando sulla via Emilia, non tralascia le nostre terre, leggendolo si trovano così descrizioni delle bellezze artistiche e dell’ospitalità piacentine, nonché alcune testimonianze di opere d’arte ormai a noi non più visibili. Anche se brevi, queste testimonianze, ci ridonano un piccolo tassello di una Piacenza del passato.
Il parroco di Gemonio verso Roma ( 18 aprile 1781)
..(…)..Piacenza è una città di belle contrade. Il palazzo Scotti ha un esterior gusto romano di contro alla canonica dei Rocchettini, la di cui chiesa bella ha cinque navate. In sagrestia la “Passione di Cristo” mirabilmente scolpita in tre pezzi di legno orientale incorruttibile e sotto la “Natività di Cristo”.
Un Ostensorio. Oh, che bella libreria! La prima stanza è assai grande; la seconda pur grande; la terza picciola, è un museo. Due libri, uno di rami antichi, e preziosi, l’altro stampato a Parma del valore di 18 zecchini. Il gran Refettorio ornato di stucchi indorati alla moderna, con un quadrone di fronte stimato e bello del Lomazzo, dove per altro vi sono delle sproporzioni. (pittore d’idea servile. Il padre lettore Torinesi gentilmente ci favorì, ed accompagnò per la città. Visti i cavalli di bronzo e l’anfiteatro antico sulla piazza).
In Fiorenzuola ad 1 di notte. Contrasto col vetturale, Borgo grande. Bella la torre del campanile. 13 canonici, 16 cappellani. Cena in casa dello speziale amico del padre don Raimondo Besozzi cistercense, buon vino.
A’26 aprile. Partimmo summo mane, cioè alle ore 9 e mezza, pioggia tutto il viaggio, giunti inParma, alle 17 e mezza cessò. Qui si pranzò e cenò all’osteria magnifica del Pavone, pulito, e male e caro: il cameriere padovano ci godé. Le donne portano una mantiglia d’indiana con un cappuccio. Chi non riderebbe? Le viti pendono dagli olmi, qui si assoldò con tre paoli un cicerone, che ci fu guida dappertutto..(…)
La confraternita comasca di San Giovanni decollato in viaggio per Roma. (26 febbraio 1725).
Primo marzo.
A 24 ore arrivò la confraternita in Piacenza favorita dalle calde raccomandazioni con una di lettere del signor conte Barni appresso il vescovo di detta città, nella quale si fece entrata cola esenzione del porto, e coll’incontro della confraternita e dell’infinito numero di popolo coll’accompagnamento di gran nummero di torchie, e nel medesimo modo consegnata all’alloggio della Croce Bianca. Movevano a stupore gli abitanti di quella città che longo trato sostavano attendendo la compagnia a tutto prospetto con indicibile invero il giubilo manifestato a tutto sfarzo di torchie, con che fu ricevuta la compagnia a quell’oratorio e da quello accompagnata all’alloggio di Croce Bianca, dove con umiltà troppo grande fu servita da quei cavalieri. La mattina seguente ritornarono detti signori a dar la levata festivamente vestiti, conducendo i pellegrini confratelli a veder la cose più meravigliose della città, fra le quali il mirabile esempio della Passione di Cristo intagliato a miracolo nella sagrestia de padri agostiniani rochetini e la stupenda opera a pennello di Giovanni Paolo Lomazzo milanese nel refettorio di detti padri. Detto giorno, dopo provvisti a soddisfazione del serenissimo principe che li volle vedere ordinati dalla finestra, fu introdotta la confraternita nella cittadella ed ivi, d’ordine di sua altezza le fu fatto vedere tutto che di belo era in detto luogo, massime nelle cantine ove si contenevano in 8 mila brente di vino. Le fu pur fatto vedere il pranzo apparecchiato per la serenissima di Modena, e fra le altre cose si ebbero ad ammirare le fragole e castagne fresche. Doppo condotta la confraternita al mentovato allogio di Croce Bianca si trovò preparato un sontuoso pranzo di pesci marini e vini rarissimi, d’indi partì sulle 20 ore colla benedizione di monsignor signor Barni vescovo di quella città accompagnata da tutto il pubblico a tiro d’ochio. 3 detto (mese) S’incamminò la compagnia doppo il pranzo alla volta di Parma..(…)…
Tratto da “in viaggio per Roma” a cura di V. Arrigoni, G. Pozzi, Gr. Arch. Parr.
Pubblicazione Pro Oratorio (ed. I quaderni di Gemonio).
articolo di:
Chiara Belloni.
lunedì 12 ottobre 2009
Piazzale Libertà - questione di palle
Nelle intenzioni della giunta, c'è la volontà di recuperare un'ampia fetta del Piazzale e, quindi, di di offrire alla cittadinanza un nuovo spazio aggregativo, abbellito da una pavimentazione in porfido, una fontana dai suggestivi giochi d'acqua e da nuove aree verdi. La realizzazione del piazzale, non ha evitato polemiche legate all'aspetto urbanistico. A muovere severe critiche ai lavori, è stato Giorgio Cisini, consigliere del Partito democratico che, sui lavori in corso, ha criticato l'inserimento dei colonnotti posticci, imitazione di quelli già storicamente presenti sullo stradone rinascimentale e, considerati dal politico un "falso storico". Ad alimentare le polemiche, vi è anche la futura collocazione di sedici dissuasori sferici in ghisa o in granito, soluzione poco apprezzata dai puristi che ne eviterebbero la postazione, considerandoli anch'essi non coerenti alla storia del sito in cui verranno immessi.
Personalmente, allo stato attuale dei lavori, trovo interessante e suggestiva l'idea di creare un nuovo spazio aggregativo che, se saggiamente realizzato, potrebbe donare alla città un nuovo luogo dove potersi incontrare e godersi l'ingresso alla via più maestosa della città, lo Stradone Farnese.
Personalmente, opto sempre a soluzioni puriste, rispetto ad altre troppo ardite che possano snaturare il contesto storico sul quale si interviene; Fondamentale, comunque, che i lavori mantengano un'alta qualità esecutiva, aspetto assolutamente non scontato, dato gli interventi discutibili di questa e delle amministrazioni passate.


domenica 20 settembre 2009
San'Agostino - tesoro negato
Inutile ricordare che, nel 2015, Milano sarà protagonista dell'EXPO, un evento su scala mondiale che richiamerà nella città meneghina milioni di visitatori che, si spera, almeno una piccolissima fetta possano riversarsi visitare anche il nostro territorio.
Uno spazio come Sant'Agostino, non può assolutamente non essere sfruttato in vista di tale occasione. La sua imponenza ma, specialmente, il fascino che sprigiona l'ex basilica, possono essere una carta vincente per un turismo locale che, in definitiva, a Piacenza non è mai esistito.
maggiori info sulla basilica le potete trovare su questo post: Basilica di Sant'Agostino


martedì 15 settembre 2009
Sassi sullo stomaco
Rabbia, frustrazione, inebetimento. Sono molteplici i sentimenti che provo verso alcuni membri della classe politica locale. Piacenza, come del resto tutto il paese, sta vivendo un periodo di nette traformazioni, sociali e culturali. La "mangiada in si sass", iniziativa privata dell'Osteria dell'Angelo" svoltasi lo scorso 4 settembre, mirava esattemente nel rivivere momenti passati quando, il "Quartiere Roma", rappresentava per coloro che vi abiavano, una sorta di "famiglia allargata". La cena, a pagamento e aperta a tutti, previa normale prenotazione, ha fatto registrare per il secondo anno consecutivo il tutto esaurito. Oggi, martedì 15 settembre 2009, scopro che Roberto Reggi, sindaco di Piacenza, Lorenzo Gattoni, Edo Piazza (Per Piacenza con Reggi) e Giovanna Calciati (PD), definiscono l'evento come nostalgico e, soprattutto, come un'occasione persa per integrare stranieri e italiani.
L'osteria, che già nella passata edizione pagò un affitto di plateatico molto ingente (6.000 euro), quest'anno si sente accusare di discriminazione verso le comunità straniere residenti a Piacenza,
per non aver organizzato una cena multietnica a cui avrebbero potuto partecipare anche le altre nazionalità. Ricordo che, per quanto riguarda le iniziative interculturali, esiste un'agenzia preposta appositamente per organizzare questi eventi (Agenzia quartiere Roma) e che, quindi, questo compito non spetta certamente a un privato ristorante di cucina tipica. Polemiche così sterili non fanno altro che mortificare un ambiente culturale già estremamente misero. Mi auguro che Reggi e co. si impegnino maggiormante per far crescere Piacenza, che di questioni così inutili non sa proprio che farsene se non per rallentare ulteriormente di quanto già lo sia. Nessuno, vuole privare gli stranieri delle proprie sacrosante tradizioni; recentemente è stata organizzata la festa senegalese e, personalmente, ritengo civilissimo che TUTTI possano vivere i propri usi e costumi, rimango sconvolto invece da chi, pretestuosamente, addita di razzismo chi onora le nostre. Piacenza deve crescere, lo ripeterò alla nausea ed episodi come questi mi fanno rendere conto di quanto siamo arretrati e di quanta strada dovremo ancora fare...
lunedì 14 settembre 2009
operazione Veleia
Nel 1760, sotto il comando di Don Filippo di Borbone, duca di Parma, Piacenza e Guastalla, iniziarono degli scavi archeologici che portarono alla luce importanti reperti archeologici, fra cui la prestigiosissima "Tabula alimentaria Traiana", la più' grande tavola scritta in bronzo di tutta l'età romana (metri 1,50 x 3) . Questa, insieme a tutti i restanti reperti, furono portati a Parma, dove, sempre nel 1760, fu appositamente costruito il Museo Archeologico per poter ospitare gli importanti ritrovati veleiati.
Oggi, nel settembre del 2009, il sindaco di Lugagnano Val d'Arda, Jonathan Papamarenghi, e il presidente della provincia, Massimo Trespidi, si sono impegnati nell'ardua e improbabile impresa di ottenere la restituzione da parte della città di Parma di quanto è stato tolto alla provincia piacentina e alla comunità lugagnanese. Questi reperti hanno dato lustro al Museo parmigiano e oggi, a prescindere dalla difficoltà dell'operazione, dovremo fare quanto possibile per riportare tali tesori nel confine piacentino. Riavere a Veleia la Tabula Alimentare e le altre sculture rinvenute alla fine del XVIII° secolo, vorrebbe dire ridare slancio turistico ad un "gioiello" ancora poco conosciuto e solo parzialmente valorizzato. Da piacentino, non posso che appoggiare completamente la causa del giovane sindaco e del neo presidente provinciale, Piacenza ed il proprio territorio devono credere maggiormente nelle proprie potenzialità, a mio parere enormi. Credere nella cultura, nelle proprie eccellenze storico-artistiche ed eno-gastronomiche potrebbero far fare al territorio quel salto qualitativo di cui da anni si parla ma, di cui, manca sempre qualcosa per poterlo effettivamente fare.










