Il verde cittadino, è ultimamente una degli argomenti più sentiti e partecipati. Si è parlato tanto dei tigli di Piazzale Plebiscito (per fortuna salvi dall'abbattimento!!!), dei platani di Viale Risorgimento (purtroppo, ma giustamente abbattuti), e del grandioso "polmone verde" dell'ex Pertite; un enorme spazio verde a pochi "passi" dal centro storico.
Nessuno, però, parla più del progetto di creare un parco nello spazio sottostante al vallo Farnesiano.
Negli anni novanta, quando ero un ragazzino, il parco delle mura era un argomento trattatissimo in città. Oggi, l'argomento è stato completamente dimenticato e ignorato.
Vorrei ricordare, che sono ben poche le città murate in Italia. Piacenza, per oltre due terzi dello storico perimetro urbano lo è, e sarebbe auspicabile una loro definitiva valorizzazione.
Credo, specialmente in questo periodo in cui la città è destinata a profondi mutamenti, che sarebbe il caso riprendere il progetto del "Parco delle mura". Ne guadagneremmo tutti, sia in salute sia nella valorizzazione di una preziosa testimonianza rinascimentale.
Contenitore di tutte le eccellenze di cui il Territorio piacentino dispone. Senza alcuna presunzione, vorrebbe creare dibattiti ed idee utili per dare uno slancio culturale ad una città ed una provincia con grandi potenzialità, solo minimamente sfruttate. questo blog non ha alcuna tendenza politica.
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martedì 26 aprile 2011
domenica 14 dicembre 2008
Porta Borghetto - un recupero bizzarro
Fra gli argomenti che in futuro mi impegnerò a trattare, vi saranno sempre i temi legati alla riqualificazione della Piacenza attuale ma, d'ora in avanti, sarà fondamentale anche valutare come nell'ultimo secolo la città ha subito vere e proprie trasformazioni che a volta hanno comportato in veri e propri rioni storici rasi al suolo per far spazio ad edifici moderni ad uso abitativo o di rappresentanza, come nel caso di Palazzo INA, costruito in Piazza Cavalli in pieno regime fascista.
Un intervento piuttosto controverso, risale al 2000, quando, al fine di valorizzare e restaurare Bastione Borghetto, venne stanziata dallo stato un ingente somma proveniente dai fondi derivati dal gioco del lotto. Il progetto, affidato all'architetto Dezzi Bardeschi, era quello di valorizzare e recuperare spazi che facessero "vivere" questo suggestivo luogo cittadino. Il risultato finale fu quantomeno spiazzante ed è, a mio parere, impietosamente "sotto gli occhi" di chiunque passi per Via XXI Aprile.
Ovviamente, la costruzione di questo complesso ex-novo sopra un bastione rinascimentale, creò non poche polemiche e "terremoti" politici all'interno di Palazzo Mercanti.
Se però devo fare una riflessione, un aspetto che mi sconvolge, oltre ovviamente alla deturpazione di Bastione Borghetto, è che, dopo quasi dieci anni, l'opera di Dezzi Bardeschi non è mai entrata in funzione e giace inutilmente ed inspiegabilmente, a fianco della Porta più bella di Piacenza.
A voi il giudizio...
questa la pagina con il progetto e le relative foto del lavoro ultimato...
foto tratta da: www.quotidiano.liberta.it
Un intervento piuttosto controverso, risale al 2000, quando, al fine di valorizzare e restaurare Bastione Borghetto, venne stanziata dallo stato un ingente somma proveniente dai fondi derivati dal gioco del lotto. Il progetto, affidato all'architetto Dezzi Bardeschi, era quello di valorizzare e recuperare spazi che facessero "vivere" questo suggestivo luogo cittadino. Il risultato finale fu quantomeno spiazzante ed è, a mio parere, impietosamente "sotto gli occhi" di chiunque passi per Via XXI Aprile.
Ovviamente, la costruzione di questo complesso ex-novo sopra un bastione rinascimentale, creò non poche polemiche e "terremoti" politici all'interno di Palazzo Mercanti.
Se però devo fare una riflessione, un aspetto che mi sconvolge, oltre ovviamente alla deturpazione di Bastione Borghetto, è che, dopo quasi dieci anni, l'opera di Dezzi Bardeschi non è mai entrata in funzione e giace inutilmente ed inspiegabilmente, a fianco della Porta più bella di Piacenza.
A voi il giudizio...
questa la pagina con il progetto e le relative foto del lavoro ultimato...
foto tratta da: www.quotidiano.liberta.itdomenica 3 febbraio 2008
La Cittadella Giudiziaria e Palazzo Madama
Mai come in questi ultimi anni, Piacenza ha conosciuto un così grosso interesse a proposito della propria riqualificazione urbana. Come già scritto in post precedenti, la città ha enormi potenzialità inespresse e troppo volte "soffocate" da soluzioni urbanistiche poco felici; alcune attuate in passato, mentre altre nel secolo attualmente in corso.
Nella seconda metà dell'ottocento ed esattamente nel 1866, la città necessitava di un nuovo carcere che potesse rispondere alle esigenze dell'epoca. La scelta fatta fu disastrosa ed, ancora oggi, ne paghiamo le conseguenze in termini di estetica architettonica. Venne decisa come sede carceraria "Palazzo Madama", ovvero la residenza privata di Margherita de' Medici che fece costruire il pregevole edificio nel 1658 per trascorrervi al suo interno una serena vedovanza. Allo storico palazzo furono attaccati i nuovi bracci carcerari ed, attorno ad essi, fù innalzata un'alta cinta muraria che, ancora oggi, nasconde alla visuale lo storico edificio ducale. Nel 1992, il carcere cittadino venne trasferito in una struttura moderna e collocata al di fuori del centro urbano, ma ciò nonostante, non si è mai provveduti all'abbattimento dell'intera cinta muraria a causa di un'incomprensibile veto da parte della Soprintendenza delle belle Arti che ha salvaguardato l'intero muro giudicandolo un bene di valore storico. Grazie a questa decisione, Piacenza si vede privata di una delle sue zone più belle in quanto, attraverso il mantenimento della muratura, non si valorizza uno dei rioni cittadini che per storia e bellezza artistica, meriterebbe una ben altra attenzione. In quest'area sono presenti edifici come: San Lorenzo, Sant, Eustachio, Palazzo Landi, La Chiesa delle Benedettine e "l'invisibile" Palazzo Madama. Personalmente, sogno l'abbattimento del muro ed una pavimentazione adeguata ad un centro storico (quindi, ovviamente non l'asfaltatura attuale).
Mi piacerebbe sapere le vostre idee in merito a questo tema.

Chiesa delle Benedettine

Palazzo Landi, Chiese di: San Lorenzo & Sant'Eustachio

Portale di Palazzo Landi
Nella seconda metà dell'ottocento ed esattamente nel 1866, la città necessitava di un nuovo carcere che potesse rispondere alle esigenze dell'epoca. La scelta fatta fu disastrosa ed, ancora oggi, ne paghiamo le conseguenze in termini di estetica architettonica. Venne decisa come sede carceraria "Palazzo Madama", ovvero la residenza privata di Margherita de' Medici che fece costruire il pregevole edificio nel 1658 per trascorrervi al suo interno una serena vedovanza. Allo storico palazzo furono attaccati i nuovi bracci carcerari ed, attorno ad essi, fù innalzata un'alta cinta muraria che, ancora oggi, nasconde alla visuale lo storico edificio ducale. Nel 1992, il carcere cittadino venne trasferito in una struttura moderna e collocata al di fuori del centro urbano, ma ciò nonostante, non si è mai provveduti all'abbattimento dell'intera cinta muraria a causa di un'incomprensibile veto da parte della Soprintendenza delle belle Arti che ha salvaguardato l'intero muro giudicandolo un bene di valore storico. Grazie a questa decisione, Piacenza si vede privata di una delle sue zone più belle in quanto, attraverso il mantenimento della muratura, non si valorizza uno dei rioni cittadini che per storia e bellezza artistica, meriterebbe una ben altra attenzione. In quest'area sono presenti edifici come: San Lorenzo, Sant, Eustachio, Palazzo Landi, La Chiesa delle Benedettine e "l'invisibile" Palazzo Madama. Personalmente, sogno l'abbattimento del muro ed una pavimentazione adeguata ad un centro storico (quindi, ovviamente non l'asfaltatura attuale).
Mi piacerebbe sapere le vostre idee in merito a questo tema.
Una mia soluzione personale prevede l'abbattimento della Cinta, la creazione di aree verdi ed una
pavimentazione delle vie "del Consiglio", "X Giugno" e "Benedettine", utilizzando i "sanpietrini" come è stato fatto per altre strade e piazze cittadine.
pavimentazione delle vie "del Consiglio", "X Giugno" e "Benedettine", utilizzando i "sanpietrini" come è stato fatto per altre strade e piazze cittadine.
Palazzo Madama

Chiesa delle Benedettine

Palazzo Landi, Chiese di: San Lorenzo & Sant'Eustachio

Portale di Palazzo Landi
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martedì 13 novembre 2007
BASTIONI FARNESIANI
Piacenza, rappresenta uno dei pochi centri in Italia ad aver mantenuto la propria cinta muraria.
I Bastioni che delimitavano la città, furono fatti erigere dai Farnese e rapprentano ad oggi, uno dei maggiori esempi di architettura militare del rinascimento italiano.
Da anni si parla o meglio, si sogna, di realizzare il "Parco delle mura" un po' sull'esempio di quanto fatto a Lucca ed in altre realtà dotate cinte murarie che hanno sfruttato splendidamente questa peculiarità architettonica.
Allo stato attuale, ritengo che il lato sud (quello che si affaccia sul pubblico passeggio) sia ben conservato ed illuminato, ma, medesima considerazione, non posso farla per tutto il tragitto che da Santa Maria di campagna giunge fino a Porta Borghetto. Questa parte di cinta rappresenta a mio parere l'angolo più suggestivo di tutto il complesso dei bastioni, ma, come sempre accade a Piacenza, anni fa fu deciso un intervento di recupero atto a valorizzarne la struttura, ma il risultato ottenuto fu a secondo me terribile (mi riferisco alle tettoie azzurre ed all'edificio costruito ex-novo sopra il bastione adiacente all'importante porta cittadina).
Da evidenziare, che tale costruzione avrebbe dovuto ospitare centri culturali ed aggregativi cittadini, invece, dopo diversi anni dalla sua costruzione non è mai stata utilizzata ed è lasciata al suo completo abbandono.
Ritengo sia giunto il momento di ridare lustro alle nostre mura, magari facendole ancora "vivere" con manifestazioni musicali come "Tendenze" o "EquiPiacenza". Quindi, riqualificandole sia da un punto di vista artistico ma anche restituendole alla cittadinanza attraverso attività culturali ed aggregative.
tratto delle mura verso il Castello Farnesiano
Resti del Castello Farnesiano (Foto di Gregory)
Mura Medicee Grosseto (Foto di Gregory)
Mura di Lucca (Foto di Bluefootedboody)
I Bastioni che delimitavano la città, furono fatti erigere dai Farnese e rapprentano ad oggi, uno dei maggiori esempi di architettura militare del rinascimento italiano.
Da anni si parla o meglio, si sogna, di realizzare il "Parco delle mura" un po' sull'esempio di quanto fatto a Lucca ed in altre realtà dotate cinte murarie che hanno sfruttato splendidamente questa peculiarità architettonica.
Allo stato attuale, ritengo che il lato sud (quello che si affaccia sul pubblico passeggio) sia ben conservato ed illuminato, ma, medesima considerazione, non posso farla per tutto il tragitto che da Santa Maria di campagna giunge fino a Porta Borghetto. Questa parte di cinta rappresenta a mio parere l'angolo più suggestivo di tutto il complesso dei bastioni, ma, come sempre accade a Piacenza, anni fa fu deciso un intervento di recupero atto a valorizzarne la struttura, ma il risultato ottenuto fu a secondo me terribile (mi riferisco alle tettoie azzurre ed all'edificio costruito ex-novo sopra il bastione adiacente all'importante porta cittadina).
Da evidenziare, che tale costruzione avrebbe dovuto ospitare centri culturali ed aggregativi cittadini, invece, dopo diversi anni dalla sua costruzione non è mai stata utilizzata ed è lasciata al suo completo abbandono.
Ritengo sia giunto il momento di ridare lustro alle nostre mura, magari facendole ancora "vivere" con manifestazioni musicali come "Tendenze" o "EquiPiacenza". Quindi, riqualificandole sia da un punto di vista artistico ma anche restituendole alla cittadinanza attraverso attività culturali ed aggregative.
tratto delle mura verso il Castello Farnesiano
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