Una visione a 360° dal Teatro Municipale di Piacenza
di Claudio Gallini
Contenitore di tutte le eccellenze di cui il Territorio piacentino dispone. Senza alcuna presunzione, vorrebbe creare dibattiti ed idee utili per dare uno slancio culturale ad una città ed una provincia con grandi potenzialità, solo minimamente sfruttate. questo blog non ha alcuna tendenza politica.
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sabato 6 aprile 2019
sabato 23 gennaio 2010
ritorniamo su Piazza Sant'Antonino
Se ne parla ormai da anni, si è fatto un concorso a cui hanno partecipato svariati studi d'architettura che, a parer mio, anche se non ho alcuna competenza professionale per giudicare, non hanno scaturito ne, idee ne valide, ne rispettose del contesto storico su cui andavano a progettare. Poi, una volta deciso di non intraprendere nessuna delle proposte uscite dal concorso di idee, l'amministrazione ha deciso in seguito di scegliere una soluzione più sobria rispetto a quelle un po' troppo ardite nate dai vari studi d'architettura partecipanti, optando invece per una semplice ripavimentazione della piazza, arricchendola con una nuova illuminazione artistica che possa valorizzare i numerosi monumenti che adornano la piazza del patrono, a mio parere la più interessante e bella della città.
In seguito, è nata una discussione molto accesa sul materiale per pavimentare la piazza fra, chi voleva utilizzare l'acciotolato per riutilizzare un materiale il più possibile fedele a quello del passato e, fra chi a questa possibilità si è fermamente opposto (Bruno Galvani - Presidente AMNIL)in quanto, ritiene la soluzione dell'acciotolato assolutamente improponibile per chi ha problemi motori o è costretto su una sedia a rotelle.
In seguito, dopo alcuni sopraluoghi, fatti specialmente a Carpi in Piazza Garibaldi, l'amministrazione ha deciso di adottare la stessa soluzione utilizzata nella cittadina modenese, ovvero utilizzare come materiale per la pavimentazione della piazza lastre di pietra grigia di Luserna che, dovrebbe essere notevolmente più economica rispetto al Granito stellato di San Giacomo o alla beola bianca, materiali inizialmente indicati per la nuova sistemazione della Piazza cittadina.
I cubetti di pietra grigia dovrebbero avere una superficie che permetterà, anche a chi su una carozzina, un transito agevole nella piazza. Importante nota la meritano i trottaoi, che verranno mantenuti e allungati fino al teatro municipale come erano in origine.
Anche il discusso Ulivo, utilizzato attualmente come spartitraffico, troverà un nuova sistemazione più consona, si spera, alla sua natura.
In seguito, è nata una discussione molto accesa sul materiale per pavimentare la piazza fra, chi voleva utilizzare l'acciotolato per riutilizzare un materiale il più possibile fedele a quello del passato e, fra chi a questa possibilità si è fermamente opposto (Bruno Galvani - Presidente AMNIL)in quanto, ritiene la soluzione dell'acciotolato assolutamente improponibile per chi ha problemi motori o è costretto su una sedia a rotelle.
In seguito, dopo alcuni sopraluoghi, fatti specialmente a Carpi in Piazza Garibaldi, l'amministrazione ha deciso di adottare la stessa soluzione utilizzata nella cittadina modenese, ovvero utilizzare come materiale per la pavimentazione della piazza lastre di pietra grigia di Luserna che, dovrebbe essere notevolmente più economica rispetto al Granito stellato di San Giacomo o alla beola bianca, materiali inizialmente indicati per la nuova sistemazione della Piazza cittadina.
I cubetti di pietra grigia dovrebbero avere una superficie che permetterà, anche a chi su una carozzina, un transito agevole nella piazza. Importante nota la meritano i trottaoi, che verranno mantenuti e allungati fino al teatro municipale come erano in origine.
Anche il discusso Ulivo, utilizzato attualmente come spartitraffico, troverà un nuova sistemazione più consona, si spera, alla sua natura.
Piazza Sant'antonino - (ieri)
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lunedì 26 gennaio 2009
Teatro Giuseppe Verdi - "La piccola Scala"
Un gruppo facente parte all'aristocrazia piacentina, in seguito all'incendio del 1798 che distrusse il Teatro Ducale della Cittadella, promosse l'edificazione di un nuovo teatro che, come stipulato con il Governatore per conto di Napoleone, il generale de Saint Mery
Il progetto, affidato all'architetto piacentino Lotario Tomba, vide inizio nel settembre del 1803 e terminò nel settembre del 1804. Venne inaugurato da grandi festeggiamenti da parte di tutta la città e dall'esecuzione del dramma Zamori, composto appositamente dal maestro bavarese Giovanni Simone Mayr.
Nel 1830 fu costruita la facciata su progetto Sanquirico, scenografo della Scala, che rielaborò il progetto del Tomba, diminuendone l’influsso neoclassico. Di grande eleganza e funzionalità l'antiportico; La parte inferiore è in bugnato ed è sovrastata da una splendida balconata in pietra e da un colonnato di ordine ionico.
L'interno è di chiaro stile neoclassico, molto simile al prestigioso teatro milanese se non fosse per la minore capienza e per la pianta a tre quarti di ellisse, mentre, invece, "La Scala" fu concepita dal Piermarini con una platea a forma di ferro di cavallo.
Il progetto, affidato all'architetto piacentino Lotario Tomba, vide inizio nel settembre del 1803 e terminò nel settembre del 1804. Venne inaugurato da grandi festeggiamenti da parte di tutta la città e dall'esecuzione del dramma Zamori, composto appositamente dal maestro bavarese Giovanni Simone Mayr.
Nel 1830 fu costruita la facciata su progetto Sanquirico, scenografo della Scala, che rielaborò il progetto del Tomba, diminuendone l’influsso neoclassico. Di grande eleganza e funzionalità l'antiportico; La parte inferiore è in bugnato ed è sovrastata da una splendida balconata in pietra e da un colonnato di ordine ionico.
L'interno è di chiaro stile neoclassico, molto simile al prestigioso teatro milanese se non fosse per la minore capienza e per la pianta a tre quarti di ellisse, mentre, invece, "La Scala" fu concepita dal Piermarini con una platea a forma di ferro di cavallo.
Teatro Giuseppe Verdi - Piacenza
domenica 21 settembre 2008
Piazza Sant'Antonino: la "guerra" dell'acciottolato
Si avvicina il momento della sospirata "riqualificazione" della storica Piazza Sant'Antonino. I lavori, che dovrebbero iniziare nella prossima primavera, stanno creando non poche polemiche e discussioni sulle modalità degli interventi che verranno apportati sull'importante piazza cittadina.
Dopo il criticato concorso di idee indetto nel 2006 dal comune, da cui scaturirono progetti quantomeno opinabili ed un po' troppo avveniristici per una piazza millenaria come quella intitolata al patrono di Piacenza. Accantonati questi progetti, l'amministrazione, sotto l'assessorato alla riqualificazione urbana guidato da Sabrina Freda, ha optato per una soluzione che più si confacesse alla storia piacentina, che permettesse quindi, di mantenere il più possibile l'integrità dell'area intervenendo solamente sulla ripavimentazione della piazza e su una nuova illuminazione artistica.
Scelta, questa, che ritengo di buon senso ma, proprio su questo punto nascono ulteriori dibattiti su quale sia il materiale più idoneo da adottare per il selciato della piazza.
Se la Freda è orientata sull'utilizzo di lastre regolari (beole e granito montorfano), dall'altra parte FAI ed Italia Nostra, chiedono a gran voce che si rispetti la storia della nostra città e che si ritorni ad avere la vera pavimentazione (i sass) che rivestiva l'intero centro storico, ma che ora è in gran parte coperto dall'asfalto.
Quindi, se la Freda intende utilizzare un materiale che possa garantire a tutti (portatori di handicap, gente in bicicletta e donne col tacco) un agevole accesso alla piazza, FAI ed Italia Nostra rivendicano invece un rispetto per il nostro passato che, alle preoccupazione della Freda, rispondono che per i pedoni o i ciclisti vi sono i marciapiedi ed i trottatoi e, in effetti, quasi tutte le piazze più belle come quelle di Parma e Pavia hanno mantenuto i ciottoli, eppure, non credo che portatori di handicap o donne col tacco evitino di accedere in queste piazze. A livello estetico non avrei dubbi nello schierarmi sulla proposta del ritorno allo storico selciato, anche se, in questo caso, non mi sento di condannare totalmente la scelta della Freda date le sue spiegazioni. Certo è, che la riqualifica della piazza è uno di quei tasselli fondamentali per l'immagine di Piacenza. Quindi, qualsiasi siano le scelte sui materiali da adottare spero che queste possano essere ben ponderate e che vadano a valorizzare questo bellissimo luogo che merita le soluzioni migliori atte a renderlo uno delle vere attrazioni turistiche della città.
vecchie prove personali di pavimentazione con i classici sanpietrini
Dopo il criticato concorso di idee indetto nel 2006 dal comune, da cui scaturirono progetti quantomeno opinabili ed un po' troppo avveniristici per una piazza millenaria come quella intitolata al patrono di Piacenza. Accantonati questi progetti, l'amministrazione, sotto l'assessorato alla riqualificazione urbana guidato da Sabrina Freda, ha optato per una soluzione che più si confacesse alla storia piacentina, che permettesse quindi, di mantenere il più possibile l'integrità dell'area intervenendo solamente sulla ripavimentazione della piazza e su una nuova illuminazione artistica.
Scelta, questa, che ritengo di buon senso ma, proprio su questo punto nascono ulteriori dibattiti su quale sia il materiale più idoneo da adottare per il selciato della piazza.
Se la Freda è orientata sull'utilizzo di lastre regolari (beole e granito montorfano), dall'altra parte FAI ed Italia Nostra, chiedono a gran voce che si rispetti la storia della nostra città e che si ritorni ad avere la vera pavimentazione (i sass) che rivestiva l'intero centro storico, ma che ora è in gran parte coperto dall'asfalto.
Quindi, se la Freda intende utilizzare un materiale che possa garantire a tutti (portatori di handicap, gente in bicicletta e donne col tacco) un agevole accesso alla piazza, FAI ed Italia Nostra rivendicano invece un rispetto per il nostro passato che, alle preoccupazione della Freda, rispondono che per i pedoni o i ciclisti vi sono i marciapiedi ed i trottatoi e, in effetti, quasi tutte le piazze più belle come quelle di Parma e Pavia hanno mantenuto i ciottoli, eppure, non credo che portatori di handicap o donne col tacco evitino di accedere in queste piazze. A livello estetico non avrei dubbi nello schierarmi sulla proposta del ritorno allo storico selciato, anche se, in questo caso, non mi sento di condannare totalmente la scelta della Freda date le sue spiegazioni. Certo è, che la riqualifica della piazza è uno di quei tasselli fondamentali per l'immagine di Piacenza. Quindi, qualsiasi siano le scelte sui materiali da adottare spero che queste possano essere ben ponderate e che vadano a valorizzare questo bellissimo luogo che merita le soluzioni migliori atte a renderlo uno delle vere attrazioni turistiche della città.
immagine storica della piazza (tratta da cronaca)
vecchie prove personali di pavimentazione con i classici sanpietrini
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