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domenica 7 novembre 2010

ogni tanto qualcuno si accorge di noi...

Ieri, 6/10/2010, il "Corriere della Sera", forse, per importanza e diffusione, il più famoso quotidiano nazionale, ha dedicato un piccolo ma prezioso spazio a Piacenza.
Nell'articolo, scritto dal giornalista Roberto Perrone, si evidenziano diverse caratteristiche tipiche di Piacenza e dei suoi abitanti. Una città così descritta:
"città bellissima che sconta, nei confronti del turismo, questa sua riservatezza O forse, da un altro punto di vista, se la tiene stretta perché si piace così, non esasperata come Milano"
La convinzione sulle potenzialità di Piacenza e della sua splendida provincia, non sono mai venute meno e non sono certo dovute al bell'articolo del Corriere; sicuramente, mi hanno fatto un enorme piacere ed è stata una splendida vetrina per tutto il nostro territorio. Finalmente si sono accorti che esistiamo, che non siamo in lombardia e che non siamo Vicenza o Fidenza, ma Piacenza e che abbiamo una cultura che spazia dalla storia, all'arte, dall'eno-gastronomia di primissima qualità fatta di salumi (3 DOP), vini e a una cucina tipicamente contadina ma di gran sostanza e sapore.
Spero che quest'articolo possa contribuire a un maggiore rispetto e amore dei piacentini nei confronti del nostro territorio che, troppo spesso, sappiamo solo criticare senza far nulla per migliorarlo e farlo crescere.

Articolo completo





domenica 18 novembre 2007

La Coppa - Specialità piacentina, ma per quanto?

Piacenza, non tutti lo sanno, è l'unica provincia in Europa a vantare tre D.O.P. (Coppa, salame e pancetta piacentina) eppure, spesso i nostri prodotti non vengono sufficientemente pubblicizzati ed esportati e, come al solito, mi tocca fare il duro raffronto con i cuginetti snob, ma sicuramente più furbi ed audaci di Parma.
Entrambe le province vantano prodotti agroalimentari di elevato prestigio, ma i Parmensi, sia per lungimiranza, sia per una buona dose di furbizia, hanno sempre avuto il grande merito di valorizzare al massimo le loro eccellenze, creando di Parma un vero e proprio marchio riconosciuto ovunque.
Chi non conosce: Parmalat, Parmacotto, Parmigiano Reggiano, la Violetta di Parma o l'acqua di Parma? Diciamolo pure, han creato attorno al nome della loro città una fama che la rende la capitale della gastronomia italiana. Su questo nulla da ridire, hanno saputo fare un'operazione di marketing maestosa creando attorno alla realtà un movimento economico impressionante. Quello che non sopporto, è la loro tendenza di volersi appropriare delle NOSTRE eccellenze, ma mi fa ancora più irritare il fatto che noi puntualmente glielo permettiamo. E' notizia di oggi 18/11/07 che la Provincia parmense ha fatto richiesta del marchio DOP per la loro??? Coppa, richiesta che probabilmente verrà concessa. Se così fosse, sarebbe un ulteriore impoverimento per la nostra realtà agroalimentare a favore della loro, e come al solito noi piacentini finiamo per essere "cornuti e mazziati".

notizia tratta da: http://www.polisquotidiano.it

La Provincia di Piacenza ha criticato la richiesta di Parma di dotare di marchio dop un nuovo insaccato, la coppa di Parma, quando già esiste un’analoga Coppa piacentina già con marchio riconosciuto. Sul dop alla Coppa di Parma l’orientamento del ministero alle politiche agricole è favorevole. “Non lo trovo corretto – afferma Mario Spezia, vicepresidente della Provincia di Piacenza e assessore all’Agricoltura – e al di fuori delle norme vigenti. Sarebbe uguale il comportamento del Ministero se da Piacenza partisse una richiesta per avere riconosciuto il culatello di Piacenza? Non credo”.

Non dimentichiamoci, che da noi si producono vini DOC, il grana, ma soprattutto anche salumi di cui Parma si fregia del DOP come il culatello (come del resto evidenziava Spezia). Perchè allora invece di minacciare non iniziamo a muoverci come loro, richiedendo davvero il DOP per il nostro culatello e valorizzando in maniera più consistente i nostri prodotti?