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domenica 24 maggio 2009

la leggenda dei PALAZZI UFFICI maledetti

Sembra una barzelletta, un pesce d'aprile, ma siamo maggio e, soprattutto, siamo a Piacenza, e qui alle stranezze siamo abituati. Dopo aver rischiato di far "crollare" la prima giunta Reggi, per poi essere temporaneamente accantonato, il famigerato Palazzo Uffici torna a far parlare di se. Quest'edificio, uno degli obiettivi principali della giunta, ha da sempre diviso l'opinione pubblica cittadina, fra chi continua a ritenerlo indispensabile e fra chi ha da sempre nutrito dubbi sulla sua utilità. Le divergenze d'opinione sono state anche sulla collocazione di quest'imponente struttura, fra coloro che avrebbero voluto sfruttare spazi già esistenti (ex magazzini generali) e fra chi ha ritenuto che fosse necessaria, più economica e funzionale, una nuova costruzione nell'area ex unicem. Dopo le inevitabili discussioni e polemiche di sorta, è stato indetto il bando per la progettazione del Palazzo uffici e, a vincere, è stata la cordata Studio & Partners Srl di Milano (mandatario), Architektengruppe N + M GmbH di Offenbach e Bertonazzi Associati Srl di Piacenza. La scelta di questo progetto, personalmente non ne entro nel merito per mancanza di conoscenze tecniche, ha scatenato da subito le reazioni dell'opposizione ma, a scagliarsi con maggiore fermezza contro la presunta irregolarità del bando, è stato da subito il professor Giacomo Vaciago che ha evidenziato alcune anomalie e vizi di forma, dichiarazione che ha ovviamente scatenato le ire di Reggi & co. E' notizia di questi giorni che, Ado Cibic, membro della commissione giudicatrice, non era in possesso dei requisiti di legge in quanto non laureato e che quindi il bando verrà di conseguenza annullato. Purtroppo, l'unica soluzione è prenderla con ironia ma, la verità, è che le cose da noi troppo spesso non funzionano ed è assolutamente imbarazzante e spiazzante incappare in simili gaffe. Probabilmente sarà tutto da rifare e, come spesso accade, passa il tempo e Piacenza resta al palo.

Progetto vincitore - Studio and Partners

domenica 18 gennaio 2009

Palazzo uffici - Il Mausoleo della burocrazia

Pubblico un articolo dell'amico Aldo Benedetti che, attraverso questa lettera, sintetizza perfettamente alcune controversie che da decenni attanagliano la società piacentina impedendone un suo reale sviluppo economico, sociale e culturale.
tratto dal quotidiano LIBERTA' del 14/01/09 - "Le analisi" pag. 43

Almeno si volesse realizzare un Museo d’Arte la proposta sarebbe da considerare, ma no, si insiste con un Palazzo che diventerebbe proprio il simbolo di un museo, la Colonna traiana delle pratiche cartacee, il mausoleo della burocrazia !
Il 2009 sarà l’anno del Futurismo, della celebrazione del movimento, della simultaneità e del dinamismo, ma Piacenza si avvia a diventare l’esaltazione dell’Immobilismo (potrebbe essere una nuova corrente artistica, chissà!), l’Università della Modulistica : si potrebbe quasi suggerire uno scontato gemellaggio con Fabriano, previa ovvia verifica della colorazione politica (non cartacea !).
Ecco allora un progetto futurista : perché non realizzare invece un edificio in cui richiamare tecnici locali (quanti pendolari informatici verso Milano e Parma!) e da tutta Italia in cui progettare un software che permetta il collegamento a tutti gli Utenti, magari tramite i minuscoli net-book tanto di moda o i cellulari, per sbrigare da casa o comunque in mobilità, senza recarsi presso gli Uffici comunali, le pratiche burocratiche ?
Perché non creare un centro di attrazione tecnologica in un edificio avveniristico in cui progettare tutto il software per eliminare gli uffici e realizzare uno standard nazionale di connettività ?
Questa soluzione significherebbe lavoro per tanti tecnici, diplomati e laureati, e farebbe di Piacenza un vero laboratorio di eccellenza, una sorta di “Communication Farm” (tanto per usare una terminologia vuota e altisonante tanto cara ai nostri amministratori, ma in questo caso realistica !).
Il Palazzo potrebbe essere un vero monumento alla tecnologia : i nostri Amministratori sarebbero felici di consegnarsi alla Storia come artefici di sviluppo e sostenitori di un innovativo progetto tecnologico e architettonico.
Il nome della via che ospiterà il Palazzo potrebbe essere “Via dagli Uffici” invece che “degli Uffici” : seriamente sarebbe un modo per allontanare i cittadini dalla forzata frequentazione degli uffici, evitando l’esasperazione di code, traffico, moduli e tutto l’inevitabile resto.
Saluto cordialmente e ringrazio, sapendo già a priori che non riscuoterò alcuna considerazione da parte dei nostri Amministratori, ma con la soddisfazione di aver sottoposto ai lettori un’idea alternativa e creativa, mettendo a nudo l’inconsistenza di certi progetti.
Già del resto in passato ebbi a sottoporre all’attenzione la proposta di realizzare una “Città della Moda” nel complesso del vecchio Ospedale militare, creando una vera scuola di Sartoria di richiamo internazionale (magari sotto l’egida del nostro “Re Giorgio”), ma il progetto venne frainteso come arido centro commerciale !
Bye bye Piacenza, il futuro si allontana ! … dopo il “Pollo logistico” ci aspetta il “Cappone uffici…ale” , comunque auguri a tutti !

Aldo Benedetti

Piacenza

sabato 10 maggio 2008

Palazzo Uffici - una diatriba lunga due giunte

Il progetto di costruire un nuovo ed unico "Palazzo degli Uffici" fu la classica "goccia" che fece "traboccare" ed incrinare la maggioranza nella prima legislatura di Reggi, portando alla fuoriuscita di Gianni D'Amo che, su questo argomento, sollevò parecchi dubbi e polemiche che portarono a posizioni contrastanti rese col tempo sempre più insanabili fra lui ed il resto della maggioranza.
D'amo non fu certo l'unico ad opporsi alla costruzione del nuovo palazzo infatti, anche la minoranza, fece una forte e compatta opposizione al fine di bloccare l'edificazione del Palazzo che, a conti fatti, sembrerebbe avere costi elevatissimi che si aggirerebbero fra i 17 ed i 19 milioni di Euro.
Durante la prima giunta Reggi il progetto, data la guerra intestina che aveva creato all'interno della maggioranza, fu temporaneamente accantonato per essere poi riproposto come una delle assolute priorità per il secondo mandato del Sindaco Reggi.
La spinosa questione crea ancora oggi dibattiti accesissimi fra la maggioranza, ancorata alla
convinzione che una nuova struttura che accorpi tutti gli uffici sia necessaria per lo sviluppo
e la gestione di una città moderna e l'opposizione, che è divisa fra chi vorrebbe mantenere almeno gli uffici comunali nel centro storico o comunque alle sue porte e fra chi ritiene inutile la creazione di un palazzo adibito a questo scopo.
A contestarne l'inutile ed ingente spesa è l'ex sindaco Vaciago. L'illustre economista ritiene assurda la costruzione del palazzo, perchè, nell'era di internet dove tutto può essere gestito telematicamente limitando spostamenti e costi gestionali è illogico, secondo Vaciago, avventurarsi in una vera e propria "cattedrale nel deserto" paragonata addirittura ad una modalità di agire tipicamente Borbonica e non certo adatta per una città che mira a guardare al futuro.
Le proposte vagliate sono state tre: due già esistenti (ex Ospedale Militare e gli ex Magazzini Generali) ma su cui bisognerebbe apportare notevoli interventi, considerate dagli esperti consultati dalla maggioranza, addirittura ben più onerosi rispetto alla costruzione ex-novo di una nuova struttura posta al di fuori del centro, individuata nell'area dell'ex-Unicem e valutata come locazione ottimale, grazie alla sua baricentricità rispetto alla città e che andrebbe a soddisfare tutti quei requisiti richiesti dalla maggioranza.
Personalmente la penso come Vaciago: L'intraprendere un'operazione così imponente rischia di essere un salasso inutile ed evitabile per la tasca dei piacentini è si vero che, comunque, una razionalizzazione dell'organizzazione è necessaria ma, non sono così convinto che la scelta di costruire un edificio così imponente sia fondamentale per Piacenza che, a parer mio, avrebbe priorità più importanti da perseguire.
Da segnalare che, città a noi limitrofe come: Cremona e Pavia, hanno accorpato gli uffici comunali in strutture già esistenti e ristrutturate mentre, a Parma, è stato edificato un colossale ed avveniristico edificio dal costo complessivo di 38 milioni di euro.
L'argomento è di notevole rilevanza e, proprio per questo motivo, sarebbe molto interessante sentire il pensiero di noi comuni cittadini in merito a temi che cambieranno il volto e l'organizzazione burocratica della nostra città.

foto tratte da: www.liberta.it

Ex Ospedale Militare - Barriera Genova




Ex Magazzini Generali - Via Colombo