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mercoledì 15 aprile 2009

La muntä di ratt - la Piacenza che non ti aspetti

La muntä di ratt (La montata dei ratti), la scalinata che collega Via Mazzini alla più bassa Via San Bartolomeo, rappresenta una delle zone più caratteristiche e suggestive della vecchia Piacenza.
Alcuni studiosi attribuiscono questo nome alla leggenda popolare che la vedeva, durante le piene del Po, percorsa dai topi intenti a fuggire dalle zone più basse a ridosso del grande fiume.
La scalinata, grazie alla presenza di un locale pubblico, durante la bella stagione diventa un posto ulteriormente affascinante e frequentato dai piacentini ma, purtroppo, quasi sconosciuto ai forestieri.

La muntä di ratt

lunedì 24 marzo 2008

Le chiese di Piacenza - San Sepolcro

Sorta nel 1055 come abbazia Benedettina, la chiesa è l'annesso convento, ebbero per secoli la funzione di ospitare i numerosi pellegrini che transitavano lungo la Via Francigena, una delle
arterie più importanti del medioevo che da Canterbury portava a Roma, passando anche per Piacenza.
Nel 1484 l'abbazia venne ceduta dai monaci Benedettini agli Olivetani che, tra il 1488 ed il 1520, si resero promotori della ricostruzione del tempio affidando il progetto all'architetto piacentino Alessio Tramello che, influenzato dal Bramante, nei suoi progetti sviluppa volumi lineari, classsici ed imponenti; tipiche caratteristiche dello stile Bramantesco.
San Sepolcro presenta una facciata imponente e severa, sovrastata da un timpano centrale che ne accentua il verticalismo. Alla chiesa si accede attraverso l'elegante sagrato che conduce al
portale d'ingresso, arricchito nel XVII secolo, da un frontone spezzato al cui interno è inserito l'emblema dei monaci olivetani. Il tempio presenta una pianta a croce latina con tre navate ricoperte da volte a botte ed a crociera. L'interno si presenta piuttosto scarno e l'unico elemento decorativo è costituito da un fregio monocromo che segue, all'altezza della trabeazione, tutto il perimetro della chiesa. Di estrema bellezza e suggestione sono i chiostri rinascimentali dell'ex monastero, attualmente inglobato nell'ospedale civile della città.

Chiesa di San Sepolcro (XVI secolo) - Piacenza Antica




Monastero Olivetano di San Sepolcro - chiostri


mercoledì 5 dicembre 2007

Piacenza - La Cattolica ed il Politecnico

Piacenza, ospita dal 1953 l'Università Cattolica del Sacro Cuore con la facoltà d'Agraria, una delle più prestigiose in questo settore. Negli anni oltre a questo indirizzo, si sono aggiunti anche quelli di: Giurisprudenza, Economia, Giurisprudenza e Scienze della Formazione.
Di più recente formazione è l'insediamento del distaccamento del Politecnico di Milano, che, dall'anno accademico 1997/1998, si è insediato all'interno della "caserma della neve" in Via Scalabrini e, da quest'anno, anche negli edifici sapientemente ristrutturati dell'ex macello comunale.
Con le facoltà del Politecnico (Ingegneria Industriale ed architettura ambientale), la città si è arricchita ulteriormente di una maggiore e prestigiosa offerta formativa che la rende più appetibile, sia per i piacentini che decidono di proseguire gli studi nella propria città che per coloro di altre realtà italiane (ma non solo), che invece la scelgono come luogo di studio e come conseguenza, spesso ci vivono .
Proprio sul tema degli alloggi per studenti, le due realtà universitarie piacentine in sintonia con il comune, si stanno muovendo per trovare soluzioni abitative per tutti i laureandi che ne hanno fatto richiesta. La presenza delle due facoltà è una grandissima opportunità per la crescita della città sia per una crescita culturale, di ricerca ed occupazione lavorativa. E' quindi necessario, non solo mantenere i due poli ai livelli attuali, ma, impegnarsi per una loro costante crescita qualitativa che garantiranno a tutta la realtà locale grandissimi benefici.

Università del Sacro Cuore - Piacenza


Politecnico di Milano - Piacenza


Collegio di Piacenza - (alloggi per studenti)

mercoledì 29 agosto 2007

Piazza S. Antonino - immaginazione...

Ho tentato di immaginarmi come potrebbe trasformarsi P.zza S. Antonino, uno degli angoli più suggestivi ed artistici della città. A breve, dovrebbero iniziare i lavori di riqualificazione della Piazza. Dopo anni di discussioni, un concorso di idee caduto nell'oblio, forse si è giunti ad una conclusione (come già discusso in un post precedente). Ovvero tornare alle origini, senza giardinetti improvvisati o giochi d'acqua spettacolari, ma con la volontà di riportare la Piazza come era nel passato.
Un consiglio, se mi poso permettere e sempre ammesso che qualcuno legga quest'articolo. Ok il ritorno al passato, ma utilizzate i sanpietrini o un lastricato... i sassi, pur avendo il loro fascino, sono un vero incubo per chi utilizza la bici (vedi via Tibini, via S. Marco, etc)

PS: L'ulivo l'avrei tolto, ma son troppo pigro per farlo. Ammetto che nonostante tutto non mi infastidisce particolarmente.