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lunedì 8 settembre 2008

Una nuova vita per la Chiesa degli appestati

Situata a ridosso della foce del Trebbia, l'area del Camposanto Vecchio, meglio conosciuta come chiesa degli appestati, è uno dei luoghi più suggestivi della città specialmente per quell'aurea di mistero esoterico che l'ha sempre contraddistinta. Infatti, questo edificio, fu iniziato nel 1735 e, al suo interno, trovarono collocazione le ossa degli appestati del 1630; epidemia che, in quell'anno, decimò per un terzo la popolazione cittadina attestandosi come la più grande tragedia che la comunità piacentina abbia subito. Negli ultimi decenni del secolo scorso, la chiesetta assistette a vere e proprie profanazioni ad opera di sette sataniche che, a causa del suo macabro contenuto, praticarono in essa una miriade di messe nere arrivando addirittura alla violenza sessuale ai danni di una giovane ragazza pavese. I segni lasciati dai satanisti furono evidenti, dalle teste mozzate alle statue, ai simboli incisi sulle colonne ed al tabernacolo di marmo spaccato in due, con il solo intento di compiere uno spregio alla cristianità del luogo.
La chiesa, nonostante la sua triste funzione, presenta interessanti soluzioni architettoniche; la facciata è preceduta da un elegante portico e, ai lati, sono presenti due scalinate che conducono alla cripta dove furono raccolte tutte le ossa degli appestati.
Da qualche anno, grazie all'instancabile volontà di Don Pietro Cesena e dal supporto dell'ordine dei cavalieri templari, la chiesetta sta vivendo una nuova fase, fatta stavolta di vita. Divenendo, una volta terminati restauri del tempio e dell'annesso fienile, un centro di solidarietà atto ad accogliere le ragazze madri in difficoltà, le stesse che già da tempo il parroco di Borgotrebbia sta aiutando.

Camposanto Vecchio

Foto proprietà di: www.libertà.it