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martedì 15 settembre 2009

Sassi sullo stomaco

Rabbia, frustrazione, inebetimento. Sono molteplici i sentimenti che provo verso alcuni membri della classe politica locale. Piacenza, come del resto tutto il paese, sta vivendo un periodo di nette traformazioni, sociali e culturali. La "mangiada in si sass", iniziativa privata dell'Osteria dell'Angelo" svoltasi lo scorso 4 settembre, mirava esattemente nel rivivere momenti passati quando, il "Quartiere Roma", rappresentava per coloro che vi abiavano, una sorta di "famiglia allargata". La cena, a pagamento e aperta a tutti, previa normale prenotazione, ha fatto registrare per il secondo anno consecutivo il tutto esaurito. Oggi, martedì 15 settembre 2009, scopro che Roberto Reggi, sindaco di Piacenza, Lorenzo Gattoni, Edo Piazza (Per Piacenza con Reggi) e Giovanna Calciati (PD), definiscono l'evento come nostalgico e, soprattutto, come un'occasione persa per integrare stranieri e italiani.
L'osteria, che già nella passata edizione pagò un affitto di plateatico molto ingente (6.000 euro), quest'anno si sente accusare di discriminazione verso le comunità straniere residenti a Piacenza,
per non aver organizzato una cena multietnica a cui avrebbero potuto partecipare anche le altre nazionalità. Ricordo che, per quanto riguarda le iniziative interculturali, esiste un'agenzia preposta appositamente per organizzare questi eventi (Agenzia quartiere Roma) e che, quindi, questo compito non spetta certamente a un privato ristorante di cucina tipica. Polemiche così sterili non fanno altro che mortificare un ambiente culturale già estremamente misero. Mi auguro che Reggi e co. si impegnino maggiormante per far crescere Piacenza, che di questioni così inutili non sa proprio che farsene se non per rallentare ulteriormente di quanto già lo sia. Nessuno, vuole privare gli stranieri delle proprie sacrosante tradizioni; recentemente è stata organizzata la festa senegalese e, personalmente, ritengo civilissimo che TUTTI possano vivere i propri usi e costumi, rimango sconvolto invece da chi, pretestuosamente, addita di razzismo chi onora le nostre. Piacenza deve crescere, lo ripeterò alla nausea ed episodi come questi mi fanno rendere conto di quanto siamo arretrati e di quanta strada dovremo ancora fare...

domenica 13 luglio 2008

Piacenza che cambia - Via Roma

Frequentemente ho parlato dei cambiamenti urbanistici a cui la città è stata e sarà nei prossimi anni sottoposta; ma, mentre determinate aree hanno subito uno stravolgimento al loro assetto storico, ve ne sono altre che, nonostante siano rimaste urbanisticamente immutate hanno visto cancellare in poco più che un decennio tutte quelle peculiarità che le caratterizzavano;l'esempio più eclatante è sicuramente Via Roma. Via Roma è in assoluto una delle arterie principali del centro storico cittadino. Da essa si entrava in città per chi giungeva da Est. Al Suo interno, fino a pochi decenni fa, vi era un pullulare di osterie e di botteghe storiche che rendevano la via una strada ricca e vivace. Rivedendo certe immagini del passato, a stento si riesce a riconoscere la "vecchia" Via Roma con quella attuale a cui ci siamo desolatamente abituati ad aver a che fare... La situazione in cui riversa Via Roma è sotto gli occhi di tutti. Se fossi leggermente più giovane, difficilmente riuscirei ad immaginare che Via Roma un tempo fosse una delle strade più signorili della città, ricca di negozi tipici, ristoranti ed osterie dove, i nostri nonni, passavano le serate bevendo i nostri vini e mangiando i nostri piatti tipici. Negli ultimi 10-15 anni, molteplici fattori han fatto si che Via Roma subisse un inesorabile e progressivo degrado, causato dall'abbandono delle storiche attività commerciali sostituite da call-center o da fast-food di Kebab e, dalla "fuga" dei piacentini dalla storica Via, dove attualmente almeno il 90 dei residenti nella stessa è di nazionalità straniera. Sia chiaro, mi preme precisare che tantissimi degli stranieri che abitano in via Roma sono persone rispettabilissime, che lavorano e non infastidiscono nessuno. D'altro canto, sarebbe assolutamente da ipocriti far finta che il problema non esista, perchè, se è vero che tanti di essi sono persone civili, è altrettanto evidente come il tasso di delinquenza e degrado della zona in questione sia negli ultimi anni incrementato. La mia speranza è che ci possa essere un'inversione di tendenza; il che non vuol dire che spero che nella via non vi siano più stranieri ma, invece, che ritorni la residenzialità anche dei cittadini italiani con il conseguente ritorno anche delle nostre attività commerciali perchè, solo così se mai davvero ci potrà essere, ci sarà una vera integrazione fra le diverse etnie e si eviteranno la formazione di veri e propri ghetti, come purtroppo è attualmente Via Roma.


Via Roma nella prima metà del 1900