Entrambe le province vantano prodotti agroalimentari di elevato prestigio, ma i Parmensi, sia per lungimiranza, sia per una buona dose di furbizia, hanno sempre avuto il grande merito di valorizzare al massimo le loro eccellenze, creando di Parma un vero e proprio marchio riconosciuto ovunque.
Chi non conosce: Parmalat, Parmacotto, Parmigiano Reggiano, la Violetta di Parma o l'acqua di Parma? Diciamolo pure, han creato attorno al nome della loro città una fama che la rende la capitale della gastronomia italiana. Su questo nulla da ridire, hanno saputo fare un'operazione di marketing maestosa creando attorno alla realtà un movimento economico impressionante. Quello che non sopporto, è la loro tendenza di volersi appropriare delle NOSTRE eccellenze, ma mi fa ancora più irritare il fatto che noi puntualmente glielo permettiamo. E' notizia di oggi 18/11/07 che la Provincia parmense ha fatto richiesta del marchio DOP per la loro??? Coppa, richiesta che probabilmente verrà concessa. Se così fosse, sarebbe un ulteriore impoverimento per la nostra realtà agroalimentare a favore della loro, e come al solito noi piacentini finiamo per essere "cornuti e mazziati".
notizia tratta da: http://www.polisquotidiano.it
La Provincia di Piacenza ha criticato la richiesta di Parma di dotare di marchio dop un nuovo insaccato, la coppa di Parma, quando già esiste un’analoga Coppa piacentina già con marchio riconosciuto. Sul dop alla Coppa di Parma l’orientamento del ministero alle politiche agricole è favorevole. “Non lo trovo corretto – afferma Mario Spezia, vicepresidente della Provincia di Piacenza e assessore all’Agricoltura – e al di fuori delle norme vigenti. Sarebbe uguale il comportamento del Ministero se da Piacenza partisse una richiesta per avere riconosciuto il culatello di Piacenza? Non credo”.