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domenica 14 marzo 2010

San Savino - tesoro del medio evo

Consacrata nel 1107, la basilica di San Savino rappresenta uno degli esempi più mirabili d'arte romanica a Piacenza. La facciata, edificata nel 1721 sopra la preesistente, presenta un atrio retto inferiormente da colonne binate che donano leggerezza alla struttura.
L'interno, si presenta scandito in tre navate concluse da tre absidi semicircolari estradosse. La chiesa conserva pregevoli decorazioni scultoree nella sua parte superiore, specialmente nei capitelli delle colonne, decorate con eleganti figure zoomorfe o a nastri intrecciati richiamanti un gusto prettamente lombardo.
Un importante crocefisso ligneo, databile al XII° secolo, rappresenta un Cristo trionfante, seguendo la classica iconografia con gli occhi aperti ed il volto leggermente inclinato a sinistra.
Di notevole interesse, lo meritano gli splendidi mosaici medioevali conservati nella basilica e, specialmente, nella suggestiva cripta, retta da sottili colonne arricchite da capitelli decorati con intrecci scultorei o con elementi figurativi.
La basilica, ubicata nel contestato quartiere Roma, credo possa essere un ottimo "traino" culturale per un quartiere in cerca di riscatto e per tutto il centro storico; Uno splendido contenitore d'arte e cultura che meriterebbe d'essere maggiormente valorizzato e conosciuto dai piacentini e da tutti agli amanti dell'arte.
San Savino - Facciata barocca
San Savino - la cripta

lunedì 9 marzo 2009

Nuovi nati nel Quartiere Roma

Sabato scorso, 7 marzo 2009, via Roma ha visto sorgere una nuova attività commerciale, più precisamente una bottega artistica. Il fatto in questione, puramente banale se pensiamo a quante attività commerciali aprono e chiudono i battenti nell'arco di un anno, assume valore se valutiamo che il negozio ha aperto nella zona più discussa e degradata dell'intera città. Per l'agenzia di sviluppo, "Quartiere Roma", che si è assunta l'onere estremamente difficoltoso di risollevare questa parte di città che, effettivamente, negli ultimi 10-15 anni ha subito un forte degrado ed un evidente calo di charme da parte della popolazione piacentina, sia in termini di residenzialità che di attività commerciali. Mantenere qualche attività straniera ci può stare ma ritengo ipocrita sostenerne la fortuna nell'averne un così alto tasso di botteghe straniere in questa zona perchè, anche se è difficile non cadere in discorsi politici, la zona è di fatto frequentata da soli extracomunitari e, anche coloro che ne millantano i pregi di queste attività commerciali ben se ne guardano di farci degli acquisti.
Comunque, a parte la polemica, ho colto con gran favore la nascita di questa nuova eseprienza commerciale a cui auguro le migliori fortune e che, soprattutto, spero possa dar vita ad un circolo virtuoso in cui sempre più persone possano ridare vira ad un'importante zona commerciale e storica. Rialacciandomi alla mappa che ho pubblicato recentemente, è doveroso ricordare l'enoreme potenzialità di questo quartiere in cui han luogo due importanti indirizzi universitari, un liceo Artistico, una scuola Elementare, spendidi palazza patrizi (Costa, Maruffi, e Anguissola da Sarmato), diverse chiese (San Savino in primis) e i due più bei giardini pubblici della città.
Concludo, anche per evitare equivoci, che l'innesto di nuove attività commerciali italiane implementate da quelle straniere già esistenti, può essere davvero un importante passo per un rilancio concreto della zona.

PS: Doveroso ricordare che è stato inaugurato uno sportello proprio a fianco dell'agenzia di sviluppo, presieduto ogni venerdì da agenti della municipale che coglieranno le eventuali segnalazioni da parte della cittadinanza. Personalmente, la trovo un'ottima iniziativa per aumentare la sicurezza, percepita da molti a volte un po' troppo labile.

domenica 13 luglio 2008

Piacenza che cambia - Via Roma

Frequentemente ho parlato dei cambiamenti urbanistici a cui la città è stata e sarà nei prossimi anni sottoposta; ma, mentre determinate aree hanno subito uno stravolgimento al loro assetto storico, ve ne sono altre che, nonostante siano rimaste urbanisticamente immutate hanno visto cancellare in poco più che un decennio tutte quelle peculiarità che le caratterizzavano;l'esempio più eclatante è sicuramente Via Roma. Via Roma è in assoluto una delle arterie principali del centro storico cittadino. Da essa si entrava in città per chi giungeva da Est. Al Suo interno, fino a pochi decenni fa, vi era un pullulare di osterie e di botteghe storiche che rendevano la via una strada ricca e vivace. Rivedendo certe immagini del passato, a stento si riesce a riconoscere la "vecchia" Via Roma con quella attuale a cui ci siamo desolatamente abituati ad aver a che fare... La situazione in cui riversa Via Roma è sotto gli occhi di tutti. Se fossi leggermente più giovane, difficilmente riuscirei ad immaginare che Via Roma un tempo fosse una delle strade più signorili della città, ricca di negozi tipici, ristoranti ed osterie dove, i nostri nonni, passavano le serate bevendo i nostri vini e mangiando i nostri piatti tipici. Negli ultimi 10-15 anni, molteplici fattori han fatto si che Via Roma subisse un inesorabile e progressivo degrado, causato dall'abbandono delle storiche attività commerciali sostituite da call-center o da fast-food di Kebab e, dalla "fuga" dei piacentini dalla storica Via, dove attualmente almeno il 90 dei residenti nella stessa è di nazionalità straniera. Sia chiaro, mi preme precisare che tantissimi degli stranieri che abitano in via Roma sono persone rispettabilissime, che lavorano e non infastidiscono nessuno. D'altro canto, sarebbe assolutamente da ipocriti far finta che il problema non esista, perchè, se è vero che tanti di essi sono persone civili, è altrettanto evidente come il tasso di delinquenza e degrado della zona in questione sia negli ultimi anni incrementato. La mia speranza è che ci possa essere un'inversione di tendenza; il che non vuol dire che spero che nella via non vi siano più stranieri ma, invece, che ritorni la residenzialità anche dei cittadini italiani con il conseguente ritorno anche delle nostre attività commerciali perchè, solo così se mai davvero ci potrà essere, ci sarà una vera integrazione fra le diverse etnie e si eviteranno la formazione di veri e propri ghetti, come purtroppo è attualmente Via Roma.


Via Roma nella prima metà del 1900