copia-incolla_281119

Visualizzazione post con etichetta strada levata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta strada levata. Mostra tutti i post

sabato 16 febbraio 2019

La cappella del "Signùr mòrt" di "Strada Levata", in una fotosfera

Testo e foto di Claudio Gallini

La frenesia odierna ci porta spesso a camminare lungo la stessa via tutti i giorni senza cogliere alcuni particolari che meriterebbero più attenzione. 

È il caso della "Cappella del Crocifisso" posta al civico 45 di via Taverna. 

Quanti di Voi la conoscono? La signora Teresa Ambroggi, piacentina doc di 'strada levata', ci suggerisce che per i più “vecchi” quella cappella è conosciuta come “Al Signùr mòrt ad strä’lvè” e guai a chiamarla in un altro modo!

Il sacello, inserito tra le mura dell’ospedale e l’abside della chiesa dei santi Nazzaro e Celso, fu eretto su un altro tempio più antico nei primi anni del sec. XVII per mano di Giuseppe e Bartolomeo Fioruzzi e su volontà di un benefattore.

Alla sinistra dell’ingresso, in via Taverna, è riconoscibile una nicchia con una fessura per le offerte e sulla cancellata è posta una targa metallica riportante l'anno: “AD MCMXXX”.

L’interno è incantevole e meritevole di una visita in silenzio, il luogo ideale per una preghiera.

Grazie alla foto sfera qui sotto presentata potrete apprezzarne l’interno a 360°

domenica 25 aprile 2010

Epigrafi piacentine - Giuseppe Taverna

L’epigrafe che commemora Giuseppe Taverna (vedi foto) è situata al numero civico 203 (casa natale) della stessa via a lui intitolata quando ancora si chiamava “Strada Levata” (stra' alvä).
Giuseppe Taverna, nato a Piacenza nel 1764, ha rappresentato per tutto l’ottocento e quasi certamente lo è ancora, un punto di riferimento nella storia della pedagogia italiana.
Dodicesimo figlio di un tintore cominciò i primi studi con lezioni private per poi passare alla scuola pubblica e proseguire presso il famoso collegio Alberoni dove giunse al sacerdozio. Giuseppe Taverna consacrò la sua intera vita all’insegnamento e divenne direttore di diverse unità didattiche quali a Piacenza, Parma e Brescia.
Tra i suoi allievi si ricorda il celebre Pietro Giordani, di una decina d’anni più giovane di lui, e tra i seguaci Gioberti e Tommaseo. Non sempre compreso,Taverna fu stimato anche come letterato e tra i suoi saggi di prosa ricordiamo: Le lenzuola di bucato, La quercia parlante, La probità, Il plenilunio Idillio. Morì in povertà la sera del 19 Aprile 1850.
E’ interessante citare qualche informazione in merito alla strada a lui dedicata, asse principale e fondamentale per arrivare in centro da Piazzale Torino fino in Piazza Borgo.
La strada in antichità (primi ottocento) era denominata anche strada del Borgo (oltre che strada levata) ma l’arrivo di Napoleone nel 1808 vide trasformare la denominazione in “Rue de la Réunion” per la felicità dei filo francesi; trascorso il periodo Napoleonico, si propose di riportare il nome della via all’originale ma nel 1887 la commissione comunale intitolò prima il Cantone della povertà (oggi cantone Illica) e poi l’intera strada al nostro Giuseppe Taverna

foto e articoli: di Claudio Gallini.

Via Taverna - foto tratta da "Piacenza Antica"

Via Taverna - foto di Claudio Gallini