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domenica 13 dicembre 2009

Una pilotta a Piacenza? perchè no...

Nessuno, anche se le pressioni da parte di amici e conoscenti sono tante, mi convincerà dell'effettiva superiorità estetica della città di Parma rispetto a quella di Piacenza. Sono consapevole che, dall'altra parte del ducato, non sono assolutamente sfiorati da queste crisi competitive rispetto ai loro "cugini" piacentini. Stesso discorso, evidentemente, non vale per me che spero un giorno di vincere quest'eterna competizione a "tutto tondo" con i ducali.
Voglio tentare di fare una piccola dimostrazione, magari inutile, ma per me significativa; Non meno di dieci anni fa, il piazzale del grandioso Palazzo della Pilotta di Parma, residenza dei Farnese, si presentava come un angusto e disordinato parcheggio a cielo aperto e non con un fastoso parco come è attualmente.

Parma - Piazza della Pace prima dei restauri del 2000

Parma - Piazza della Pace Oggi
Penso a Piazza Cittadella, un'enorme e disordinato spazio, un corollario di autobus, di immondizia accatastata, un'autostazione e un mercato coperto. Tutti elementi non molto consoni al contesto in cui essi sono inseriti. Non conosco bene Parma, ma abbastanza la mia città, tanto da conoscerne i pregi e gli evidenti limiti. All'interno di Piazza Cittadella, trovano sede: Palazzo Farnese, il complesso enorme dei chiostri di San Sisto, (attualmente sede del reggimento Pontieri ma in via di dismissione al comune) i chiostri di Santa Maria del Carmine e l'omonima basilica affacciata verso Via Borghetto.
Ho tentato una veloce ricostruzione di come la Piazza si potrebbe presentare dopo attenti lavori di restauro simili a quelli avvenuti nella vicina Parma.
Ho realizzato questo fotomontaggio, semplicemente per dimostrare di come una città può cambiare il proprio aspetto a seconda di come viene curata e gestita. Il risultato da me ottenuto può essere opinabile ma, Piacenza, ha bisogno di interventi decisi che la ripensino davvero. A voi il giudizio...

Piacenza - Piazza Cittadella (come è)

Piacenza - Piazza Cittadella (coma la vorrei...)

domenica 11 gennaio 2009

Piazza Cittadella - una nuova rivisitazione

Un grosso parcheggio, l'autostazione ed il mercato rionale coperto. A questo, se non fosse per l'imponenza e la bellezza di Palazzo Farnese, è relegato il ruolo della storica e grandiosa Piazza Cittadella. Si parla da anni di una sua riqualificazione che possa, attraverso la costruzione di un parcheggio sotterraneo, ridare dignità e lustro ad una delle zone storicamente ed artisticamente più importanti ma, nonostante queste premesse, la zona è fra le più deturpate e degradate dalla città
(foto 1) (foto 2) (foto 3).
Credo che ogni piacentino vorrebbe vedere Palazzo Farnese valorizzata da un contesto che gli competerebbe e non da gli scempi edilizi che da oltre mezzo secolo lo circondano. Gregory, autore di queste elaborazioni grafiche, ha rivisitato quest'importante area cittadina immaginando come potrebbe essere se vi fossero apportate alcune modifiche atte a rendere la Piazza più gradevole e vivibile per la cittadinanza.

Piazza Cittadella (oggi)
l'idea, sarebbe una suddivisione di piazza cittadella in due semi-piazze fra loro intersecate che trovano lo loro area comune alla cittadella Viscontea, immaginata come fascia verde in continuità del già esistente fossato.
La prima semi-piazza viene delimitata dal tratto terminale di via Cittadella, una strada pedonale in acciottolato lungo il lato nord, una fascia alberata parallela all'allungamento di via bertè ed infine un asse di attraversamento carrabile lungo il lato sud.
La seconda semi-piazza, invece, viene ottenuta sfruttando la rientranza della cittadella Viscontea rispetto agli altri edifici posti al suo fianco, tra cui Palazzo Farnese; sviluppandosi poi fino al limite sud dell'intero compartimento. Oltre alla strada carrabile che taglia in due la semi-piazza, si immagina di conservare le alberature esistenti e di piantumarne delle nuove, opportunamente disposte per coprire parzialmente le facciate di più recente costruzione.
Al centro di quest'area, potrebbe trovare disposizione la colonna Mariana, ora collocata in Piazza Duomo.
Le parti carrabili potrebbero essere realizzate in porfido mentre, le aree pedonali centrali, in lastricato. Quelle laterali, invece, si potrebbe utilizzare l'acciottolato, come segno delle tradizionali e storiche strade piacentine.

Piazza Cittadella (rivisitazione di Gregory)
Personalmente trovo molto interessante questa rivisitazione di Gregory, che andrebbe a riqualificare una fondamentale zona del centro storico, nonchè a creare vero biglietto da visita della città per chi Proviene da Nord. L'unico correttivo che apporterei a questo progetto, è la collocazione della colonna Mariana che, se dipendesse da me, la toglierei da Piazza Duomo ma non la posizionerei da nessun'altra parte. Anche se, per il suo significato liturgico, trovo comunque più indicata la sua posizione attuale.

venerdì 31 ottobre 2008

La "Maledizione" del Carmine

Ammetto che stavolta non so come iniziare. Sono sbigottito, sono arreso di fronte ad una realtà così autolesionista, ottusa (non andrò oltre) come quella piacentina.
Da secoli viviamo "all'ombra" di altre realtà a noi limitrofe, un po' per obbligo e molto per scelta.
Tante volte mi sono illuso che a Piacenza la mentalità potesse cambiare, che anche noi piacentini iniziassimo a remare tutti verso un'unica direzione che dovrebbe portare ad un giovamento comune. Invece, con triste rassegnazione, devo constatare un costante ed assiduo impegno nel far si che la "macchina" Piacenza resti una desolante utilitaria. Passano le amministrazioni comunali e provinciali, si alternano giunte di destra e di sinistra, ci si "incarta" per mesi e a volte per anni su tutto, dalle questioni futili a quelle determinanti per lo sviluppo del nostro territorio.
Le tante promesse, i progetti per una nuova città che fosse più attraente e moderna stanno cadendo progressivamente. Qui, sia ben chiaro, non ne faccio una colpa all'attuale giunta comunale ma distribuisco le responsabilità da una parte dall'altra fino ad arrivare anche all'amministrazione provinciale che benissimo si è adattata alla politica masochista attuata da sempre in città.
Le questioni che mi fanno rabbia sono tante: dalle tanto acclamate aree Militari e chi segue la vita cittadina sa a cosa mi riferisco, ed a tutti quei progetti di rilancio culturale che sono stati fatti e non eseguiti o, ancor peggio, di quelli che per anni hanno aspettato di essere eseguiti, che sono stati iniziati e che poi, per un puro dissapore politico anche se paradossalmente fra due giunte del medesimo colore, sono stati interrotti a causa del blocco dei fondi destinati a tali progetti.
La Chiesa del Carmine è la "vittima" di queste piccole lotte, di queste ripicche che non portano a nulla se non ad un rallentamento ulteriore della nostra realtà culturale.
Infatti, a bloccare quest'intervento di recupero urbano sembra che siano le tensioni e la poca sintonia che vige fra la giunta comunale e quella provinciale che ha improvvisamente bloccato i fondi europei destinati al restauro della chiesa cittadina, interventi fra l'altro già da tempo iniziati.
La Provincia difende le sue scelte dicendo di aver optato per altri progetti riqualificativi più determinanti allo sviluppo turistico (Veleia Romana e l'area del Trebbia). La questione però non è quale fosse l'aspetto più importante su cui puntare gli investimenti. La chiesa del Carmine è in uno stato degradante da diversi decenni, la facciata è completamente sfaldata e la struttura stessa è pericolante. La si stava recuperando, offrendo a Piacenza un'opportunità per rimpossessarsi di un bene dal grande valore storico ed artistico e di riqualificare una zona bellissima del centro. Ora è tutto fermo, non so chi di questa situazione ne beneficerà; fatico davvero a darmi una risposta.