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lunedì 1 dicembre 2008

Torniamo a parlare di muri...

Sabato 29/11/08, durante la presentazione di una nuova performance artistica in Piazzetta della Ferma ad opera dell'artista piacentino William Xerra, il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, ha colto l'occasione per tornare su un argomento molto caro al sottoscritto ed a tutti gli amanti del nostro patrimonio culturale: l'abbattimento del muro del vecchio carcere. Un tema, questo del muro, per anni abbandonato dal mondo politico piacentino, da quando, negli anni novanta, venne vincolato dalla soprintendenza come bene di valenza storico artistico. Con mio grande stupore, il sindaco Reggi, ha ridato speranza a chi, come il sottostritto, da anni blatera inutilmente nella speranza che in questa città qualcosa si muova e, l'ipotetico (anche se insperato) abbattimento della cinta sarebbe davvero una rivoluzione urbanistica di un centro che da secoli è intrappolato in troppe mura.
Che dire, apettiamo i nuovi sviluppi...

lunedì 25 agosto 2008

L'AREA DEL VECCHIO CARCERE - il sogno disegnato

Ringraziando pubblicamente Gregory, pubblico il suo bellissimo rendering su come potrebbe essere tutta l'area del vecchio carcere, privata dell'opprimente cinta muraria, lastricando la piazza e le strade con una pavimentazione in pietra e, creando nell'area che si affaccia verso la Chiesa delle Benedettine, un'area verde attraverso delle aiuole sapientemente disegnate.
Lascio a voi il giudizio in merito a questa soluzione, personalmente la trovo ottima ma, ahimè, temo che rimarrà solamente utopia. L'area in questione è ricca di fascino, una rivisitazione che non sia solo virtuale dovrebbe essere un impegno sia per la giunta quanto per la soprintendenza che assurdamente impedisce l'abbattimento della cinta che, da un secolo, priva i piacentini di questo stupendo isolato cittadino.

Progetto di recupero dell'area del vecchio carcere - (Opera di Gregory)


venerdì 22 agosto 2008

PALAZZO MADAMA - una storia vecchia...

Torno a parlare di Palazzo Madama, la splendida dimora seicentesca voluta da Margherita de Medici. Ad ispirarmi questo post è l'acquisto di una vecchia pubblicazione degli anni sessanta ad opera dello studioso Armando Siboni. In questo libricino trovo temi purtroppo attualissimi, quali le deturpazioni a cui è soggetto il centro storico e l'inamovibilità decisionale che da decenni contraddistingue ed attanaglia la mentalità piacentina. Siboni esalta la ricchezza artistica di Piacenza ma, al contempo, ne denuncia la staticità e quel senso di masochismo che troppo spesso non ci ha permesso di cogliere e sfruttare le opportunità di sviluppo che nel corso della storia ci sono ciclicamente capitate. Il tema centrale trattato da Siboni è appunto Palazzo Madama, uno dei più belli quanto sconosciuti tesori di Piacenza. Una splendida costruzione nascosta da un secolo da un'ignobile cinta muraria e deturpata dai bracci carcerari costruiti a ridosso del palazzo. A farmi riflettere sono le tematiche che già negli anni sessanta venivano trattate, come, ad esempio, la riqualificazione ed il recupero di aree cittadine, le stesse che ancora versano nelle medesime condizioni di degrado di alcuni decenni fa.
Nei progetti di riqualificazione che furono studiati vi era l'abbattimento della cinta muraria (ora protetta dalla soprintendenza) e la creazione di due piazze: una sul fronte del Palazzo madama, con adiacenti le chiese di San Lorenzo ed Eustachio e di fonte il palazzo quattrocentesco dei Landi, arricchita dall'antica pavimentazione in pietra. Mentre, la seconda piazza, era quella creata dal retro del palazzo in cui si sarebbe ricavata un'area verde e che avrebbe avuto come scenario la chiesa delle Benedetttine.
Nel 2015 ci sarà Expo 2015, fra qualche anno verranno (forse) restituite alla città le aree militari.
Il tempo non manca, ma non è nemmeno tanto. Piacenza deve assolutamente "svegliarsi" ed acquisire davvero una mentalità differente, meno provinciale e meno tesa alla "cura del proprio orticello" ma indirizzata alla crescita economica, sociale ed urbanistica della nostra realtà territoriale.

foto tratte da: "Il Palazzo Madama di Piacenza"
 
 




domenica 3 febbraio 2008

La Cittadella Giudiziaria e Palazzo Madama

Mai come in questi ultimi anni, Piacenza ha conosciuto un così grosso interesse a proposito della propria riqualificazione urbana. Come già scritto in post precedenti, la città ha enormi potenzialità inespresse e troppo volte "soffocate" da soluzioni urbanistiche poco felici; alcune attuate in passato, mentre altre nel secolo attualmente in corso.
Nella seconda metà dell'ottocento ed esattamente nel 1866, la città necessitava di un nuovo carcere che potesse rispondere alle esigenze dell'epoca. La scelta fatta fu disastrosa ed, ancora oggi, ne paghiamo le conseguenze in termini di estetica architettonica. Venne decisa come sede carceraria "Palazzo Madama", ovvero la residenza privata di Margherita de' Medici che fece costruire il pregevole edificio nel 1658 per trascorrervi al suo interno una serena vedovanza. Allo storico palazzo furono attaccati i nuovi bracci carcerari ed, attorno ad essi, fù innalzata un'alta cinta muraria che, ancora oggi, nasconde alla visuale lo storico edificio ducale. Nel 1992, il carcere cittadino venne trasferito in una struttura moderna e collocata al di fuori del centro urbano, ma ciò nonostante, non si è mai provveduti all'abbattimento dell'intera cinta muraria a causa di un'incomprensibile veto da parte della Soprintendenza delle belle Arti che ha salvaguardato l'intero muro giudicandolo un bene di valore storico. Grazie a questa decisione, Piacenza si vede privata di una delle sue zone più belle in quanto, attraverso il mantenimento della muratura, non si valorizza uno dei rioni cittadini che per storia e bellezza artistica, meriterebbe una ben altra attenzione. In quest'area sono presenti edifici come: San Lorenzo, Sant, Eustachio, Palazzo Landi, La Chiesa delle Benedettine e "l'invisibile" Palazzo Madama. Personalmente, sogno l'abbattimento del muro ed una pavimentazione adeguata ad un centro storico (quindi, ovviamente non l'asfaltatura attuale).
Mi piacerebbe sapere le vostre idee in merito a questo tema.


Una mia soluzione personale prevede l'abbattimento della Cinta, la creazione di aree verdi ed una
pavimentazione delle vie "del Consiglio", "X Giugno" e "Benedettine", utilizzando i "sanpietrini" come è stato fatto per altre strade e piazze cittadine.


Cinta muraria del Vecchio Carcere





Palazzo Madama



Chiesa delle Benedettine



Palazzo Landi, Chiese di: San Lorenzo & Sant'Eustachio



Portale di Palazzo Landi