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domenica 20 settembre 2009

San'Agostino - tesoro negato

Dal 17 al 20 e dal 24 al 27 settembre 2009, la basilica di Sant'Agostino a Piacenza, è sede dell'esposizione : "L'arte di arredare", manifestazione alla sua undicesima edizione organizzata dal Consorzio Professionisti dell'Arredamento. Quest'evento, oltre ad offrire la possibilità di vedere le ultime novità in termini di design e arredamento, da la grande opportunità ai piacentini di poter visitare la basilica Agostiniana, la chiesa più imponente della città, l'unica a cinque navate. Sant'Agostino, è un superbo esempio di architettura rinascimentale, fondata nel 1570 è opera del Caramosino. Da decenni è inutilizzata, se non per manifestazioni sporadiche che, comunque, non consentono alla struttura un'adeguata conservazione e valorizzazione della stessa.
Inutile ricordare che, nel 2015, Milano sarà protagonista dell'EXPO, un evento su scala mondiale che richiamerà nella città meneghina milioni di visitatori che, si spera, almeno una piccolissima fetta possano riversarsi visitare anche il nostro territorio.
Uno spazio come Sant'Agostino, non può assolutamente non essere sfruttato in vista di tale occasione. La sua imponenza ma, specialmente, il fascino che sprigiona l'ex basilica, possono essere una carta vincente per un turismo locale che, in definitiva, a Piacenza non è mai esistito.

maggiori info sulla basilica le potete trovare su questo post: Basilica di Sant'Agostino


lunedì 24 settembre 2007

Chiesa di Sant'Agostino

Posta sullo "Stradone Farnese", è la chiesa più imponente della città, l'unica composta da cinque navate. Edificata a partire dal 1550 rappresenta un'opera di assoluto interesse; consiglio quindi, a chi ne avrà la possibilità, di farci una visita la prossima settimana, sfruttando la straordinaria apertura in quanto sede dell'evento "l'Arte di arredare". La manifestazione, iniziata Giov. 20 settembre preseguirà nei giorni 27-28-29-30.
Ne consiglio la visita, in quanto si può visitare un monumento solitamente chiuso al pubblico in quanto sconsacrato e poter ammirare le bellissime esposizioni di design ed arte moderna esposti al suo interno.
Superflio dire che la chiesa sarebbe la sede ideale per tutte le mostre di alto livello, a parer mio molto più indicata rispetto al salone del Palazzo Gotico ormai sede naturale di tutti gli eventi artistici più importanti.



Qui sotto una breve descrizione di S. Agostino, tratto da www.vacanzeitinerari.it
I lavori per il convento di S. Agostino furono iniziati nel 1550, secondo un unico grande progetto che prevedeva la costruzione di tre ampi chiostri e di una chiesa a cinque navate con cupola e «crosere», colonne binate e pilastri accorpati. Gli edifici conventuali, oggi parte della Caserma Cantore non sono visitabili. Particolarmente interessante è il primo chiostro, in cui si è adottato l'ordine tuscanico nelle logge inferiori e una serie di serliane per quello superiore. La chiesa (1570-87) fu costruita dal piacentino Bernardino Panizzari, detto il Caramosino, a cui è tradizionalmente attribuita anche I'ideazione del progetto architettonico, riferibile invece, secondo studi più recenti, a Cristoforo Lombardo, un architetto milanese aggiornatosi sull'opera di Giulio Romano, autore di una serie di edifici particolarmente significativi e che presentano soluzioni simili a quelle adottate a s. Agostino. Preceduta da una facciata neoclassica, eretta tra il 1786 e il 1792 seguendo i disegni di Camillo Moriggia (Ravenna 1743-1795), autore, tra l'altro, del sepolcro di Dante a Ravenna, la chiesa è stata recentemente restaurata. L 'interno, a cinque navate, separate da coppie di colonne in granito e da pilastri accorpati, dalle linee maestose e solenni, rivela interessanti soluzioni spaziali nel sistema delle coperture delle ali laterali e all'incrocio del transetto, sormontato da una grandiosa cupola.
Con la soppressione dei Canonici Lateranensi la chiesa fu spogliata dei suoi arredi, in parte riutilizzati in altre chiese cittadine e del territorio (l'altar maggiore e alcune strutture marmoree delle cappelle laterali si trovano, per esempio, nella parrocchiale di Rivergaro). Sono inoltre esposti al Museo Civico la fontana del Mosè e la splendida statua lignea di S. Agostino del XVIII. Conservano invece la loro ubicazione originaria, seppure mutilate dalle truppe francesi, le calibratissime decorazioni in stucco e le statue, opera di Giulio Mazzoni (Piacenza 1525 c.-1589 c.), formatosi a Firenze e a Roma (fu allievo del Vasari e di Daniele da Volterra), rientrato a Piacenza nel 1576 dove fu impegnato nei più importanti cicli decorativi. Dell'originale decorazione affrescata, che doveva coinvolgere tutta la struttura del tempio, rimangono alcune tracce rilevanti. La complessità del programma è testimoniata dal transetto destro, nella cui lunetta, ai lati della serliana, fu affrescata un' Annunciazione da G.B. Trotti detto il Malosso (Cremona 1556-Parma 1619), discepolo di Bernardino Campi, impegnato lungamente a Piacenza (1583-1615). Formatosi alla scuola cremonese fu poi influenzato dagli esiti correggeschi approdando ad una pittura devozionale rigorosamente attenta ai principi tridentini, con soluzioni vicine a quelle del Barocci.
È andato purtroppo perduto nei bombardamenti del 1945 l'affresco del refettorio, opera di Giovan Paolo Lomazzo (Milano 1538-1600) noto per il celebre trattato sulla pittura e i suoi rapporti con Leonardo.