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sabato 21 marzo 2020

Le lapidi dei Chiostri di Sant'Antonino e del Duomo

a cura di Claudio Gallini






A pochi piacentini, probabilmente anche a quelli che abitano e frequentano il centro storico, è nota una piccola strada che da piazza Sant'Antonino giunge in via San Vincenzo, si tratta di "chiasso Sant'Antonino", come ci indica lo stradario internet di Google Maps.

Dal vocabolario Treccani apprendiamo che con "chiasso", s'intende proprio una strada stretta, una viuzza, seppur la toponomastica ufficiale del Comune di Piacenza identifica questo vicolo con "Chiostri Sant'Antonino".

Con quest'ultima denominazione ritroviamo questa stradina negli annali più illustri che tramandano gli avvenimenti più importanti della nostra città.

Questo luogo protegge, però con poca chiarezza, alcuni fatti che rimangono tratteggiati su un paio di epigrafi che si possono trovare camminando proprio qui e anche nella via dei Chiostri del Duomo.

Il centro storico di Piacenza spesso stupisce con questi angoli di città che, durante una qualsiasi passeggiata, proiettano il visitatore in un borgo dal sapore più antico dove le alte mura rossastre, i mattoni fissati con della calcina centenaria, i vecchi portoni e l'ombra di un pergolato, gli nascondono la modernità che sta appena al di fuori da questo microcosmo.

Uno scorcio sul caratteristico vicolo piacentino denominato: "Chiasso Sant'Antonino" o "Chiostri Sant'Antonino" che collega l'omonima piazza con la via San Vincenzo. (Foto di Claudio Gallini).

giovedì 22 dicembre 2011

Piazza Sant'Antonino - una riqualificazione fra luci e ombre

Il 10/12/11, dopo essere stata chiusa per lavori diversi mesi, è stata inaugurata una delle maggiori piazza cittadine, Sant'Antonino. Ho aspettato alcune settimane prima di commentare questo lavoro di recupero.
Sono anni che (dal 2008...), personalmente, auspico un intervento conservativo sulla piazza del patrono e, diversi post del blog, sono stati dedicati proprio a questo tema; questo, ad esempio, è unn mio post del 23/12/2010 dove, ipotizzavo una soluzione molto simile a quella attuata due anni dopo dal Comune.

http://ripensandopiacenza.blogspot.com/2010/01/ritorniamo-su-piazza-santantonino.html

Quindi, quando ho visto che le pietre utilizzate erano i cubetti di porfido, l'ho trovata una scelta sensatissima che andava incontro alle diverse esigenze delle persone (specialmente per chi ha problemi nella deambulazione), non togliendo comunque nulla all'estetica del luogo che, con la nuova pavimentazione, viene ampiamente esaltata.
I costi complessivi dei lavori,ammontano a 1 milione e 486 mila euro: Spartiti fra, la pavimentazione di tutta l'area lastricata da migliaia di cubetti di porfido, i lavori al sottosuolo con il passaggio al sistema di teleriscaldamento, l'illuminazione artistica (???), le muove panche in pietra, lo schermo touch-screen, l'installazione del collegamento wi-fi e l'impianto di filodiffusione per poter diffondere le aree verdiane in tutta la piazza. 
Cosa dire, a parole sembra una piazza all'avanguardia ma, per quanto riguarda le mie impressioni reali sulla stessa, sono piuttosto perplesso sull'esito finale dei lavori, specialmente per alcuni dettagli, si presentano  varie luci e ombre che, a parer mio, rappresentano un vero e proprio "pugno nell'occhio" alla storicità e alla bellezza del contesto in cui  sono inseriti. Parlo dell'impianto di filodiffusione, posizionato ai lati di ogni lanterna della piazza.



  
Come testimoniano le foto, l'impianto, è molto simili alle casse di un personal computer! Sarò gentile nel commento, ma mi sembra una "c....a pazzesca!!!), come una delle tante fatte dal comune in questi anni... (pavimentazione di Piazza Cavalli docet!).
Mi dispiace molto, stavolta ho difeso l'operato della giunta; ho apprezzato la pavimentazione (per me ottima) e il ripristino dei vecchi trottatoi fino al teatro municipale. Ero un po' titubante sull'illuminazione utilizzata, non mi ha mai convinto troppo ma, l'impianto di filodiffusione utilizzato mi ha davvero fatto letteralmente "cadere le braccia"...anche se in realtà mi eran già cadute da un pezzo e non solo le braccia!!!


  



lunedì 5 luglio 2010

Piazza Sant'Antonino - progetto definitivo?

come già fatto in passato, torno su un argomento che mi preme tantissimo, la riqualificazione di Piazza Sant'Antonino. La piazza, ospitante l'omonima basilica, il teatro municipale, i palazzi nobiliari: Anguissola, Zanardi Landi, Marazzani Visconti ed altri eleganti edifici, è una dei luoghi più importanti e scenografici della città. Dopo anni di dibattiti, concorsi e polemiche annesse, il comune ha presentato il progetto che, dovrebbe(?), essere definitivo.



La presentazione dello stesso, ha suscitato immediatamente le forti reazioni di Bruno Galvani, appartenente al gruppo misto e rappresentante provinciale di AMNIL che, ha ritenuto il progetto come antistorico ma, soprattutto, non rispettoso dei diversamente abili a causa dell'utilizzo dell'acciotolato nelle zone esclusivamente pedonali, fatta eccezione per i marciapiedi e per le zone attraversate dal traffico veicolare, le quali saranno lastricate con lastre di pietra di Luserna.
Una pavimentazione che, pur apprezzando esteticamente l'acciotolato, crea non pochi problemi a chi vi cammina, a chi la percorre su due ruote e ancor di più a chi è costretto su una sedia a rotelle. I trottatoi, invece, dovrebbero essere ricostruiti nelle loro parti mancanti fino a giungere al teatro municipale.
Tempo fa, molto prima della presentazione di questo progetto, Gregory, pubblicò su Flickr un suo rendering di come avrebbe voluto la piazza.
l'acciotolato, nel suo progetto, era presente nello spazio retrostante alla basilica; quello in cui fino a pochi anni fa era presente un parcheggio. La parte restante, pavimentata da lastroni pietra; direi simile alla pavimentazione presente in piazza Cavalli.
progetto di Gregory
a parer mio, trovo il progetto di Gregory valido e, sicuramente, più funzionale di quello proposto dall'amministrazione comunale. La mia speranza, come quella spero di tutti i piacentini, è quella di recuperare una piazza storica e bellissima, da troppi anni relegata a un livello non consono alla sua importanza.
progetto personale DEL 2007 (Massimo Mazzoni)

Piazza Sant'Antonino - Ieri



Download:
FLVMP43GP
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FLVMP43GP

lunedì 29 marzo 2010

FAI e le giornate di primavera

Sabato 27 e Domenica 28 marzo, si è tenuta la giornata di primavera 2010, evento in cui vengono visitati luoghi solitamente non visitabili per diffondere e difendere dall'incuria, il nostro enorme patrimonio artistico.
La delegazione locale del FAI, ha deciso quest'anno di far conoscere ai piacentini ed ai turisti, due splendidi esempi architettonici: La basilica di Sant'Antonino e la chiesa di San Vincenzo, recentemente protagonista di un eccellente recupero conservativo che l'ha riportata all'antico splendore. Come già ricordato in un precedente post, la chiesa sconsacrata, attualmente denominata "sala dei Teatini", è sede di un prestigioso e innovativo auditorium utilizzato come sala prove della giovanile orchestra Cherubini, diretta del celebre Riccardo Muti.
Le preparate guide del FAI, hanno accompagnato i visitatori in questo percorso sviluppato su via Scalabrini (la vecchia Via Francigena), dando importanti nozioni storiche sui complessi architettonici che si affacciano sulla piazza patronale, evidenziando le attenzioni da considerare in vista dei prossimi interventi sulla piazza, consigliando all'amministrazione l'utilizzo del contestato acciottolato, unico materiale coerente con la storia di quest'importante luogo.
da segnalare che, l'ex chiesa di San Vincenzo, è stata segnalata dal FAI nazionale fra le otto "perle" da visitare fra le 590 aperte in tutto il territorio nazionale



basilica di Sant'antonino
San Vincenzo - Sala dei teatini


sabato 23 gennaio 2010

ritorniamo su Piazza Sant'Antonino

Se ne parla ormai da anni, si è fatto un concorso a cui hanno partecipato svariati studi d'architettura che, a parer mio, anche se non ho alcuna competenza professionale per giudicare, non hanno scaturito ne, idee ne valide, ne rispettose del contesto storico su cui andavano a progettare. Poi, una volta deciso di non intraprendere nessuna delle proposte uscite dal concorso di idee, l'amministrazione ha deciso in seguito di scegliere una soluzione più sobria rispetto a quelle un po' troppo ardite nate dai vari studi d'architettura partecipanti, optando invece per una semplice ripavimentazione della piazza, arricchendola con una nuova illuminazione artistica che possa valorizzare i numerosi monumenti che adornano la piazza del patrono, a mio parere la più interessante e bella della città.
In seguito, è nata una discussione molto accesa sul materiale per pavimentare la piazza fra, chi voleva utilizzare l'acciotolato per riutilizzare un materiale il più possibile fedele a quello del passato e, fra chi a questa possibilità si è fermamente opposto (Bruno Galvani - Presidente AMNIL)in quanto, ritiene la soluzione dell'acciotolato assolutamente improponibile per chi ha problemi motori o è costretto su una sedia a rotelle.
In seguito, dopo alcuni sopraluoghi, fatti specialmente a Carpi in Piazza Garibaldi, l'amministrazione ha deciso di adottare la stessa soluzione utilizzata nella cittadina modenese, ovvero utilizzare come materiale per la pavimentazione della piazza lastre di pietra grigia di Luserna che, dovrebbe essere notevolmente più economica rispetto al Granito stellato di San Giacomo o alla beola bianca, materiali inizialmente indicati per la nuova sistemazione della Piazza cittadina.
I cubetti di pietra grigia dovrebbero avere una superficie che permetterà, anche a chi su una carozzina, un transito agevole nella piazza. Importante nota la meritano i trottaoi, che verranno mantenuti e allungati fino al teatro municipale come erano in origine.
Anche il discusso Ulivo, utilizzato attualmente come spartitraffico, troverà un nuova sistemazione più consona, si spera, alla sua natura.

Piazza Sant'antonino - (ieri)
Piazza Sant'antonino - visione aerea



Piazza Sant'antonino - (prove di pavimentazione)



domenica 21 settembre 2008

Piazza Sant'Antonino: la "guerra" dell'acciottolato

Si avvicina il momento della sospirata "riqualificazione" della storica Piazza Sant'Antonino. I lavori, che dovrebbero iniziare nella prossima primavera, stanno creando non poche polemiche e discussioni sulle modalità degli interventi che verranno apportati sull'importante piazza cittadina.
Dopo il criticato concorso di idee indetto nel 2006 dal comune, da cui scaturirono progetti quantomeno opinabili ed un po' troppo avveniristici per una piazza millenaria come quella intitolata al patrono di Piacenza. Accantonati questi progetti, l'amministrazione, sotto l'assessorato alla riqualificazione urbana guidato da Sabrina Freda, ha optato per una soluzione che più si confacesse alla storia piacentina, che permettesse quindi, di mantenere il più possibile l'integrità dell'area intervenendo solamente sulla ripavimentazione della piazza e su una nuova illuminazione artistica.
Scelta, questa, che ritengo di buon senso ma, proprio su questo punto nascono ulteriori dibattiti su quale sia il materiale più idoneo da adottare per il selciato della piazza.
Se la Freda è orientata sull'utilizzo di lastre regolari (beole e granito montorfano), dall'altra parte FAI ed Italia Nostra, chiedono a gran voce che si rispetti la storia della nostra città e che si ritorni ad avere la vera pavimentazione (i sass) che rivestiva l'intero centro storico, ma che ora è in gran parte coperto dall'asfalto.
Quindi, se la Freda intende utilizzare un materiale che possa garantire a tutti (portatori di handicap, gente in bicicletta e donne col tacco) un agevole accesso alla piazza, FAI ed Italia Nostra rivendicano invece un rispetto per il nostro passato che, alle preoccupazione della Freda, rispondono che per i pedoni o i ciclisti vi sono i marciapiedi ed i trottatoi e, in effetti, quasi tutte le piazze più belle come quelle di Parma e Pavia hanno mantenuto i ciottoli, eppure, non credo che portatori di handicap o donne col tacco evitino di accedere in queste piazze. A livello estetico non avrei dubbi nello schierarmi sulla proposta del ritorno allo storico selciato, anche se, in questo caso, non mi sento di condannare totalmente la scelta della Freda date le sue spiegazioni. Certo è, che la riqualifica della piazza è uno di quei tasselli fondamentali per l'immagine di Piacenza. Quindi, qualsiasi siano le scelte sui materiali da adottare spero che queste possano essere ben ponderate e che vadano a valorizzare questo bellissimo luogo che merita le soluzioni migliori atte a renderlo uno delle vere attrazioni turistiche della città.

immagine storica della piazza (tratta da cronaca)


una delle proposte nate dal "concorso di idee"

vecchie prove personali di pavimentazione con i classici sanpietrini