lunedì 13 maggio 2019

La mostra di Annibale sui giornali tedeschi

a cura di Claudio Gallini

La riuscitissima mostra sul comandante Annibale, conclusasi a Piacenza lo scorso 17 marzo 2019, ha trovato ampio risalto anche sul quotidiano teutonico "Süddeutsche Zeitung", uno dei più letti in Germania.



L'articolo, apparso il diciotto febbraio scorso, ripercorre a grandi linee, la storia del condottiero cartaginese senza però citare la celebre "Battaglia della Trebbia"; il giornalista, che pare aver visitato la mostra, accenna solamente alla "Battaglia del Ticino" e alla "Battaglia di Canne" chiedendosi cosa troviamo noi italiani di così interessante nella figura di Annibale Barca.

La figura del condottiero cartaginese viene descritta come una delle più "vivaci" tra i nemici dei Romani se paragonata, ad esempio, a Vercingetorige o ad Arminio e ciò è dovuto, stando alle ipotesi del giornalista, alle cronache che ci sono state trasmesse da storici come Tito Livio; dobbiamo comunque ad Annibale un'infinita ammirazione ammettendo le sue imprese spettacolari e il suo potere. 

Tra le righe il corrispondente interpreta questa mostra come il tentativo di Piacenza di essere rivalutata perché poco conosciuta, pur proteggendo una storia molto antica; nel contempo però egli paragona la lotta tra Annibale e i Romani con la situazione dell'Italia odierna che si trova a ribellarsi con il "mostro" della burocratica Unione Europea seppur, continua il giornalista, all'ingresso di Palazzo Farnese sventola la bandiera italiana vicino a quella europea.

Della mostra viene esaltato soprattutto l'esposizione del dipinto settecentesco di Francisco Goya dal titolo: "Annibale vincitore, che rimira per la prima volta dalle Alpi l’Italia", seppur riferisca, senza probabilmente l'intenzione di sminuire la mostra, di aver trovato soltanto due dozzine di reperti e la proiezione di un video.

giovedì 9 maggio 2019

lunedì 29 aprile 2019

Mostra fotografica "La mia Piacenza" di Massimo Mazzoni

a cura di Claudio Gallini


Nel pomeriggio di domenica 28 aprile 2019 si è tenuta l'inaugurazione, presso la sede dell'Associazione Amici dell'Arte di Piacenza, della mostra fotografica intitolata:

"La mia Piacenza" 

del fotografo piacentino Massimo Mazzoni e sarà visitabile fino al 5 maggio 2019 negli orari di apertura del''Associazione Amici dell'Arte in  via S.Siro, 13 c/o Galleria Ricci Oddi di Piacenza dal mercoledì alla domenica dalle 16 alle 19, 1 maggio compreso.

L'ingresso è gratuito ad offerta libera ed Il ricavato verrà devoluto all'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) di Piacenza.

Per chi si fosse perso l'inaugurazione della mostra, è possibile rivedere l'intera intervista all'artista cliccando sul link che trovate qui sotto:




mercoledì 17 aprile 2019

Epigrafi piacentine: Cesare Battisti

a cura di Claudio Gallini

Sotto i portici di Palazzo Gotico possiamo individuare una lapide in bronzo eseguita dallo scultore piacentino Pier Enrico Astorri collocata qui nel 1922 a onore dell'eroe nazionale Cesare Battisti, ucciso sei anni prima a Trento per mano delle milizie austriache.

Cesare Battisti, conosciuto dalla storia come "l'irredentista trentino", nacque a Trento nel febbraio del 1875. 

Egli conseguì una prima laurea in lettere e poi una seconda in geografia, ma il suo spirito patriottico lo portò a seguire le orme dello zio materno, don Luigi Fogolari, che abbracciava ideali irredentisti, cospirando contro gli austriaci.

Nella foto ritroviamo la lapide in bronzo, eseguita da Pier Enrico Astorri e collocata
nel 1922 sotto i portici di Palazzo Gotico in ricordo di Cesare Battisti.
(foto di Claudio Gallini)

Parallelamente agli studi accademici, egli si occupò di questioni politiche e sociali abbracciando il movimento socialista trentino; Cesare Battisti lottò in particolar modo per l'autonomia del Trentino e per migliorare le condizioni di vita degli operai.

Nell'agosto del 1914 scoppiò la guerra austro - serba ed egli si rifugiò in Italia poiché in quegli anni Trento apparteneva all'Impero austro - ungarico. 

In Italia divenne un attivo propagandista affinché l'Italia intervenisse contro l'Impero austro - ungarico, tenendo comizi in diverse città italiane.

Una visione d'insieme di questo scorcio dei portici di Palazzo Gotico per poter
apprezzare meglio la posizione dell'epigrafe dedicata a Cesare Battisti.
(Foto di Claudio Gallini)

L'otto gennaio 1915 Cesare Battisti tenne a Piacenza una conferenza su invito di Carlo Anguissola, personaggio di spicco della Piacenza di allora, oltre che esser stato un "nobil uomo".

La conferenza si svolse al Teatro Politeama e divenne occasione per il primo importante scontro tra interventisti e neutralisti a Piacenza in quanto questo incontro fu molto contestato.


Cesari Battisti morì condannato a morte, a soli quarantun'anni, il 12 luglio 1916.

giovedì 11 aprile 2019

La chiesa di Santa Eufemia a Piacenza in una fotosfera

a cura di Claudio Gallini

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"Il primitivo nucleo dell'edificio risale a prima del Mille, ma solo dopo il 1100, per volontà del Vescovo Aldo, il tempio trovò la sua definitiva sistemazione con la attuale struttura della chiesa e l’annesso monastero. Come molti altri edifici sacri di Piacenza anche la chiesa di Sant’Eufemia mostra la coesistenza in un unico edificio di strutture sovrapposte dovute a diversi periodi. Dopo il 1100 fu aggiunto il portico poggiante su pilastri ornati da preziosi capitelli romanici; nel XII secolo fu innalzato a livello dell’intera facciata. I principali interventi di modifica dell’assetto originario risalgono al secolo XVIII: fu introdotta la cancellata sulla facciata che fu adattata allo stile barocco, nei muri perimetrali trovarono posto varie cappelle e il campanile fu abbattuto, per motivi di statica, e ricostruito solo nell’800. L'interno è a tre navate, con absidi terminali separate da pilastri, il cotto predomina. Secondo la tradizione in questa chiesa volle essere sepolto il vescovo Aldo, ma i suoi resti non vennero mai ritrovati, mentre riemersero quelli di Santa Eufemia. La chiesa conserva, inoltre, un mosaico del XII secolo raffigurante San Giorgio"
 (Testo tratto da: https://www.comune.piacenza.it/benvenuti/citta/cosavedere/chiese/chiesa-di-santeufemia).

sabato 6 aprile 2019

Una visione a 360° dal Teatro Municipale di Piacenza

Una visione a 360° dal Teatro Municipale di Piacenza
di Claudio Gallini

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"Splendido esempio di architettura tardo settecentesca, il Teatro Municipale di Piacenza fu inaugurato il 10 settembre 1804 con Zamori, ossia l’Eroe delle Indie dramma serio per musica di Giovanni Simone Mayr, musicista bavarese che visse lungamente in Italia a Bergamo e maestro di Gaetano Donizetti. La costruzione del teatro, progettato dall’architetto piacentino Lotario Tomba (autore, fra l’altro, del Palazzo del Governatore in piazza Cavalli) ebbe inizio nel settembre del 1803 per concludersi l’anno successivo. Piacenza fu la prima dell’Emilia ad avere un teatro nuovo, modernamente concepito, capiente e, soprattutto, bello. Parma lo avrà nel 1829, Modena nel 1838, Reggio Emilia nel 1857". [http://www.teatripiacenza.it]

lunedì 18 marzo 2019

Una sera nel cortile di Palazzo Farnese a Piacenza in una fotosfera

a cura di Claudio Gallini

Grazie alla "foto sfera" qui proposta, potrete ammirare a trecentosessanta gradi, la bellezza di Palazzo Farnese a Piacenza, come se foste al centro del cortile in una sera d'inverno.

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