domenica 27 aprile 2008

Lettera al Sindaco Roberto Reggi

Egregio Sindaco Reggi, Le scrivo, sperando in una Sua risposta, in merito alla condizione piuttosto degradata in cui versa il centro storico cittadino. Potrei farLe numerosi esempi di interventi che, a parer mio, hanno peggiorato alcune vie e piazze cittadine ma finirei per dilungarmi troppo diventando tediante; Preferisco così concentrarmi su un argomento che mi sta particolarmente a cuore ovvero, Piazza dei Cavalli. Purtroppo, devo constatare come la nostra piazza principale abbia raggiunto un degrado senza precedenti. Le motivo immediatamente questa mia forte affermazione: Piazza Cavalli è, o meglio, dovrebbe essere, il "salotto della città" ma, facendoci un giro, non credo che si possa più meritare questa onorificenza. Trovo assurdo che la Piazza sia diventata un magazzino a cielo aperto dove, al suo interno, trovano da tempo immemore "ospitalità": un palco, delle cancellate (poste di fronte a Ranuccio Farnese) e un deposito in alluminio (posto sotto le arcate del Gotico). Mi rendo benissimo conto che, determinati materiali, siano necessari per la gestione degli eventi che si svolgono nel sito in questione ma, non riesco assolutamente a capire, il perchè questi vengano lasciati stabilmente al suo interno, dando alla piazza un aspetto davvero poco edificante.
In questi mesi si sta parlando molto del futuro di Piacenza, di come sarà "ripensata" e "ridisegnata" urbanisticamente, grazie alle incredibili opportunità date dalla concessione delle aree militari e da Expo 2015. I progetti di sviluppo sono enormi ed affascinanti e, come è normale che sia, la città vuole e deve sfruttare al meglio queste irripetibili occasioni. I progetti ed i "voli pindarici" che si stanno facendo sono tanti e, anche quelli difficilmente realizzabili, sono comunque affascinanti. Il mio dubbio è però il seguente: Se il comune non è in grado o meglio, da così poca importanza alla valorizzazione del nostro centro storico, ignorando anche le basilari regole di decoro e ordine, come si potranno realizzare tutti quei faraonici progetti che proprio nel centro dovranno avere luogo?
Le chiedo che la Piazza torni ad avere il prestigio e la cura che le spetta, per la storia e per il significato che essa ha per ogni piacentino.
Questa lettera, come del resto la Sua eventuale risposta, verranno riportate integralmente sul mio blog personale: http://ripensandopiacenza.blogspot.com
Ci tengo a precisarLe che il fine di questo messaggio non ha alcun intento politico, l'unico mio interesse è il bene di Piacenza.
RingraziandoLa per il tempo concessomi, La saluto cordialmente.
Massimo Mazzoni

sabato 26 aprile 2008

CASTELLO FARNESIANO - rettifica

Con gran piacere, su segnalazione dell'amica pinkinthecity, ho appreso che la breccia che permette di vedere i resti del Castello Farnesiano è stata finalmente riaperta.
Non conosco le motivazioni che ne hanno comportato la temporanea chiusura ne, quelle che ne hanno contribuito la riapertura ma questo poco importa perchè, la cosa che davvero conta, è il poter tornare a godere, anche se solo visivamente, di un importante monumento storico artistico della nostra città.
Un ringraziamento a chi ne ha consentito la riapertura.

La breccia sul Castello Farnesiano


I resti del Castello Farnesiano

giovedì 24 aprile 2008

Una Piazza da Reclame

Con vivo stupore ed incredulità, stamane, sfogliando distrattamente una rivista, ho notato una pubblicità che rievocava in me qualcosa di famigliare. Mi sono soffermato sulla locandina pubblicitaria di questa famosa azienda automobilistica e, lo scenario su cui l'auto si fondeva, era la nostra amata Piazza Cavalli. Ignoro quali siano le motivazioni per cui, i pubblicitari di questa multinazionale abbiano scelto come sfondo la nostra Piazza ma, ad ogni modo, a loro va il mio ringraziamento per il risalto che hanno dato al vero cuore di Piacenza che, anche se ora un po' "malandato", resta sempre e comunque l'anima di questa città.

Pubblicità - Piazza Cavalli

domenica 20 aprile 2008

Piacenza - Palazzo Mandelli

Il centro storico di Piacenza conserva un consistente numero di Palazzi patrizi. Come ricordato più volte, la forte presenza di famiglie nobiliari è stato un fattore contrastante per lo sviluppo cittadino. Infatti, se da una parte la città si è arricchita nei secoli di bellissime residenze nobiliari, dall'altra, la resistenza di queste famiglie, legate al mantenimento dei propri privilegi medioevali messi a repentaglio dai Farnese, sfociò nell'assassinio di Pierluigi Farnese determinandone così lo spostamento della capitale da Piacenza a Parma.
Fra i palazzi nobili piacentini, Palazzo Mandelli, ubicato fra l'omonima via e posto, fra Via San Marco e Via Borghetto, rappresenta per mole ed eleganza, una delle massime espressioni dell'architettura nobiliare piacentina. L'edificio, edificato nel XVIII secolo su commissione della famiglia di origine lombarda dei Mandelli, si sviluppa attorno a due cortili, uno di servizio e l'altro nobile. L'imponente facciata, lunga 75 metri, è formata da tre ordini di finestre decorate da timpani abbelliti da mascheroni e volute; di eccezionale raffinatezza è la soluzione adottata attraverso i balconi mistilinei angolari, posti al piano nobile del palazzo. Di grande impatto scenico lo scalone d'onore e l'atrio d'accesso, il più vasto tra quelli piacentini.
Palazzo Mandelli è uno degli edifici cittadini meglio conservati, grazie al mantenimento della Banca d'Italia, proprietaria ed occupante dell'immobile dal 1913.

Palazzo Mandelli - XVIII secolo





domenica 13 aprile 2008

Sant'Antonino

La basilica di S. Antonino venne edificata fra il 350 ed il 375 per volontà di San Vittore, il primo vescovo di Piacenza. Fra il IV ed il IX secolo, la chiesa svolse l'importante ruolo di cattedrale.
All'interno dell'edificio sono conservate le reliquie di San Vittore e di Sant'Antonino martire, patrono della città, soldato della Legione Tebea il cui corpo venne decapitato nei pressi di Travo in Val Trebbia. La chiesa subì ripetuti saccheggi fino al X secolo, in cui venne completamente distrutta per essere poi ricostruita nel 1014, su iniziativa del Vescovo Sigifredo.
Sant'Antonino rappresenta uno degli esempi di architettura religiosa più arditi; la planimetria è a tre navate, orientata ad est, con transetto occidentale, da cui si accede all'ingresso della basilica attraverso un bellissimo atrio del 1450, detto "Porta del Paradiso", opera di Pietro Vago; L'atrio è un prolungamento del transetto ed è costituito da un imponente arco ogivale, sormontato a sua volta, da un elegante rosone e da pinnacoli che aumentano la verticalità della chiesa stessa. Di assoluta originalità è la splendida torre ottagonale, soluzione architettonica unica in città.
La basilica è adornata da stucchi e da affreschi seicenteschi di Camillo Gavasetti, mentre, purtroppo, restano solo alcune tracce di quelli del XI secolo, presenti nei sottotetti della navata maggiore, che dovevano coinvolgere l'intero edificio creando così uno splendido ciclo pittorico.

Chiesa di Sant'Antonino





domenica 6 aprile 2008

CASTELLO FARNESIANO-giù il sipario...

E' dello scorso giugno l'inaugurazione di una breccia nella cinta muraria di via XXIV Maggio. Una breccia di un paio di metri, sufficienti a mostrare alla cittadinanza e, a chi ne fosse interessato, di ammirare i resti del Castello Fanesiano inglobato nel Polo di Mantenimento Pesante Nord. Alla cerimonia, inaugurata dal Presidente del Rotary Club Piacenza Mauro Gandolfini, parteciparono tutte le rappresentanze civiche e militari.
L'evento, oltre ad essere molto pubblicizzato dai media locali, rappresentò un piccolo ma importante passo verso una riappropriazione simbolica della città di quelle aree militari ancor oggi inaccessibili dalla comunità piacentina. Il poter ammirare ciò che resta del Castello di Pier Luigi Farnese è stata un'ottima opportunità per la cittadinanza che, in attesa della dismissione dell'intera area militare, ha potuto conoscere una parte nascosta e suggestiva della città.
Purtroppo, da un po' di tempo a questa parte, la finestrella è stata oscurata e, come in passato, i resti del Castello sono tornati off-limit per chi volesse intravederli attraverso la breccia recentemente inaugurata. Mi chiedo quali siano le motivazioni di questa chiusura, il perché, dopo tanti proclami, anche questo piccolo bel gesto da parte delle forze militari viene di fatto vanificato con l'oscuramento della Breccia stessa. Il giorno dell'inaugurazione il Generale Ambrosino disse:«Questa apertura ha un significato che supera l'evento in sè, in quanto simbolizza in maniera tangibile il collegamento che esiste tra l'ex Arsenale e la città di Piacenza». Ma di fatto, se la breccia non ritorna visibile alla cittadinanza, tutte le belle parole espresse dalla giunta comunale e dalle forze militari si riveleranno parole gettate al vento.

06/04/08 Breccia sul Castello Farnesiano oscurata




La breccia nei giorni seguenti alla sua inaugurazione



Resti del Castello Farnesiano visti dalla breccia