domenica 30 marzo 2008

Camminando per Piacenza...

Nonostante siano ventinove anni che vivo, abito, passeggio ed osservo la mia città, per qualche strana ragione, più il tempo passa e maggiormente ad essa mi sento legato. L'amore che lega le persone alla propria terra è un sentimento indescrivibile, a volte irrazionale. Del tuo luogo natio conosci le qualità ed i difetti, ma qualcosa di indissolubile ti spinge ad amarlo incondizionatamente perché, in quel posto, hai i ricordi, le amicizie, gli amori passati e quelli presenti e, tutti quegli aspetti che fanno parte della vita di un individuo.
Probabilmente, io rappresento (me ne rendo conto perfettamente) un caso eccessivo, dato che ogni volta che vedo Palazzo Farnese, Piazza Cavalli, etc, etc, etc... mi soffermo ad ammirare questi luoghi con la stessa meraviglia ed emozione che avrebbe un turista per la prima volta dinanzi al Colosseo o alle piramidi di Cheope.
Fortunatamente, l'affluenza turistica in città sta lentamente ma progressivamente aumentando e, per far fronte a questa richiesta crescente, l'amministrazione Comunale è da anni impegnata nel fornire ai turisti tutti quei servizi utili ad una migliore ricettività. Fra questi, ho sempre ritenuto ottima l'idea di fornire gratuitamente l'utilizzo di comode e funzionali biciclette...






Trovo Piazza Cittadella un luogo ricco di fascino, di storia e di bellezza. Patrimoni preziosi che la città ha saputo mantenere intatti, riuscendo addirittura talvolta a migliorarli attraverso un'attenta valorizzazione...








Inutile negarlo! per ogni piacentino il vero "cuore" della città è Piazza dei Cavalli. Al suo interno sono contenuti i monumenti simbolo di Piacenza, dal Gotico ai Cavalli del Mochi.
Proprio per questo: se a Piazza Cittadella è stata data la giusta attenzione, per Piazza Cavalli si ha un maggiore e comprensibile occhio di riguardo. Essa è il luogo d'incontro e di svago per i Piacentini; Qui, spessissimo, vengono organizzate manifestazioni ed eventi e, proprio per questo motivo, è allestito sulla Piazza un elegante palco che esalta i monumenti circostanti e che, contemporaneamente, salvaguardia il selciato medioevale. Per rispettare le norme di sicurezza che tali eventi richiedono, la piazza è stata fornita di tutte le strutture necessarie, comprensive in:

Palco e cancellate antifolla


Rastrelliere


Minimarket


Ostello della Gioventù


Toilette


Giro per la mia città e sono orgoglioso della mia Piacentinità e della mia Piacenza che ora, dopo anni di anonimato, è pronta a mostrarsi in tutta la sua bellezza, ricchezza e storia.
Non so chi ringraziare per questi concreti passi che il nostro territorio sta compiendo, ma chiunque siano gli artefici di queste migliorie, a loro i miei ringraziamenti più sinceri!
In fede
Massimo Mazzoni

lunedì 24 marzo 2008

Le chiese di Piacenza - San Sepolcro

Sorta nel 1055 come abbazia Benedettina, la chiesa è l'annesso convento, ebbero per secoli la funzione di ospitare i numerosi pellegrini che transitavano lungo la Via Francigena, una delle
arterie più importanti del medioevo che da Canterbury portava a Roma, passando anche per Piacenza.
Nel 1484 l'abbazia venne ceduta dai monaci Benedettini agli Olivetani che, tra il 1488 ed il 1520, si resero promotori della ricostruzione del tempio affidando il progetto all'architetto piacentino Alessio Tramello che, influenzato dal Bramante, nei suoi progetti sviluppa volumi lineari, classsici ed imponenti; tipiche caratteristiche dello stile Bramantesco.
San Sepolcro presenta una facciata imponente e severa, sovrastata da un timpano centrale che ne accentua il verticalismo. Alla chiesa si accede attraverso l'elegante sagrato che conduce al
portale d'ingresso, arricchito nel XVII secolo, da un frontone spezzato al cui interno è inserito l'emblema dei monaci olivetani. Il tempio presenta una pianta a croce latina con tre navate ricoperte da volte a botte ed a crociera. L'interno si presenta piuttosto scarno e l'unico elemento decorativo è costituito da un fregio monocromo che segue, all'altezza della trabeazione, tutto il perimetro della chiesa. Di estrema bellezza e suggestione sono i chiostri rinascimentali dell'ex monastero, attualmente inglobato nell'ospedale civile della città.

Chiesa di San Sepolcro (XVI secolo) - Piacenza Antica




Monastero Olivetano di San Sepolcro - chiostri


domenica 16 marzo 2008

Rivalta: un borgo da favola

Incastonato nella splendida Val Trebbia, posto a vedetta dell'omonima vallata, troviamo il Castello di Rivalta, uno dei manieri con l' annesso borgo fra i più belli d'Italia. Rivalta (Ripa Alta) vide nei suoi pressi la terribile battaglia fra le truppe romane contrapposte a quelle cartaginesi capitanate da Annibale (battaglia della Trebbia), in cui, la legione romana, subì una pesantissima sconfitta con la perdita migliaia di legionari.
Oltrepassando un'arcata ogivale si accede nell'antico borgo, dove, al suo interno, si respira ancora quell'atmosfera unica che solo i siti medioevali sono in grado di rievocare. Di notevole interesse è la chiesetta quattrocentesca di San Martino e la "Locanda del Falco" un'antichissima osteria già attiva nel 1400 ed "oggi" divenuta un ristorante di classe, uno dei più prestigiosi e rinomati dell'intera provincia. L'importanza di Rivalta è data soprattutto dallo splendido castello di cui si hanno notizie già nell'anno 1025. Affacciato sul fiume Trebbia, la sua planimetria è quadrangolare e, posto in un angolo, abbiamo una torre cilindrica che, grazie alla sua particolare fattura architettonica, la rende unica rispetto alle altre torri presenti nel territorio piacentino. Di grande eleganza è il doppio loggiato del cortle e le sontuose sale, trasformate nei secoli dalla famiglia Landi in una lussuosissima residenza. Ai Landi va il merito di aver mantenuto la dimora fortilizia in condizioni perfette riuscendo a preservarne la struttura ed il prestigio ottenuto nei secoli scorsi. Ovviamente, la visita a Rivalta è consigliatissima come del resto, lo è una visita a tutta la Valtrebbia, la valle che Ernest Hemingway definì come la più bella del mondo.

Castello e Borgo di Rivalta- foto di rep2


Foto tratta da www.liberta.it


Foto tratta da www.ilcastellodirivalta.it


domenica 9 marzo 2008

Urban Center - la città nella città

E' facile, una volta entrati nell'area dell'ex macello, dimenticarsi di esere ancora a Piacenza.
Eppure, è proprio così. Ci sono volute tre amministrazioni comunali (Vaciago-Guidotti-Reggi)
e nove lunghissimi anni di restauri (1999-2008) per "restituire" anche se con altri utililzzi,
l'ex macello alla città. La vasta area (13.750 mq), delimitata da una cinta muraria, è compresa fra lo Stradone Farnese e Via Scalabrini ed, all'interno di essa, sono presenti sedici palazzine tutte sapientemente recuperate grazie ad un ottimo intervento restaurativo che ha saputo perfettamente connubiare gli aspetti antichi con integrazioni moderne che, a parer mio, hanno ulteriormente valorizzato l'intero complesso, ritenuto di grande valenza storica ed architettonica essendo in città l'esempio più importante di archeologia industriale. L'ex mattatoio, chiuso nel 1985, ha riaperto ufficialmente i battenti sabato 23 Febbraio "sotto" la nuova denominazione di "Urban Center".
Attraverso il suo utilizzo, vi è un progetto di ampissimo respiro culturale e sociale per lo sviluppo della Piacenza del futuro; infatti, oltre ad ospitare l'ordine professionale degli architetti, al suo interno verranno studiate e pensate nuove soluzioni architettoniche per la città. La maggiorparte dei padiglioni sono occupati dalla facoltà di architettura ambientale del Politecnico di Milano, che grazie a questa prestigiosa sede, possono disporre di un campus universitario unico nel suo genere. Inoltre, altri padiglioni sono stati affidati ad infoambiente ed al rinnovato Museo di storia Naturale all'interno dell'ex fabbrica del ghiaccio.
Inutile sottolineare l'importanza di questo intervento, infatti, oltre al recupero architettonico ed alla sua indiscussa funzione culturale, questa "città nella citta" permette alla parte est del centro storico un forte riscatto sociale e culturale dopo anni di colpevole abbandono che lo hanno degradato snaturato nelle sue tipicità.
Per questo recupero conservativo, non posso far altro che complimentarmi con chiunque ha collaborato per l'ottenimento di questo egregio risultato, stupendomi comunque, come nella medesima città si possa ottenere un così felice recupero urbano ed, a soli cento metri, vedere come sia stata miseramente ridotta Via Scalabrini, Piazzetta San Paolo e parte di Via Nicolini, con gli interventi di pochi mesi fa, comprensivi della messa in opera di: parigine, dossi, "occhi di gatto" e chi più ne ha più ne metta...



Plastico dell'ex macello (www.orgogliopiacentino.com)
















domenica 2 marzo 2008

Suggestioni per la città futura

Con questo titolo, La Cooperativa "Piacenza74", ha inaugurato il 29 febbraio un'esposizione di sedici tavole raffiguranti altrettanti progetti su possibili trasformazioni urbanistiche riguardanti la nostra città. Infatti, come ormai già ribadito più volte, Piacenza conoscerà negli anni enormi trasformazioni. Le potenzialità del nostro territorio sono enormi ma, è inutile negarlo, gran parte di esse sono strettamente legate alla dismissione delle famigerate aree militari. Senza questo fondamentale processo gran parte delle idee e dei progetti fin'ora presentati restano purtroppo schizzi fini a se stessi. Sulla concreta speranza di riappropriarci delle suddette aree, Piacenza74 ha organizzato questa interessatissima rassegna di progetti, chiamato per l'appunto "suggestioni".
Non ho ancora avuto il piacere di visitare la mostra in questione ma, leggendo gli articoli apparsi sui quotidiani locali, le idee proposte dai vari studi sembrano molto interessanti ed affascinanti. Le zone su cui è stata concentrata maggiore attenzione sono: la baia di San Sisto, quella del Gonfalone ma specialmente, quella relativa al Castello Farnesiano, inglobato nell'enorme area del "Polo di mantenimento pesante Nord". Colgo l'occasione per complimentarmi con questa splendida iniziativa di Piacenza74 (che mi auguro di riuscire a visitare prima della sua chiusura), grazie anche a questi impulsi la città può crescere, fornendo alla giunta ed alla commissione delegata alle aree militari, interessanti spunti su cui sviluppare dibattiti costruttivi e partecipati fra amministrazione e cittadinanza ma che poi si concretizzino in progetti attuabili e vantaggiosi per la comunità piacentina.
Per chi non avesse la possibilità di recarsi all'esposizione in questione, è possibile visitare il seguente sito: cittafuture.com dove sono inseriti i progetti presentati dai sedici studi d'architettura.