venerdì 18 novembre 2011

Le Vie di Piacenza - Via mazzini

Via Mazzini, è la strada che collega Via San Bartolomeo, alla centralissima Piazza Cavalli. Proprio il titolo di "Primogenita", conferito a Piacenza per essere la prima città ad annettersi nel 1848 a Regno di Sardegna, dando così l'inizio all'unità nazionale, spinse l'amministrazione Comunale ad intitolare la strada all'illustre personaggio risorgimentale. Inizialmente, Via Mazzini era denominata "Strada di San Nicolò" in seguito alla scomparsa della chiesa dedicata a San Nicolò de' Cattanei.
La Via, all'incrocio con Via San Tommaso, presenta la caratteristica scalinata chiamata popolarmente come "muntä di ratt" che portava a Via San Bartolomeo. Sul nome della scalinata, vi sono due versioni:  la prima è  che i topi la percorrevano con lo scopo di abbandonare la parte bassa e adiacente al fiume Pò durante le alluvioni e alle sue piene. E, forse la versione più veritiera, è che questa etimologia sia riconducibile a "montata ratta", denominazione che indicava un irta e veloce salita. Come dicevo, Via Mazzini, partendo dalla Muntä e sfociando nella bellissima Piazza Cavalli, è ricca di caratteristici scenari e di eleganti palazzi signorili che donano un maggior pregio alla strada.

Via Mazzini - La muntà di ratt

Via Mazzini - verso Piazza Cavalli


giovedì 10 novembre 2011

La Coppa di Parmah ah ah - L'importanza delle tradizioni e della loro "difesa"

Oggi 9/11/011, apprendo che la "celeberrima" Coppa di Parma dopo vari tentativi ha ottenuto il marchio IGP.
Trovo tutto ciò vergognoso e, di questo, non so a chi vanno i miei complimenti. Alla provincia parmense, sicuramente, va dato merito di aver ottenuto l'ennesima vittoria. Si sono battuti, e alla fine l'hanno spuntata. Alle autorità piacentine, posso solo confermare il mio pensiero su quanto esse siano ingenuotte nei confronti  dei ben più furbi cugini parmensi. La lista, di quanto nei secoli ci siamo fatti scippare dai ducali è lunghissima e, purtroppo, pare non avere mai una fine. La Coppa, rappresenta solo un'ulteriore tassello alla "lista della spesa parmense" al supermercato Piacenza che, ormai da secoli, regala le sue tipicità ai cugini scaltri e mentalmente sviluppati. Molti, mi accuseranno di essere un banale provincialotto. Forse, anzi, sicuramente è così. Alle soglie del 2012, quando la globalizzazione la fa da padrone, certi campanilismi lasciano certamente il tempo che trovano. Allora, mi chiedo il perchè la provincia di Piacenza, non tenti di conquistare la certificazione protetta per quei prodotti notoriamente parmensi (Prosciutto, Culatello etc), ma  che da sempre nel territorio piacentino vengono realizzati. Se ciò avvenisse, immagino una rivolta da parte delle autorità parmensi. Tranquilli, tutto ciò è puramente fantascienza. Tutto sarà come sempre, i parmigiani continueranno a eccellere nelle loro specialità e, ad attingere (quando fa comodo) a "piene mani" nel territorio piacentino. Del resto, a noi "piccoli" piacentini, di tutelare le nostre tradizioni culinarie, storico-artistiche, evidentemente non interessa nulla e, il sottoscritto, inizia ad essere stanco e sempre più frustrato di fronte a questa continua spogliazione della nostra identità. Avviso importante ai cinesi e alle province limitrofe di Cremona, Milano e Mantova: E' in arrivo dalla Comunità Eropea, la certificazione IGP e DOP, per il famoso torrone di Parma, per la cotoletta alla Parmigiana e per i gustosi tortelli alla zucca parmense. Province e cinesi avvisati, mezzi salvati!

lunedì 7 novembre 2011

A causa dell'archiviazione di Facebook per tutti i gruppi creati usando il vecchio formato. Ho creato una pagina relativa al mio blog "Ripensando Piacenza". Per chi volesse restare aggiornato sui nuovi post nel mio blog, questo è il link della pagina che ho creato:
la pagina di ripensando Piacenza su Facebook

domenica 6 novembre 2011

Piacenza, è un paese per vecchi?

Questo pensiero, negli anni, mi è "balenato" in mente in più di un'occasione. Spesso, ho negato a me stesso l'idea che la mia città fosse su certe questioni arretrata e con una mentalità troppo chiusa. Del resto, sarebbe una tipica caratteristica di una qualsiasi cittadina di provincia. Ma, con sommo rammarico, inizio a pensare che nella nostra realtà, sia molto più presente la componente distruttiva rispetto a quella costruttiva. L'importante è bloccare le iniziative altrui, qualsiasi esse siano. Nascono allora associazioni e comitati di ogni genere (alcuni li ritengo utilissimi), atti a bloccare qualsiasi manifestazione o locale pubblico reo del disturbo alla quiete pubblica.
Penso al comitato nato anni fa contro la possibilità di tenere concerti al campo Daturi, all'indignazione di alcuni cittadini, nata dopo spettacoli ritenuti volgari??? in un noto bar cittadino, all'obbligo di chiusura entro le 21:00 dell'IRISH PUB e della "battaglia" di alcuni residenti del pubblico passeggio, contro la "demoniaca" manifestazione del mecato europeo sul Facsal. Ovviamente, determinate problematiche, solo chi vive in questi posti le può capire fino in fondo. Purtroppo, inizio a pensare maliziosamente che, in realtà, esista in certe persone una insofferenza di fondo nel sopportare i disagi che certi luoghi di aggregazione giovanili e manifestazioni possono comportare; senza pensare però, anche agli aspetti benefici in termini turistici, economici e di sicurezza. Vorrei ricordare che, se la città avesse locali e strade "vissute" ovviamente civilmente dalla cittadinanza, non esisterebbe la "paura dell'uomo nero"... Se certi eventi: come il mercato europeo, quello del forte, quello dell'antiquariato, etc etc. non fossero ostacolati solo per il gusto di farlo, ma si cercasse di limare costruttivamente le lacune e i loro disagi, la città potrebbe realmente crescere e "maturare" nella propria mentalità. Noto invece, che è sempre più vivo che mai, il sentimento di bloccare a prescindere qualsiasi iniziativa fatta dal proprio rivale, che sia per questioni politiche o di semplice incompatibilità epidermica.
Amo la mia città, vorrei vederla migliorare e crescere; invece, la ritrovo sempre più ancorata a stupide ripicche di "campanile" che mi fanno capire che questa assurda mentalità è radicata in troppe persone e che, FORSE, è davvero un paese (città) per vecchi!