giovedì 21 febbraio 2019

Epigrafi piacentine, Francesco Daveri

a cura di Claudio Gallini


La nostra rubrica, nata nell’estate del 2009 e dedicata alle iscrizioni collocate nella nostra bellissima città, quest’oggi ci porta nei pressi di piazza Duomo in quella via che la collega a via Roma e più precisamente in via Daveri.

La targa apposta al civico n° 4 di via Daveri a Piacenza in memoria di Francesco Daveri vittima della barbarie nazifascista.
(foto di: Claudio Gallini)


In questa strada si trova l’epigrafe dedicata all'avvocato e martire della Resistenza piacentina che dà il nome alla stessa via, Francesco Daveri.

Francesco Daveri
(fonte immagine: https://storiedimenticate.wordpress.com/)

Egli pagò con la propria vita un proprio dovere morale e civile, morendo nel campo di concentramento di Mauthausen il 13 aprile del 1945.

Uno scorcio di via Daveri con in alto a sinistra l'epigrafe dedicata all'avv. Francesco Daveri ed in fondo alla via, l'incrocio con via Roma.
(fonte immagine: Street View di Google)

Francesco Daveri fu un cosiddetto resistente fondatore della Democrazia Cristiana piacentina e incaricato di fondamentali compiti di organizzazione con gli alleati, in special modo con le forze inglesi oltre che caposaldo del Comitato di Liberazione Nazionale della nostra città.

Dal blog "storiedimenticate.wordpress.com" è possibile avere una completa ed esaustiva biografia di Francesco Daveri








Claudio Gallini è perito industriale ma appassionato studioso di storia locale, e di dialetti soprattutto dell’alta val Nure dove risiedono le sue radici. 

sabato 16 febbraio 2019

La cappella del "Signùr mòrt" di "Strada Levata", in una fotosfera

Testo e foto di Claudio Gallini

La frenesia odierna ci porta spesso a camminare lungo la stessa via tutti i giorni senza cogliere alcuni particolari che meriterebbero più attenzione. 

È il caso della "Cappella del Crocifisso" posta al civico 45 di via Taverna. 

Quanti di Voi la conoscono? La signora Teresa Ambroggi, piacentina doc di 'strada levata', ci suggerisce che per i più “vecchi” quella cappella è conosciuta come “Al Signùr mòrt ad strä’lvè” e guai a chiamarla in un altro modo!

Il sacello, inserito tra le mura dell’ospedale e l’abside della chiesa dei santi Nazzaro e Celso, fu eretto su un altro tempio più antico nei primi anni del sec. XVII per mano di Giuseppe e Bartolomeo Fioruzzi e su volontà di un benefattore.

Alla sinistra dell’ingresso, in via Taverna, è riconoscibile una nicchia con una fessura per le offerte e sulla cancellata è posta una targa metallica riportante l'anno: “AD MCMXXX”.

L’interno è incantevole e meritevole di una visita in silenzio, il luogo ideale per una preghiera.

Grazie alla foto sfera qui sotto presentata potrete apprezzarne l’interno a 360°