La promozione per l'ennesimo "Festival Verdi", un colossale evento con cui Parma celebra il "SUO" famosissimo compositore per tutto il mese di ottobre, con eventi e manifestazioni culturali dalla levatura INTERNAZIONALE.
Saranno gli scenari di Parma e delle terre verdiane (Busseto, Fidenza e Reggio Emilia???) ad ospitare quest'importantissimo avvenimento culturale. Che dire, ancora una volta "giù il cappello" ai ricchi cugini ducali e un'amarissima critica fatta a chi amministra Piacenza e la nostra provincia che avrebbe avuto il diritto ma, soprattutto, il dovere di partecipare ed essere la protagonista di quest'evento.
Giuseppe Verdi, nato a Roncole Verdi di Busseto nel 1813 (PR) da genitori piacentini originari di Villanova sull'Arda e Saliceto di Cadeo (PC). Nella nostra provincia, precisamente nel 1848, il maestro acquistò villa Sant'Agata a Villanova Sull'Arda (PC), dove si trasferisse e visse. Nella nostra provincia, nel 1888, Verdi divenne consigliere provinciale.
In una lettera a Barezzi, Verdi, lamenta il comportamento troppo pettegolo dei bussetani in merito alla sua discussa convivenza con la Stepponi, seconda moglie del maestro.
Per queste ragioni, Piacenza non solo dovrebbe rientrare di diritto nel festival Verdiano e recitare una parte da protagonista, invece, come sempre, il nostro territorio viene escluso e ignorato come se no esistesse. Intanto, noi piacentini, discutiamo e ci facciamo "seghe mentali" su proposte a parer mio ininfluenti alla nostra crescita culturale, come la diffusione delle arie Verdiane nel centro storico cittadino attraverso altoparlanti. Temo che fin che ragioneremo da città da serie C e da paesone non potremo mai sperare di crescere e di essere trattati diversamente.
Massimo Mazzoni
Contenitore di tutte le eccellenze di cui il Territorio piacentino dispone. Senza alcuna presunzione, vorrebbe creare dibattiti ed idee utili per dare uno slancio culturale ad una città ed una provincia con grandi potenzialità, solo minimamente sfruttate. questo blog non ha alcuna tendenza politica.
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venerdì 1 ottobre 2010
lunedì 6 settembre 2010
Cavallerizza - quale futuro?
Se ne discute tantissimo del suo futuro e, specialmente, del suo impiego...
L'ampia area della Cavallerizza, fino a pochi anni fa semplicemente utilizzata come parcheggio per auto, rappresenta oggi uno dei "fiori all'occhiello" di questa ultima amministrazione Reggi.
Il parcheggio allora esistente, è stato sostituito da un elegante giardino e da vialetti pedonali. E' stato edificato un imponente parcheggio sotterraneo, posto su tre piani, che dovrebbe parzialmente soddisfare l'esigenza impellente di posti auto all'interno del centro storico.
L'edificio della Cavallerizza, un tempo vecchie scuderie dell'Antico convento di Sant'Agostino, dovrebbero ospitare un centro eno-gastronomico per i prodotti locali e nazionali; si parla insistentemente di Eataly come possibile gestore di tale attività.
Sinceramente, non ho le capacità per pronosticare la qualità di questa scelta. Esteticamente, mi pare evidente che, rispetto a quando c'era il parcheggio la situazione sia notevolmente migliorata; ora, si dovrà valutare l'effettiva richiesta di parcheggi (considerando nelle ore notturne almeno prima erano gratuiti) e, soprattutto, se questo parco eno-gastronomico, unito ai numerosi parcheggi, al nuovo spazio aggregativo della Piazza-giardino, e al nuovo Archivio d Stato (Ex caserma Cantore), daranno un sensibile impulso turistico e culturale a una città che ha un'assoluta urgenza di riscattarsi da anni d'assoluto immobilismo.


L'ampia area della Cavallerizza, fino a pochi anni fa semplicemente utilizzata come parcheggio per auto, rappresenta oggi uno dei "fiori all'occhiello" di questa ultima amministrazione Reggi.
Il parcheggio allora esistente, è stato sostituito da un elegante giardino e da vialetti pedonali. E' stato edificato un imponente parcheggio sotterraneo, posto su tre piani, che dovrebbe parzialmente soddisfare l'esigenza impellente di posti auto all'interno del centro storico.
L'edificio della Cavallerizza, un tempo vecchie scuderie dell'Antico convento di Sant'Agostino, dovrebbero ospitare un centro eno-gastronomico per i prodotti locali e nazionali; si parla insistentemente di Eataly come possibile gestore di tale attività.
Sinceramente, non ho le capacità per pronosticare la qualità di questa scelta. Esteticamente, mi pare evidente che, rispetto a quando c'era il parcheggio la situazione sia notevolmente migliorata; ora, si dovrà valutare l'effettiva richiesta di parcheggi (considerando nelle ore notturne almeno prima erano gratuiti) e, soprattutto, se questo parco eno-gastronomico, unito ai numerosi parcheggi, al nuovo spazio aggregativo della Piazza-giardino, e al nuovo Archivio d Stato (Ex caserma Cantore), daranno un sensibile impulso turistico e culturale a una città che ha un'assoluta urgenza di riscattarsi da anni d'assoluto immobilismo.


mercoledì 1 settembre 2010
Epigrafi piacentine - Pietro Maria Campi
L’iscrizione più memorabile che troviamo in “via del guasto”, oggi via Garibaldi, al numero 69, vuole ricordare il più importante canonico della storia Piacentina, Pietro Maria Campi.
La sunnominata epigrafe è posta proprio sulla facciata della casa natale del canonico, dove nacque il 19 Maggio 1569 da Gentile Campi, orafo piacentino ma di origini lombarde, e Maddalena Bastardi originaria di Bologna. Egli ebbe da subito la vocazione religiosa; infatti, all’età di soli cinque anni vestì l’abito sacerdotale e fu promosso al pieno sacerdozio il giorno 12 Giugno 1593. Divenne in poco tempo canonico della basilica di Sant’Antonino, verso il 1600, ed invece il 7 Gennaio 1705 arrivò alla nomina di canonico del Duomo. Oltre che canonico, il Campi è senza dubbio ricordato a Piacenza come storico ma soprattutto come agiografo. La sua missione fu la ricerca, e dedicò molto tempo a questo estenuante lavoro tra i documenti storici e le fonti locali. Egli fu sicuramente il primo degli storici piacentini a setacciare archivi in patria, concependo un unico e ricco materiale pubblicato in parte in quell’opera in tre volumi denominata: “Dell’Historia Ecclesiastica di Piacenza”. Da questo immenso lavoro, ancora oggi gli storici moderni attingono fonti e dati per iniziare o proseguire le proprie ricerche. Il Campi come già indicato, fu un grande agiografo dei Santi Piacentini quali: S. Antonino, Giustina, Corrado, Raimondo Palmerio, Franca e della venerabile Margherita Antoniazzzi di Bardi di cui scrisse diversi volumi. Tutte le ricerche del Campi nacquero da una coscienziosa, accurata e puntigliosa ricerca di fonti tanto che Emilio Nasalli Rocca scrisse che: “[…] Le biografie del Campi hanno un fondamentale scopo encomiastico per la città e soprattutto di edificazione religiosa e divulgazione popolare”. Non di minore importanza nella sua vita, fu la collaborazione con Mons. Claudio Rangoni vescovo di Piacenza dal 1596 al 1618. Dal loro lavoro nacque l’opera di rinnovo della diocesi Piacentina conosciuta anche come “riforma tridentina a Piacenza”. A titolo di curiosità, si vuole riportare che una trasversale tra le vie Dante Alighieri e IV Novembre è intitolata al nostro Campi ed invece tutte le sue opere furono stampate dall’editore Bazachi che al tempo era il maggior esponente piacentino nel settore dell’editoria e della stampa. Pietro Maria Campi viene spesso confuso con il nipote omonimo e sempre canonico Piacentino che provvide tra l’altro alla stampa dell’opera più importante dello zio, Dell’Historia Ecclesiastica…, che ahimè non vide mai stampata. Pietro Maria Campi si spense nella sua casa natale il 9 Ottobre 1649. I funerali vennero celebrati nella Chiesa, ora soppressa, di S. Uldarico. Gli atti di nascita e morte sono oggi conservati presso la parrocchia di S. Giovanni in Canale.
foto e articolo di:
Claudio Gallini
La sunnominata epigrafe è posta proprio sulla facciata della casa natale del canonico, dove nacque il 19 Maggio 1569 da Gentile Campi, orafo piacentino ma di origini lombarde, e Maddalena Bastardi originaria di Bologna. Egli ebbe da subito la vocazione religiosa; infatti, all’età di soli cinque anni vestì l’abito sacerdotale e fu promosso al pieno sacerdozio il giorno 12 Giugno 1593. Divenne in poco tempo canonico della basilica di Sant’Antonino, verso il 1600, ed invece il 7 Gennaio 1705 arrivò alla nomina di canonico del Duomo. Oltre che canonico, il Campi è senza dubbio ricordato a Piacenza come storico ma soprattutto come agiografo. La sua missione fu la ricerca, e dedicò molto tempo a questo estenuante lavoro tra i documenti storici e le fonti locali. Egli fu sicuramente il primo degli storici piacentini a setacciare archivi in patria, concependo un unico e ricco materiale pubblicato in parte in quell’opera in tre volumi denominata: “Dell’Historia Ecclesiastica di Piacenza”. Da questo immenso lavoro, ancora oggi gli storici moderni attingono fonti e dati per iniziare o proseguire le proprie ricerche. Il Campi come già indicato, fu un grande agiografo dei Santi Piacentini quali: S. Antonino, Giustina, Corrado, Raimondo Palmerio, Franca e della venerabile Margherita Antoniazzzi di Bardi di cui scrisse diversi volumi. Tutte le ricerche del Campi nacquero da una coscienziosa, accurata e puntigliosa ricerca di fonti tanto che Emilio Nasalli Rocca scrisse che: “[…] Le biografie del Campi hanno un fondamentale scopo encomiastico per la città e soprattutto di edificazione religiosa e divulgazione popolare”. Non di minore importanza nella sua vita, fu la collaborazione con Mons. Claudio Rangoni vescovo di Piacenza dal 1596 al 1618. Dal loro lavoro nacque l’opera di rinnovo della diocesi Piacentina conosciuta anche come “riforma tridentina a Piacenza”. A titolo di curiosità, si vuole riportare che una trasversale tra le vie Dante Alighieri e IV Novembre è intitolata al nostro Campi ed invece tutte le sue opere furono stampate dall’editore Bazachi che al tempo era il maggior esponente piacentino nel settore dell’editoria e della stampa. Pietro Maria Campi viene spesso confuso con il nipote omonimo e sempre canonico Piacentino che provvide tra l’altro alla stampa dell’opera più importante dello zio, Dell’Historia Ecclesiastica…, che ahimè non vide mai stampata. Pietro Maria Campi si spense nella sua casa natale il 9 Ottobre 1649. I funerali vennero celebrati nella Chiesa, ora soppressa, di S. Uldarico. Gli atti di nascita e morte sono oggi conservati presso la parrocchia di S. Giovanni in Canale.
foto e articolo di:
Claudio Gallini
lunedì 2 agosto 2010
PIAZZA DUOMO - mercato si, mercato no?
Una tradizione ultracentenaria, una tradizione che, da secoli, si ripete ogni settimana, il mercato di Piazza Duomo. Questa manifestazione, risalente al medio-evo, rischia di essere completamente trasferita sul pubblico passeggio dove, parzialmente, alcuni banchi hanno già trovato da tempo la loro nuova ubicazione. Da molti giudicata migliore e maggiormente fruibile rispetto alla tradizionale piazza. Non sto a giudicare le opinioni degli addetti lavori; nessuno come loro può valutare la validità di tale spostamento eppure, personalmente, trovo storicamente ed economicamente assurdo traslocare una tale attività commerciale su cui, ricordiamo, gravita l'economia di un intero centro storico dai negozi alle bancherelle stesse. Inutile lamentarsi che il centro "muore" e poi, progressivamente, spostare e sottrarre dallo stesso quei momenti aggregativi che, per storia e tradizione, non credo debbano spostarsi da Piazza Duomo, il luogo che da secoli ospita i vari banchi del mercato bi-settimanale.
Che io sappia, siamo forse l'unica città in cui si sposta e si ignorano tali manifestazioni, ma si sa, Piacenza è strana, in tutto e per tutto e questa non è una novità. Purtroppo...
Che io sappia, siamo forse l'unica città in cui si sposta e si ignorano tali manifestazioni, ma si sa, Piacenza è strana, in tutto e per tutto e questa non è una novità. Purtroppo...
lunedì 5 luglio 2010
Piazza Sant'Antonino - progetto definitivo?
come già fatto in passato, torno su un argomento che mi preme tantissimo, la riqualificazione di Piazza Sant'Antonino. La piazza, ospitante l'omonima basilica, il teatro municipale, i palazzi nobiliari: Anguissola, Zanardi Landi, Marazzani Visconti ed altri eleganti edifici, è una dei luoghi più importanti e scenografici della città. Dopo anni di dibattiti, concorsi e polemiche annesse, il comune ha presentato il progetto che, dovrebbe(?), essere definitivo.
La presentazione dello stesso, ha suscitato immediatamente le forti reazioni di Bruno Galvani, appartenente al gruppo misto e rappresentante provinciale di AMNIL che, ha ritenuto il progetto come antistorico ma, soprattutto, non rispettoso dei diversamente abili a causa dell'utilizzo dell'acciotolato nelle zone esclusivamente pedonali, fatta eccezione per i marciapiedi e per le zone attraversate dal traffico veicolare, le quali saranno lastricate con lastre di pietra di Luserna.
Una pavimentazione che, pur apprezzando esteticamente l'acciotolato, crea non pochi problemi a chi vi cammina, a chi la percorre su due ruote e ancor di più a chi è costretto su una sedia a rotelle. I trottatoi, invece, dovrebbero essere ricostruiti nelle loro parti mancanti fino a giungere al teatro municipale.
Tempo fa, molto prima della presentazione di questo progetto, Gregory, pubblicò su Flickr un suo rendering di come avrebbe voluto la piazza.
l'acciotolato, nel suo progetto, era presente nello spazio retrostante alla basilica; quello in cui fino a pochi anni fa era presente un parcheggio. La parte restante, pavimentata da lastroni pietra; direi simile alla pavimentazione presente in piazza Cavalli.
La presentazione dello stesso, ha suscitato immediatamente le forti reazioni di Bruno Galvani, appartenente al gruppo misto e rappresentante provinciale di AMNIL che, ha ritenuto il progetto come antistorico ma, soprattutto, non rispettoso dei diversamente abili a causa dell'utilizzo dell'acciotolato nelle zone esclusivamente pedonali, fatta eccezione per i marciapiedi e per le zone attraversate dal traffico veicolare, le quali saranno lastricate con lastre di pietra di Luserna.
Una pavimentazione che, pur apprezzando esteticamente l'acciotolato, crea non pochi problemi a chi vi cammina, a chi la percorre su due ruote e ancor di più a chi è costretto su una sedia a rotelle. I trottatoi, invece, dovrebbero essere ricostruiti nelle loro parti mancanti fino a giungere al teatro municipale.
Tempo fa, molto prima della presentazione di questo progetto, Gregory, pubblicò su Flickr un suo rendering di come avrebbe voluto la piazza.
l'acciotolato, nel suo progetto, era presente nello spazio retrostante alla basilica; quello in cui fino a pochi anni fa era presente un parcheggio. La parte restante, pavimentata da lastroni pietra; direi simile alla pavimentazione presente in piazza Cavalli.
progetto di Gregory
a parer mio, trovo il progetto di Gregory valido e, sicuramente, più funzionale di quello proposto dall'amministrazione comunale. La mia speranza, come quella spero di tutti i piacentini, è quella di recuperare una piazza storica e bellissima, da troppi anni relegata a un livello non consono alla sua importanza.


a parer mio, trovo il progetto di Gregory valido e, sicuramente, più funzionale di quello proposto dall'amministrazione comunale. La mia speranza, come quella spero di tutti i piacentini, è quella di recuperare una piazza storica e bellissima, da troppi anni relegata a un livello non consono alla sua importanza.progetto personale DEL 2007 (Massimo Mazzoni)


lunedì 28 giugno 2010
Collegio Alberoni - tesoro da scoprire
alle porte di Piacenza, in località San Lazzaro, vi è il prestigioso collegio Alberoni, insigne istituzione religiosa che, per volontà del suo fondatore e mecenate, il cardinale Giulio Alberoni, dal 1751 forma seminaristi alla vita sacerdotale.
L'occasione per visitare l'istituto e, le ricchezze artistiche in esso contenute, è stata sabato 26 giugno, in occasione di una raccolta fondi del Rotary locale per finanziare i restauri di due dipinti presenti nella collezione Alberoniana.
Il collegio, merita senz'altro un interesse che non può limitarsi alla nostra provincia o alle zone limitrofe. I "tesori" conservati sono di inestimabile valore artistico e storico; Dalla preziosissima e fornita biblioteca di testi antichi, all'osservatorio meteorologico, all'appartamento del cardinale con dipinti eccezionali, fra cui spiccano: un'opera di Guido Reni e, soprattutto, l'Ecce Homo di Antonello da Messina, opera 1473, una delle massime espressioni del rinascimento italiano.
L'occasione per visitare l'istituto e, le ricchezze artistiche in esso contenute, è stata sabato 26 giugno, in occasione di una raccolta fondi del Rotary locale per finanziare i restauri di due dipinti presenti nella collezione Alberoniana.
Il collegio, merita senz'altro un interesse che non può limitarsi alla nostra provincia o alle zone limitrofe. I "tesori" conservati sono di inestimabile valore artistico e storico; Dalla preziosissima e fornita biblioteca di testi antichi, all'osservatorio meteorologico, all'appartamento del cardinale con dipinti eccezionali, fra cui spiccano: un'opera di Guido Reni e, soprattutto, l'Ecce Homo di Antonello da Messina, opera 1473, una delle massime espressioni del rinascimento italiano.
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venerdì 18 giugno 2010
Piacenza eventi???
il comune di Piacenza con sponsor annessi, si mascherano da tempo dietro la crisi che attanaglia l'Italia ma che, a quanto pare, ha colpito particolarmente la nostra città.
Leggo notizie delle città limitrofe e, nonostante il periodo di magra, la sola e "povera" Parma, sfoggia nomi come Bob Dylan, Paolo Conte, Lucio Dalla, Gloria Gaynor, Elisa etc etc.. il raffronto con Piacenza è raccapricciante, come ospite d'onore all'arena Daturi avremo Pierdavide Carone, uno dei protagonisti di AMICI. A rendere più succose le serate piacentine ci saranno pure ospiti come i Formula Tre, i Queen Mania, altri personaggi usciti stavolta da X-FACTOR, etc... comunque la linea è questa, Cover band e cantanti inventati dai reality.
Da piacentino, orgoglioso delle sue origini, è sconfortante vedere quanto siamo "indietro" di almeno vent'anni ad altre realtà provinciali. La musica, come l'arte, la cultura in tutte le sue forme, finchè si giocherà al risparmio, non sarà mai elevata e prestigiosa. Finchè la mentalità sarà questa, Piacenza continuerà purtroppo a fare la parte della comprimaria dalla mentalità campagnola.
Leggo notizie delle città limitrofe e, nonostante il periodo di magra, la sola e "povera" Parma, sfoggia nomi come Bob Dylan, Paolo Conte, Lucio Dalla, Gloria Gaynor, Elisa etc etc.. il raffronto con Piacenza è raccapricciante, come ospite d'onore all'arena Daturi avremo Pierdavide Carone, uno dei protagonisti di AMICI. A rendere più succose le serate piacentine ci saranno pure ospiti come i Formula Tre, i Queen Mania, altri personaggi usciti stavolta da X-FACTOR, etc... comunque la linea è questa, Cover band e cantanti inventati dai reality.
Da piacentino, orgoglioso delle sue origini, è sconfortante vedere quanto siamo "indietro" di almeno vent'anni ad altre realtà provinciali. La musica, come l'arte, la cultura in tutte le sue forme, finchè si giocherà al risparmio, non sarà mai elevata e prestigiosa. Finchè la mentalità sarà questa, Piacenza continuerà purtroppo a fare la parte della comprimaria dalla mentalità campagnola.
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domenica 6 giugno 2010
Pertite - abbraccio al parco
Ieri mattina, 5/06/10, si è tenuto a Piacenza un vero e proprio evento di massa, consistente in una catena umana composta da circa 2000 cittadini, che hanno fisicamente circondato l'ampia area che, il Comitato della Pertite, promotore della singolare iniziativa, vorrebbe diventasse un vero e proprio parco per la città. La Pertite, un ex polveriera militare, protagonista nel 1940 di una tragica esplosione che provocò un migliaio di morti, ha un'estensione di oltre 270.000 m², ed è un vero proprio bosco a nemmeno un Km di distanza dal centro storico cittadino.
L'omonimo comitato, "lotta" contro la cementificazione di quest'enorme "polmone verde" (come già successo all'Ex-UNICEM) e per la sua restituzione alla città, in quanto facente parte di una delle svariate AREE MILITARI che, una volta liberate, potrebbero rivelarsi la vera chiave di volte alla città.
I miei personali complimenti al comitato e ai bambini della scuola elementare Calvino, veri fautori dell'iniziativa e, ovviamente a tutti i partecipanti che, con la loro presenza, hanno reso possibile l'abbraccio alla Pertite e hanno dato un forte segnale della loro volontà.
http://www.parcopertite.it
L'omonimo comitato, "lotta" contro la cementificazione di quest'enorme "polmone verde" (come già successo all'Ex-UNICEM) e per la sua restituzione alla città, in quanto facente parte di una delle svariate AREE MILITARI che, una volta liberate, potrebbero rivelarsi la vera chiave di volte alla città.
I miei personali complimenti al comitato e ai bambini della scuola elementare Calvino, veri fautori dell'iniziativa e, ovviamente a tutti i partecipanti che, con la loro presenza, hanno reso possibile l'abbraccio alla Pertite e hanno dato un forte segnale della loro volontà.
http://www.parcopertite.it
lunedì 24 maggio 2010
Piazza Duomo - perchè non un "passo" in più
Riprendo, dopo una lunga pausa dal blog, a parlare della nostra Piacenza.
In particolare, stavolta tocco su una delle principali piazza cittadine, Piazza Duomo. Ritengo ottimi, anche se tardivi, gli interventi di manutenzione sulle due aiuole poste ai lati della piazza che, da anni, erano "abitate" da strane essenze, più adatte ad un orto che a un'aiuola di una città. Fortunatamente, estirpate salvia e rosmarino, ora le aiuole e, di conseguenza la piazza, ne ha guadagnato in maggior respiro ed eleganza.
Piazza Duomo, anche maggiormente di piazza Cavalli, è diventato un punto d'incontro per anziani, bimbi che giocano e famiglie. Le panchine, spesso poche per la gente che vi gravita, sono quasi sempre occupate e, tante persone, si devono sedere sopra le ringhiere poste attorno alle aiuole.
Come spesso accade, prendo spunto da Parma che ha dotato Piazza della Pace (Pilotta) di elegantissime panchine in granito. Troverei un'ottima soluzione circondare le nostre aiuole con panche circolari in granito, attuando una soluzione analoga a quella parmigiana. Avremmo un arredo urbano decoroso, daremmo decoro alla piazza della Cattedrale e daremmo la possibilità a tante persone di "vivere" la piazza. Anche le panchine esistenti, sono più adatte ad un giardinetto di periferia, non certamente a un centro storico. Un'altra questione, sarebbe quella dedicata ai portici che, da anni, non rispettano una colorazione coerente fra loro e la storia della Piazza.
Basterebbe poco a rendere più appetibile la nostra città!
In particolare, stavolta tocco su una delle principali piazza cittadine, Piazza Duomo. Ritengo ottimi, anche se tardivi, gli interventi di manutenzione sulle due aiuole poste ai lati della piazza che, da anni, erano "abitate" da strane essenze, più adatte ad un orto che a un'aiuola di una città. Fortunatamente, estirpate salvia e rosmarino, ora le aiuole e, di conseguenza la piazza, ne ha guadagnato in maggior respiro ed eleganza.
Piazza Duomo, anche maggiormente di piazza Cavalli, è diventato un punto d'incontro per anziani, bimbi che giocano e famiglie. Le panchine, spesso poche per la gente che vi gravita, sono quasi sempre occupate e, tante persone, si devono sedere sopra le ringhiere poste attorno alle aiuole.
Come spesso accade, prendo spunto da Parma che ha dotato Piazza della Pace (Pilotta) di elegantissime panchine in granito. Troverei un'ottima soluzione circondare le nostre aiuole con panche circolari in granito, attuando una soluzione analoga a quella parmigiana. Avremmo un arredo urbano decoroso, daremmo decoro alla piazza della Cattedrale e daremmo la possibilità a tante persone di "vivere" la piazza. Anche le panchine esistenti, sono più adatte ad un giardinetto di periferia, non certamente a un centro storico. Un'altra questione, sarebbe quella dedicata ai portici che, da anni, non rispettano una colorazione coerente fra loro e la storia della Piazza.
Basterebbe poco a rendere più appetibile la nostra città!
Piazza Duomo - ritoccata (e si vede)
domenica 25 aprile 2010
Epigrafi piacentine - Giuseppe Taverna
L’epigrafe che commemora Giuseppe Taverna (vedi foto) è situata al numero civico 203 (casa natale) della stessa via a lui intitolata quando ancora si chiamava “Strada Levata” (stra' alvä).
Giuseppe Taverna, nato a Piacenza nel 1764, ha rappresentato per tutto l’ottocento e quasi certamente lo è ancora, un punto di riferimento nella storia della pedagogia italiana.
Dodicesimo figlio di un tintore cominciò i primi studi con lezioni private per poi passare alla scuola pubblica e proseguire presso il famoso collegio Alberoni dove giunse al sacerdozio. Giuseppe Taverna consacrò la sua intera vita all’insegnamento e divenne direttore di diverse unità didattiche quali a Piacenza, Parma e Brescia.
Tra i suoi allievi si ricorda il celebre Pietro Giordani, di una decina d’anni più giovane di lui, e tra i seguaci Gioberti e Tommaseo. Non sempre compreso,Taverna fu stimato anche come letterato e tra i suoi saggi di prosa ricordiamo: Le lenzuola di bucato, La quercia parlante, La probità, Il plenilunio Idillio. Morì in povertà la sera del 19 Aprile 1850.
E’ interessante citare qualche informazione in merito alla strada a lui dedicata, asse principale e fondamentale per arrivare in centro da Piazzale Torino fino in Piazza Borgo.
La strada in antichità (primi ottocento) era denominata anche strada del Borgo (oltre che strada levata) ma l’arrivo di Napoleone nel 1808 vide trasformare la denominazione in “Rue de la Réunion” per la felicità dei filo francesi; trascorso il periodo Napoleonico, si propose di riportare il nome della via all’originale ma nel 1887 la commissione comunale intitolò prima il Cantone della povertà (oggi cantone Illica) e poi l’intera strada al nostro Giuseppe Taverna
foto e articoli: di Claudio Gallini.

Giuseppe Taverna, nato a Piacenza nel 1764, ha rappresentato per tutto l’ottocento e quasi certamente lo è ancora, un punto di riferimento nella storia della pedagogia italiana.
Dodicesimo figlio di un tintore cominciò i primi studi con lezioni private per poi passare alla scuola pubblica e proseguire presso il famoso collegio Alberoni dove giunse al sacerdozio. Giuseppe Taverna consacrò la sua intera vita all’insegnamento e divenne direttore di diverse unità didattiche quali a Piacenza, Parma e Brescia.
Tra i suoi allievi si ricorda il celebre Pietro Giordani, di una decina d’anni più giovane di lui, e tra i seguaci Gioberti e Tommaseo. Non sempre compreso,Taverna fu stimato anche come letterato e tra i suoi saggi di prosa ricordiamo: Le lenzuola di bucato, La quercia parlante, La probità, Il plenilunio Idillio. Morì in povertà la sera del 19 Aprile 1850.
E’ interessante citare qualche informazione in merito alla strada a lui dedicata, asse principale e fondamentale per arrivare in centro da Piazzale Torino fino in Piazza Borgo.
La strada in antichità (primi ottocento) era denominata anche strada del Borgo (oltre che strada levata) ma l’arrivo di Napoleone nel 1808 vide trasformare la denominazione in “Rue de la Réunion” per la felicità dei filo francesi; trascorso il periodo Napoleonico, si propose di riportare il nome della via all’originale ma nel 1887 la commissione comunale intitolò prima il Cantone della povertà (oggi cantone Illica) e poi l’intera strada al nostro Giuseppe Taverna
foto e articoli: di Claudio Gallini.
Via Taverna - foto tratta da "Piacenza Antica"

Via Taverna - foto di Claudio Gallini
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