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lunedì 11 novembre 2013

Chi era costui? Carlo Uttini, il cugino di Giuseppe Verdi e grande pedagogista italiano.


Ogni città, come la nostra Piacenza, nasconde dei piccoli particolari che spesso sono ignorati; un dettaglio inosservato, ma dal grande significato storico e culturale, è un piccolo e anonimo busto posto in una rientranza di via San Giuliano, poco prima di sfociare in via Romagnosi.
Questa scultura, a mio parere poco curata e valorizzata, delinea i tratti di una figura dalla duplice valenza per la nostra città poiché Carlo Uttini è stato, oltre che un grande pedagogista italiano, anche il cugino del maestro Giuseppe Verdi.
L’iscrizione apposta vicino al busto recita così: "A tramandare ai posteri onorata memoria del sapiente educatore canonico don Carlo Uttini per oltre cinquant’anni propugnatore indefesso della cristiana nazionale pedagogia, gli amici e ammiratori".
Nato a Saliceto il 3 maggio 1822, morto in questo istituto il 3 aprile 1902.
La storia di questa figura ci racconta che Carlo Uttini nacque a Saliceto di Cadeo; egli fu insegnante di lettere ma soprattutto di pedagogia oltre che rettore del collegio femminile di Sant’Agostino.
Le sue nuove teorie pedagogiche le poté però mettere in pratica solo nel 1867 quando aprì a Piacenza, proprio lì dove è posto oggi il busto, il “Giardino d’Infanzia” e dalle sue parole comprendiamo il significato di questa sua istituzione:
Che cosa è cotesto Giardino d’infanzia? dimandano molti. E forse taluno risponde: E’ un nome inventato per attrarre: a somiglianza delle figure smaglianti di certe botteghe […] No, il nostro Giardino d’infanzia non è nulla di questo, […] Il nostro Giardino non è asilo, e ricovero di bambini dalla carità cittadina aperto per educare i figli abbandonati dal povero…” (C. UTTINI, Il giardino d’infanzia, Piacenza, 1871.

"Il GIARDINO D'INFANZA",
Piacenza, 1871. - di
C. UTTINI
Tra i suoi scritti più importanti ricordiamo inoltre “Educhiamo!” del 1874, “Nuova compendia di pedagogia e didattica” del 1884, “L'era nuova dell'educazione in Italia” del 1851, “I primi sei anni di vita” del 1880 e tanti altri che hanno dato le basi della moderna scuola di pedagogia italiana.
Piacenza gli ha dedicato solo una strada che da via Pietro Cella si congiunge alla strada Malchioda, ma nel resto d’Italia, soprattutto nel settore pedagogico è tuttora un’istituzione tanto da far parte degli “Annali di storia dell’educazione e delle Istituzioni scolastiche”.
La figura di Carlo Uttini si meriterebbe davvero più luce e non di rimanere soltanto una scultura annerita e deteriorata oltre che trascurata.
L’appartenenza alla famiglia di Luigia Uttini, madre di Giuseppe Verdi, rappresenterebbe un forte appiglio anche per far leva sulla piacentinità del Maestro, che tutto il mondo vede appartenere però pienamente alla città di Parma.

Busto di Carlo Uttini a Piacenza
foto di: © Claudio Gallini
articolo di: Claudio Gallini


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