giovedì 14 dicembre 2017

A tòc e bucòn parlùm ad… sagàtt, sagattä, sagattameint


di Claudio Gallini





In questo appuntamento ormai fisso di Ripensando Piacenza, il blog dell’omonima pagina Facebook raggiungibile da qui, dedicato al dialetto piacentino, trattiamo di un’altra parola entrata pienamente come dialettismo nel parlar comune dei piacentini.



Siete mai stati accusati di “sagattare”? Oppure di aver procurato del “sagattamento”?



Cerchiamo di comprendere meglio con il supporto del prezioso “Vocabolario Piacentino – Italiano” di mons. Tammi, edito dalla Banca di Piacenza nel 1998.


Il prezioso vocabolario edito dalla Banca di Piacenza nel 1998


Secondo alcuni linguisti, il verbo latino “succitare”, ossia “scuotere”, avrebbe generato quella forma verbale utilizzata a Piacenza, sagattä che, come anticipato poc'anzi, significa in particolar modo agitare, sbattere provocando certamente del rumore.

Facciamo qualche esempio:

Sagàtta mìa tò pär c’al dòrma, Non scuotere tuo padre che dorme.

oppure:

Ill butìlli ad vein biṡogna mìa sagattäia!, Le bottiglie di vino non bisogna agitarle!

Come sostantivo, invece il sagàtt può indicare altresì una quantità enorme di chicchessia.

Esempio:

Avégh un sagàtt ad càn, Avere tantissimi cani.

Nel caso invece ci trovassimo a prendere un colpo sulla testa perché il bus ha sobbalzato per una buca, anche in questo caso si tratta di… “sagatto” come nell'esempio:

Ciappä un sagàtt in testa in sal pullman!, Prendere un colpo in testa sul pullman!

Una sagattäda, o meglio, un sagattameint è di conseguenza uno scossone continuo ma anche uno sciaguattamento di liquidi, ossia sbattere qualcosa continuamente nell'acqua.

Una splendida foto con le carrozze ai piedi di Palazzo Gotico.
In una cartolina viaggiata in data 21/08/1910
appartenente alla collezione privata di Salvatore Battini
Edizioni S A.I.GA Ge.G.G.P

La consultazione del vocabolario compilato da Lorenzo Foresti nel 1836 ci riporta ai tempi delle carrozze che circolando per le strade sterrate di Piacenza causavano davvero tanti “sagatti”, difatti egli scriveva in merito al lemma “sagattà”:
“Dicesi del ricevere urti in carrozza, o a quella similitudine: pallare è balzare a guisa di palla”
In conclusione vogliamo indicare anche la forma accrescitiva di sagàtt, ovvero sagattòn.








Claudio Gallini è perito industriale ma appassionato studioso di storia locale, e di dialetti soprattutto dell’alta val Nure dove risiedono le sue radici. 

1 commento:

Silvana Perazzoli ha detto...

Grazie Claudio. .. ci fai tornare in mente certe espressioni di cui non ci si ricorda il significato ....