giovedì 21 dicembre 2017

Epigrafi Piacentine: Napoleone a Piacenza

a cura di Claudio Gallini

Attraversando la galleria del Palazzo del Governatore, in piazza dei Cavalli a Piacenza, chissà quanti piacentini avranno notato una particolare lapide, murata sotto il portico, senza darle troppa importanza ma che nella realtà ricorda il dominio di Napoleone nella nostra città.

La lapide che ricorda il dominio di Napoleone è murata sotto il portico del Palazzo del Governatore a Piacenza dal 1812.
(foto di Claudio Gallini)

La lapide riporta questa iscrizione:

Neapolioni Augusto
Germanicus Syriacus Sarmaticus
Anno qui est XXVIII
Post Opus Nova Forma
Reductione Pecunia Publica
1812

Il 7 maggio del 1796 Napoleone conquistò con molta facilità Piacenza, la quale pagò a caro prezzo questa invasione che scombussolò la città e l’intero Ducato sotto diversi aspetti che spaziarono dall'economico, al sociale e al politico.

Napoleone infatti portò nuove tasse da pagare, molte case furono confiscate e numerose opere d’arte furono trafugate e portate a Parigi, oltre al clima di terrore che si viveva in quegli anni; difatti i resistenti e i disobbedienti erano giustiziati in un perfetto clima dittatoriale.

La battaglia di Lodi in una rappresentazione di Myrbach-Rheinfeld.
(fonte immagine: Wikipedia)
Di contro però Napoleone nel 1805 introdusse il "Codice Civile Napoleonico" che disciplinava i rapporti tra Stato e civili e i rapporti tra gli stessi civili; avviò numerose migliorie nella pubblica amministrazione, nella sanità, nell'istruzione, potenziò l’agricoltura, e tanto altro.

La dominazione francese a Piacenza durò diciotto anni, poiché nel 1813 le celebrità napoleoniche terminarono con la disastrosa Campagna di Russia e il Ducato di Parma e Piacenza passò nelle mani di Maria Luigia d’Austria, ricordato da sempre come un periodo molto florido anche per la nostra città.

Un'immagine più ampia che mostra l'esatta collocazione della lapide dedicata a Napoleone e raggiungibile dalla galleria del palazzo del Governatore in Piazza de' Cavalli a Piacenza.
(foto di Claudio Gallini)






Claudio Gallini è perito industriale ma appassionato studioso di storia locale, e di dialetti soprattutto dell’alta val Nure dove risiedono le sue radici. 

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