domenica 3 febbraio 2008

La Cittadella Giudiziaria e Palazzo Madama

Mai come in questi ultimi anni, Piacenza ha conosciuto un così grosso interesse a proposito della propria riqualificazione urbana. Come già scritto in post precedenti, la città ha enormi potenzialità inespresse e troppo volte "soffocate" da soluzioni urbanistiche poco felici; alcune attuate in passato, mentre altre nel secolo attualmente in corso.
Nella seconda metà dell'ottocento ed esattamente nel 1866, la città necessitava di un nuovo carcere che potesse rispondere alle esigenze dell'epoca. La scelta fatta fu disastrosa ed, ancora oggi, ne paghiamo le conseguenze in termini di estetica architettonica. Venne decisa come sede carceraria "Palazzo Madama", ovvero la residenza privata di Margherita de' Medici che fece costruire il pregevole edificio nel 1658 per trascorrervi al suo interno una serena vedovanza. Allo storico palazzo furono attaccati i nuovi bracci carcerari ed, attorno ad essi, fù innalzata un'alta cinta muraria che, ancora oggi, nasconde alla visuale lo storico edificio ducale. Nel 1992, il carcere cittadino venne trasferito in una struttura moderna e collocata al di fuori del centro urbano, ma ciò nonostante, non si è mai provveduti all'abbattimento dell'intera cinta muraria a causa di un'incomprensibile veto da parte della Soprintendenza delle belle Arti che ha salvaguardato l'intero muro giudicandolo un bene di valore storico. Grazie a questa decisione, Piacenza si vede privata di una delle sue zone più belle in quanto, attraverso il mantenimento della muratura, non si valorizza uno dei rioni cittadini che per storia e bellezza artistica, meriterebbe una ben altra attenzione. In quest'area sono presenti edifici come: San Lorenzo, Sant, Eustachio, Palazzo Landi, La Chiesa delle Benedettine e "l'invisibile" Palazzo Madama. Personalmente, sogno l'abbattimento del muro ed una pavimentazione adeguata ad un centro storico (quindi, ovviamente non l'asfaltatura attuale).
Mi piacerebbe sapere le vostre idee in merito a questo tema.


Una mia soluzione personale prevede l'abbattimento della Cinta, la creazione di aree verdi ed una
pavimentazione delle vie "del Consiglio", "X Giugno" e "Benedettine", utilizzando i "sanpietrini" come è stato fatto per altre strade e piazze cittadine.


Cinta muraria del Vecchio Carcere





Palazzo Madama



Chiesa delle Benedettine



Palazzo Landi, Chiese di: San Lorenzo & Sant'Eustachio



Portale di Palazzo Landi

2 commenti:

Gregory ha detto...

Non so se ti ricordi ma tempo fa, parlo di pochi anni, si scoprì che all'interno delle mura dell'ex-carcere in una delle baracche, ora demolite, viveva in tranquillità un ragazzo extra-comunitario, senza che mai nessuno si fosse accorto della sua presenza. Questa realtà paradossale sarebbe stato il prologo perfetto al futuro abbattimento delle mura, ma come ben sappiamo le cose sono andate diversamente e il miope conservatorismo di quest'ultimo sovrintendente ha finito per prevalere.

emmeemme78 ha detto...

no, non ricordavo di questo aneddoto.
Ad ogni modo, ribadisco che sia assurdo e di mentalità preistorica il voler preservare quella cinta muraria. Allora vi pongo questa domanda: Se il muro dell'ex carcere viene tutelato come bene storico, allora, come si spiega la facilità con cui poco tempo fa è stata abbattuta parte della cinta muraria dell'ex macello ed ancora più assurdo come si è potuto costruire sopra i bastioni delle mura farnesiane? Abbattendo le mura dell'ex-carcere, la città riacquisterebbe una sua parte bellissima. Mi sembra un paradosso; Ci facciamo mille seghe mentali (scusatemi il termine) per le aree militari che, appartenendo al demanio, vengono negate alla cittadinanza civile e poi, ci auto neghiamo la possibilità di usufruire anche di quelle parti urbane non soggette al demanio.Purtroppo, la cinta dell'ex carcere rimarrà, ormai è assodato ma, nonostante tutto, mi auguro che in un futuro (anche lontano) qualcuno possa creare i presupposti per poter procedere al suo abbattimento.