martedì 15 marzo 2011

EPIGRAFI PIACENTINE - Giuseppe Manfredi

Questa lapide, posta in via X Giugno (ex via Fodesta) al n° 3, forse più di ogni altra proclama le
vicende risorgimentali piacentine ed italiane, perché dedicata al massimo esponente della “Società Nazionale Italiana”, il piacentino Giuseppe Manfredi. L’iscrizione riporta:

Negli anni dello occulto travaglio per rendere la patria libera e una qui ai piacentini della Società Nazionale dava diuturno convegno Giuseppe Manfredi primo ai rischi e in sapiente osare mirabile allorché dittatore di Parma e Piacenza vita e storia concluse dell’antico ducato nei fasti della Nuova Italia 1857-1859. A testimonianza perenne. Tra i fulgori di più alte mete oggi raggiunte l’Opera Pia Alberoni pose 10 giugno 1937”.

Egli nacque a Cortemaggiore il 17 Marzo 1828 dove iniziò i primi studi, per continuare più tardi a
Piacenza presso il liceo San Pietro curato dai gesuiti; si laureò poi in giurisprudenza a Parma nel 1849.
Manfredi fu docente e giureconsulto, ma coltivò fin da subito, la passione politica; fu un attivista
carismatico tanto che la polizia austriaca lo tenne duramente sotto controllo; fu presidente della
“Società Nazionale Italiana” nel 1857 e del “Comitato Insurrezionale Piacentino” capeggiando una
forte campagna antiaustriaca: l’avamposto di queste cospirazioni fu spesso la casa di Manfredi di
via X Giugno dove è esposta l’epigrafe.
Nel 1859 fu condannato a morte in contumacia dal governo austriaco, ma per una serie di eventi
a lui favorevoli, riuscì a rifugiarsi prima in Liguria a Genova, e successivamente a Torino; ritornò a Piacenza dopo pochi mesi e riuscito a scacciare gli austriaci dal nostro territorio, fondò un governo provvisorio a cui seguì l’annessione di tutta l’Emilia al Piemonte in un nuovo stato.
Dopo la fusione al Regno d’Italia, Giuseppe Manfredi venne eletto al collegio di Monticelli d’Ongina come deputato al primo parlamento italiano nel Marzo del 1860; terminata questa legislatura si ritirò dalla politica per proseguire quella di magistrato che lo vide presente nei palazzi di giustizia di: Casale Monferrato, Perugia ed infine a Firenze.
Manfredi venne segnalato tra l’altro da Camillo Benso conte di Cavour come uno dei migliori uomini della città.
Egli si spense il 6 Novembre 1918 e la sua salma riposa ora nella basilica di San Francesco a Piacenza.
A lui è inoltre dedicata la strada che da Piazzale Medaglie d’oro giunge fino alla Galleana, quella
che un tempo era chiamata “pista della polvere”.

Claudio Gallini

Epigrafe di Giuseppe Manfredi - Foto di Claudio Gallini





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