giovedì 6 luglio 2017

A tòc e bucòn parlùm ad... magiùstar

a cura di
Claudio Gallini



Un altro vocabolo che si vuole analizzare in questa rubrica riguarda il piccolo ma gustoso frutto rosso che i piacentini indicano come magiùstar, ovverosia la fragola. 

Mons. Tammi riferisce che la voce piacentina ha un’origine mediterranea dalla quale deriverebbero altresì: magiustrèra, magiustrèina e anche magiustrèin che scherzosamente è oggetto di motteggio da parte dei piacentini nei confronti degli abitanti di Cortemaggiore poiché: 

I magiustrèin ad Curtmagiùr vann a cattä i magiùstar con la scàla.

Il lemma dialettale, con piccole variazioni linguistiche, è condiviso in buona parte dell’Emilia occidentale, nella Lombardia meridionale e nel Piemonte orientale e secondo alcuni linguisti, la voce deriverebbe da “maggio” cioè il mese in cui maturano i primi frutti.

A titolo di curiosità riportiamo che con il termine “magiostrina”, s’intende altresì il cappello maschile di paglia rigida forse in origine indossato dai venditori di fragole.

Fonte immagine: internet

In alta val Nure, a titolo informativo, la fragola è invece chiamata mürél e in questo caso l’influenza ligure è determinante; ad Airole (IM) è difatti denominata merélu, a Calizzano (SV) è muréi, a Zoagli (GE) è merélu e così via. 

L’etimologia della voce alto valnurese, strettamente legata a quella ligure, è da ricercarsi nel dizionario di Giovanni Casaccia dove ci appare come “mélo” ovvero “sorta di piccol frutto primaticcio, rosso, odoroso, e da un gusto graditissimo”, come una piccola mela (dal latino melum).










Claudio Gallini è perito industriale e appassionato studioso di storia locale e di dialetti, soprattutto dell’alta val Nure dove risiedono le sue radici, fonti d'ispirazione per le sue ricerche.



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