domenica 20 gennaio 2008

Stradone Farnese - la Piacenza che cambia...

Stradone Farnese rappresenta l'arteria più imponente del centro storico cittadino. Fu costruita nel 1543 in seguito ad un decreto ad opera del Cardinale Gambara che, attraverso la costruzione di questa strada, intendeva migliorare l'aspetto urbanistico e viabilistico della città rinascimentale.
L'intero Stradone è costeggiato in entrambi i lati da 512 colonnotti che variano in circonferenza ed altezza, a seconda degli edifici civili o religiosi, su cui sono posti di fronte.
Purtroppo, la via ha "pagato" a caro prezzo il periodo del boom economico che, a Piacenza, in termini di scempi edilizi ha toccato livelli mostruosi che hanno portato ad una deturpazione di intere aree del centro storico e dello Stradone Farnese in particolare. Come se non bastasse, un paio di anni fa, l'attuale giunta comunale ci ha "regalato" un'ulteriore dimostrazione su quanto sia scarso il loro rispetto per l'integrità storica ed artistica del nostro centro urbano. Mi riferisco all'assurdo intervento fatto sul manto stradale della via in questione, su cui sono state create due piste ciclabili (assolutamente inutili) attraverso la colorazione in rosso delle parti esterne della strada. Il risultato ottenuto è più simile ad una pista d'atterraggio, più che di due piste ciclabili. Da segnalare inoltre, che le due ciclabili, non solo sono poco sfruttate, ma vengono sistematicamente occupate da parcheggi selvaggi ad opera degli autisti e le foto sottostanti ne sono la dimostrazione...

Foto tratte da: www.goopiacenza.com

Nonostante tutto, Stradone Farnese non può essere trascurato da un turista in visita nella nostra città. Infatti, al suo interno, sono presenti importanti edifici fra cui: Sant'Agostino e l'annesso convento, la "Cavallerizza", la chiesa di Santa Chiara, quella dei Capuccini, Palazzo Selvatico, Palazzo Landi, Palazzo Scotti da Sarmato, l'ex macello comunale, etc.
Per il futuro, mi auspico ma le speranze sono poche, che possa essere rivista la scelta delle piste ciclabili, quantomeno, attuando soluzioni più consone e rispettose del contesto storico in cui esse vengono attuate.
Uno slogan utilizzato da una campagna promozionale del comune recita così: “Piacenza si muove davvero” anche se, personalmente, di rado mi sono trovato d'accordo su come Piacenza è stata "mossa" da questa amministrazione, ad esempio: sulle "sistemazioni" di Piazza Duomo, Piazzetta San Paolo e gli interventi sopracitati effettuati sullo stradone Farnese. Mentre, trovo ottimo l'intervento di recupero fatto sull'Ex Macello dove ritengo sia stato ottenuto un eccellente risultato che ridona alla città un'importante area adibita a centro culturale di grande prestigio, dove troveranno ospitalità: La Facoltà di Architettura Abientale del Politecnico, l'ordine professionale degli architetti ed il Museo di storia Naturale un tempo insediato al Collegio Morigi.

Lo Stradone "IERI"

www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=546968



Foto tratta da: www.liberta.it

Lo Stradone "OGGI"

www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=546968






3 commenti:

Gregory ha detto...

Ciao Massimo. Volevo una tua opinione sul costruendo condominio adiacente al complesso dell'ex macello. Per intenderci, questo:

http://farm3.static.flickr.com/2117/2227711733_41b05c4105_o.jpg

Dopo l'ottimo restauro del palazzetto ad angolo con Via Caccialupo, sinceramente mi aspettavo un intervento migliore, più equilibrato nei volumi se non altro. Vedo invece che ancora oggi il centro storico é considerato come un terreno di conquista per palazzinari d'ogni sorta. Quante occasioni mancate...

emmeemme78 ha detto...

che dire, non c'e' speranza! hai ragione, purtroppo dalla periferia al centro storico, tutti gli spazi che possono essere sfruttati per edificare vengono utilizzati dal primo all'ultimo metro quadrato. Non viene risparmiato nulla, non si guarda in faccia niente e nessuno. Si gettano tonnellate di cemento per costruire enormi capannoni alle mose, per una risposta in termini occupazionali risicatissima , poco qualificata e sproporzionata rispetto all'enorme area occupata dai prefabbricati del polo logistico..
Hai fatto l'esempio della palazzina restaurata in via Caccialupo, lo trovo un restauro (almeno esternamente) impeccabile, peccato che stride con il progetto di quell’enorme palazzo collocato fra l’ex macello e la palazzina stessa. Questo cantiere che concretizzerà il progetto, è l’ennesima prova dell’assoluta e selvaggia incoscienza di chi ci amministra e a mio parere, sta compromettendo e rovinando la nostra città. Mi chiedo se il piano regolatore possa prevedere una costruzione del genere all’interno della città storica? Non so che dire, ogni giorno è un rinnovare la mia delusione per una città che ha potenzialità concrete ma non vengono sfruttate e, per un centro ricchissimo di cultura e storia che viene in continuazione violentato da scelte quantomeno scellerate.

Stefano ha detto...

Certo che il PRGC permette una costruzione di quel tipo, parliamo di riqualificazione urbana, in questo caso orchestrata da un privato. I proprietari (Doppel Farmaceutica), smantellata la loro vecchia sede ha dato la possibilità di costruire; il Comune c'entra ben poco se non per la Commissione Qualità che più volte si è espressa su questo intervento per "armonizzare" (come hanno detto loro) il nuovo edificio alle suggestioni dello Stradone Farnese. Alternative non ce n'erano (dato che l'area è privata) e personalmente credo sia inutile un parco di neanche 900 mq. circondato sui quattro lati da edifici (alti 10-20 m) distanti al massimo 10 m; meglio puntare forte sull'area Ex-Pertite.